Pazienti 10 ottobre 2017

Il rischio di meningite in Italia

I diversi e nuovi casi di meningite, talvolta letali, verificatisi in Italia negli ultimi anni, hanno allarmato e creato anche tanta confusione su questa patologia. Cerchiamo di chiarire meglio di cosa si tratta, qual è l’effettivo rischio di meningite nel nostro Paese e come si può prevenire. Cosa sono le meningi? Le meningi sono tre […]

di pazienti.it

I diversi e nuovi casi di meningite, talvolta letali, verificatisi in Italia negli ultimi anni, hanno allarmato e creato anche tanta confusione su questa patologia. Cerchiamo di chiarire meglio di cosa si tratta, qual è l’effettivo rischio di meningite nel nostro Paese e come si può prevenire.

Cosa sono le meningi?

Le meningi sono tre membrane connettivali che avvolgono encefalo e midollo spinale, con lo scopo di proteggere il Sistema Nervoso Centrale (SNC). Partendo dall’interno verso l’esterno, le meningi sono:

  1. Pia madre, aderisce direttamente sulla corteccia cerebrale, nella cavità cranica e, al midollo spinale, nel canale vertebrale.
  2. Aracnoide, è situata al di sotto della pia madre (tra le due membrane si trovano lo “spazio subaracnoideo”, che contiene liquido cefalorachidiano e le “trabecole connettivali”).
  3. Dura madre, è molto spessa ed è costituita da tessuto connettivo fibroso. È separata dall’aracnoide dallo “spazio subdurale”.

Che cos’è la meningite?

La meningite è un’infezione a carico delle meningi. È una condizione clinica di gravità variabile e ciò  dipende in primis dal tipo di patogeno, dalle condizioni generali di salute del soggetto e dal suo sistema immunitario.

La meningite può essere di origine batterica, virale e micotica (causata da funghi). La meningite batterica è quella più pericolosa. Tra gli agenti patogeni che possono esserne causa, ricordiamo:

  • meningococco (ceppo A, ceppo B, ceppo C, quest’ultimo molto aggressivo, è stato il “protagonista” delle cronache per via della sua concentrazione in Toscana e del suo elevato indice di letalità);
  • pneumococco, agente eziologico della polmonite invasiva;
  • haemophilus influenzae, l’emofilo influenzale;
  • mycobacterium tuberculosis, il bacillo della tubercolosi;
  • stafilococchi;
  • streptococchi;
  • batteri coliformi.

La meningite: i dati in Italia

178 casi i di meningite da meningococco individuati nel 2016, con un’incidenza leggermente in aumento rispetto agli anni precedenti, dal 2012 al 2014, ma in diminuzione se consideriamo il 2015.

Questi dati sono dovuti a un maggiore numero di casi in Toscana, in cui la trasmissione è più elevata rispetto alle altre regioni, nelle quali il livello registrato è invece costante, soprattutto in riferimento al meningococco di tipo C.

Come sopra indicato, la meningite può essere causata da diversi agenti patogeni, motivo per il quale il numero totale dei casi è molto variabile, passando da 1479 casi nel 2014, a 1815 nel 2015, e a 1376 nel 2016.

Nel 2016, la meningite da pneumococco ha colpito 940 pazienti, nel 2015 erano stati registrati 1256 eventi  dovuti allo stesso batterio. Ancora, sempre nel 2016, 80 casi di meningite da emofilo, in diminuzione rispetto ai 131 casi registrati nel 2015.

Letalità della meningite

Su 940 pazienti affetti da pneumococco, 98 sono deceduti; questo vuol dire che la letalità della meningite da pneumococco è stata di circa il 10% nel 2016. I morti a causa del meningococco sono stati 21 su 178, quindi il 12%, la percentuale sale al 23% nel caso in cui il meningococco sia di ceppo C, ossia il ceppo più pericoloso che, negli ultimi quattro anni, ha causato, secondo il Ministero, 36 decessi in una popolazione di quasi 65 milioni di persone.

Riportando i dati e valutandoli con la dovuta attenzione, sembra che al momento non esista alcuna epidemia nel nostro Paese. La circolazione degli agenti patogeni che possono causare la meningite è nella norma stimata, secondo l’andamento degli ultimi anni. Il timore della popolazione è lecito, tuttavia, è bene, pur non sottovalutando la situazione, non drammatizzare.

Le autorità sanitarie non hanno dubbi sul fatto che in Italia non ci sia nessuna emergenza epidemia di meningite. Per quanto riguarda la situazione della regione Toscana va, invece, monitorata nel tempo. Secondo Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in Toscana “la recrudescenza dei casi è in parte legata al calo delle vaccinazioni, in parte al fatto che con il tempo i germi cambiano, si modificano”.

Dunque, chi non s’immunizza e non provvede a vaccinare i propri figli, danneggia se stesso e gli altri, soprattutto soggetti che non possono vaccinarsi a causa di gravi condizioni di salute.

Quanti vaccini esistono contro la meningite?

Esistono 3 tipi di vaccino per la meningite:

  1. Il vaccino contro il meningococco C.
  2. Il tetravalente, che protegge dai ceppi A, C, W e Y.
  3. Il vaccino contro il ceppo B.

Il piano di prevenzione vaccinale in Italia

La copertura vaccinale dei soggetti a rischio è uno degli obiettivi del nuovo Piano di Prevenzione Vaccinale 2017 -2019.

Il SSN mette a disposizione il vaccino per i soggetti a rischio, come bambini, anziani e persone affette da malattie croniche debilitanti o costrette a seguire particolari regimi terapeutici, che indeboliscono il sistema immunitario.

Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione, secondo la scheda vaccinale nazionale, attualmente in vigore, che:

  • prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che hanno già compiuto un anno;
  • consiglia il tetravalente per gli adolescenti precedentemente non vaccinati e la dose di richiamo per gli adolescenti già vaccinati da piccoli;
  • raccomanda il vaccino contro il meningococco B per i bambini che non hanno ancora compiuto un anno di età.

Se è importante vaccinare le persone a rischio, non sono invece necessarie vaccinazioni di massa, considerando l’assenza di un’emergenza epidemica. Rivolgersi al proprio medico di fiducia è sempre la scelta più giusta per valutare la necessità, o meno, di vaccinarsi a seconda del caso.

Nelle ultime settimane le richieste del vaccino anti-meningococcico sono quintuplicate” – ha affermato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità –, “tuttavia in Italia non c’è un’emergenza meningite perché i casi di meningite batterica non sono aumentati rispetto al passato, tranne che in Toscana dove esiste un focolaio epidemico in due aree da tenere sotto controllo. Per questo – ha concluso Ricciardi – dall’anno scorso la Regione Toscana sta offrendo la vaccinazione estesa a tutta la popolazione di quelle zone

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