Mondo 26 agosto 2014

La sanità europea cambia rotta battendo bandiera tricolore

Italia al timone del nuovo corso con D’Autilia presidente del Consiglio Europeo degli Ordini dei Medici

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L’Italia tiene in mano le briglie dell’Europa. E lo fa in una fase estremamente delicata: sul profilo economico così come sul piano politico internazionale.

Ma il semestre del Parlamento europeo a guida tricolore coincide anche con la nomina di Nicolino D’Autilia al vertice del CEOM, l’organizzazione che riunisce tutti i medici del vecchio Continente. Un’occasione d’oro per mettere la sanità al centro dell’agenda dell’Ue.

Sembra che sia davvero il momento giusto per parlare di sanità.
I temi da affrontare sono tanti e in linea anche con il nostro Ministero della Salute, come la direttiva sulle cure transfrontaliere, e il problema della responsabilità professionale che in Europa viene sentito un po’ meno rispetto all’Italia, in quanto in altri Paesi non c’è quel clima di “persecuzione” nei confronti dei professionisti sanitari.

… non c’è dubbio che la FAD rappresenti ormai il target della formazione dei professionisti, ed è prioritario valorizzarla

In tal senso un coordinamento e una scelta istituzionale condivisa, anche a livello europeo, potrebbe essere una chiave di svolta.
Non esiste una sensibilità comune in Europa. I sistemi sanitari sono differenti, noi siamo più simili alla Germania piuttosto che alla Francia dove ci sono sistemi a rimborso parziale come erano le nostre vecchie mutue. La questione viene sentita in maniera diversa ma comunque pressante perché i vari tipi di sistemi assicurativi cominciano a fare le pulci ai colleghi. Credo che ormai sia improcrastinabile ragionare su questo.

La formazione, che è una necessità e al tempo stesso una tutela per il medico, come anche per il paziente, si avvale molto delle nuove tecnologie.
La valorizzazione dei corsi FAD è al centro del nostro lavoro da anni. Ora, però, sembra necessario ritarare i parametri. Tra Italia ed Europa c’è, infatti, ancora qualche differenza soprattutto sul tema dell’aggiornamento permanente e della formazione continua. Avvalendoci di consulenze di alto livello, come ad esempio quella della UEMS – Unione Europea Medici Specialisti – stiamo cercando di limare questo gap. Il rischio che si sta correndo è quello di lasciare il sistema di accreditamento italiano ai margini rispetto a quello continentale. Non c’è, però, dubbio che la FAD rappresenti ormai il target della formazione dei professionisti italiani.

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