L'Isitututo superiore di sanità segnala anche 330 casi di Dengue, 28 di Chikungunya e 3 di Zika
Non si arresta la circolazione delle arbovirosi in Italia. A trainare l’aggiornamento della sorveglianza nazionale è ancora il West Nile virus (WNV), con i casi confermati che salgono a 727, 27 in più rispetto ai 700 registrati nel precedente bollettino dell’Istituto superiore di sanità. Il numero dei decessi, invece, rimane invariato: sono 54 le persone decedute tra i casi confermati. È quanto emerge dal decimo bollettino settimanale dell’Iss, aggiornato al 1° ottobre 2026. Il dato arriva mentre si amplia anche la distribuzione geografica della circolazione virale: sono infatti 83 le province appartenenti a 19 Regioni nelle quali è stata dimostrata la presenza del West Nile virus, una provincia in più rispetto alla settimana precedente.
Dei 727 casi confermati, 383 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva dell’infezione. Cinque di questi sono risultati importati dall’estero, con viaggi in Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Paesi Bassi. A questi si aggiungono 247 casi di febbre, 93 infezioni asintomatiche individuate attraverso lo screening dei donatori di sangue, 3 casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico. Rimane quindi particolarmente rilevante il peso delle forme neuroinvasive, che possono interessare il sistema nervoso centrale e manifestarsi, nei casi più gravi, con encefalite o meningite. La letalità, calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14%. Nello stesso periodo del 2025 era del 14,4%. Il confronto con lo scorso anno mostra inoltre un quadro che merita attenzione: nello stesso periodo del 2025 erano stati segnalati 718 casi e 49 decessi. Nel 2026, dunque, il numero complessivo dei casi ha già superato quello dell’anno precedente, così come il numero assoluto dei decessi.
L’aggiornamento dell’Iss evidenzia un’ulteriore estensione della circolazione del virus. Le province interessate sono ora 83, distribuite in 19 Regioni. Il dato è particolarmente importante perché il West Nile virus non è trasmesso direttamente da persona a persona: il principale ciclo di trasmissione coinvolge zanzare e uccelli, mentre l’uomo e gli equidi rappresentano ospiti accidentali. La presenza del virus in un numero crescente di territori indica quindi una circolazione dell’arbovirus che interessa ormai una parte ampia del Paese e richiede il mantenimento delle attività di sorveglianza e prevenzione.
Il bollettino dell’Iss fotografa anche la situazione delle altre arbovirosi sottoposte a sorveglianza. Dal 1° gennaio al 29 settembre 2026 sono stati registrati 330 casi confermati di Dengue. Di questi, 59 sono autoctoni, mentre gli altri risultano associati a viaggi all’estero. Non sono stati registrati decessi. La presenza di casi autoctoni indica che la trasmissione del virus non è rimasta confinata alle persone che hanno contratto l’infezione durante un viaggio in Paesi dove la Dengue è endemica. Il dato si inserisce in un contesto nel quale la sorveglianza delle arbovirosi assume un’importanza crescente anche per la capacità di alcune zanzare, presenti in Italia, di trasmettere diversi virus.
Per la Chikungunya sono stati invece registrati complessivamente 28 casi confermati. Uno è stato identificato come autoctono, mentre gli altri 27 sono associati a viaggi all’estero.Anche in questo caso non sono stati registrati decessi. La Chikungunya è trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Aedes e può provocare febbre e importanti dolori articolari, che in alcuni casi possono protrarsi nel tempo.
Più contenuto il numero dei casi di Zika virus: sono 3 quelli confermati dal sistema di sorveglianza nazionale nel periodo considerato. Tutti risultano associati a viaggi all’estero e non sono stati registrati decessi. Lo Zika è trasmesso principalmente dalle zanzare Aedes. Particolare attenzione viene riservata al virus soprattutto in relazione alla gravidanza, poiché l’infezione può comportare rischi per il feto.
Nel quadro delle infezioni trasmesse da zanzare compare inoltre l‘Usutu virus, per il quale sono stati segnalati 15 casi. La distribuzione comprende 8 casi in Lombardia, 1 in Emilia-Romagna, 1 nelle Marche, 2 nel Lazio, 1 in Piemonte e 2 in Veneto. Come il West Nile, anche l’Usutu virus appartiene al genere Flavivirus e il suo ciclo naturale coinvolge principalmente gli uccelli e le zanzare.
I numeri dell’ultimo aggiornamento dell’Iss restituiscono quindi un quadro articolato. Il West Nile continua a rappresentare l’arbovirosi con il maggiore impatto in termini di casi e conseguenze cliniche, con 727 infezioni confermate, 383 forme neuroinvasive e 54 decessi. Parallelamente, la sorveglianza documenta la presenza, seppur con numeri differenti, anche di Dengue, Chikungunya, Zika e Usutu virus. Per Dengue e Chikungunya sono stati inoltre documentati casi autoctoni, un elemento epidemiologico rilevante perché dimostra che la trasmissione può avvenire anche sul territorio italiano e non soltanto in seguito a viaggi internazionali. L’aggiornamento dell’Iss conferma quindi l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle arbovirosi, attraverso la sorveglianza epidemiologica, il monitoraggio dei vettori e le misure di prevenzione, soprattutto nelle aree nelle quali è stata documentata la circolazione dei virus.
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