Prevenzione 19 Maggio 2026 09:59

Vaccini nelle zone di guerra, l’allarme di Medici senza frontiere: “Milioni di bambini senza protezione”

Appello ai governi durante l’Assemblea mondiale della sanità: “Rimuovere gli ostacoli che rallentano le vaccinazioni nei territori colpiti dai conflitti”

di I.F.
Vaccini nelle zone di guerra, l’allarme di Medici senza frontiere: “Milioni di bambini senza protezione”

Nelle aree colpite da guerre e conflitti armati milioni di bambini restano senza vaccini essenziali, esposti a epidemie di morbillo, difterite e altre malattie prevenibili. A lanciare l’allarme è Medici Senza Frontiere (MSF), che in occasione dell’Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra chiede a governi, donatori e organizzazioni internazionali di intervenire con urgenza per garantire campagne vaccinali tempestive nei contesti più fragili. Secondo l’organizzazione umanitaria, nelle zone di guerra la vaccinazione di routine sta progressivamente rallentando, mentre diventa sempre più difficile organizzare interventi rapidi contro le epidemie. “In molte delle zone colpite da conflitti in cui operiamo, la vaccinazione di routine è giunta a un punto di stallo e la risposta tempestiva ed efficace alle epidemie sta vacillando. Le conseguenze sono disastrose: una copertura vaccinale pericolosamente bassa sta lasciando milioni di bambini vulnerabili a epidemie ricorrenti e letali di malattie prevenibili con il vaccino”, dichiara Daniela Garone, coordinatrice medica internazionale di MSF.

Ostacoli burocratici, carenze di fondi e problemi di sicurezza

A complicare le campagne vaccinali sono diversi fattori: difficoltà logistiche, carenza di personale sanitario, problemi di sicurezza e ostacoli amministrativi che rallentano la consegna dei vaccini nelle aree più isolate. Secondo MSF, in molti contesti di crisi le équipe umanitarie devono fare i conti con catene del freddo fragili, aeroporti chiusi, vie di comunicazione interrotte e finanziamenti sempre più ridotti. Una situazione che rende difficile raggiungere rapidamente le popolazioni più vulnerabili. Per questo l’organizzazione chiede modelli di distribuzione più flessibili e un maggiore impegno internazionale per garantire continuità alle campagne vaccinali anche nei territori interessati da conflitti armati.

Congo e Sudan tra i Paesi più colpiti

Le maggiori preoccupazioni riguardano in particolare la Repubblica Democratica del Congo e il Sudan, dove continuano a registrarsi epidemie di malattie prevenibili. Nella Repubblica Democratica del Congo, secondo i dati riportati da MSF, i livelli di copertura vaccinale restano ben al di sotto delle soglie raccomandate. Nel 2025 una grave epidemia di morbillo avrebbe provocato oltre 82mila casi sospetti e più di mille decessi in quasi tutte le province del Paese. L’intensificarsi del conflitto nell’area orientale del Congo ha inoltre aggravato i ritardi nelle forniture e aumentato le difficoltà nel mantenere operative le catene del freddo necessarie per la conservazione dei vaccini. Anche in Sudan la guerra e l’instabilità degli ultimi anni hanno fortemente indebolito i programmi vaccinali e i sistemi di sorveglianza sanitaria. Solo nel Darfur, riferisce MSF, da aprile 2026 sono stati trattati oltre 14mila casi di morbillo. La maggior parte dei bambini colpiti aveva meno di cinque anni e non risultava vaccinata oppure non aveva uno stato vaccinale noto.

“Le comunità più fragili non possono essere le ultime a ricevere cure”

Nel corso dell’Assemblea mondiale della sanità si sta discutendo anche dell’attuazione dell’Agenda Vaccinale 2030 e dei negoziati legati all’Accordo pandemico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con particolare attenzione ai meccanismi di accesso ai patogeni e alla condivisione dei benefici derivanti dall’innovazione medica. “Da decenni MSF è testimone di come le comunità che vivono in contesti con risorse limitate, colpite da epidemie mortali tra cui l’Ebola e, più recentemente, il Covid-19, spesso non abbiano accesso, o lo abbiano con grave ritardo, a strumenti medici salvavita”, afferma Maria Guevara, segretaria medica internazionale di MSF. Per l’organizzazione umanitaria, le comunità più esposte alle emergenze sanitarie non devono continuare a essere le ultime a beneficiare delle innovazioni terapeutiche e vaccinali. L’appello finale rivolto ai governi è quello di rimuovere gli ostacoli politici, amministrativi ed economici che rallentano la distribuzione dei vaccini nelle aree di crisi, per evitare nuove epidemie e salvare milioni di vite.

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