Advocacy e Associazioni 21 Gennaio 2026 11:11

Università e accessibilità. Presentata a Roma l’Accademia delle Libere Abilità

A Udine nasce il primo modello italiano per l’accesso accademico ai giovani con disabilità cognitive. Università, Regione FVG e Radio Magica creano un protocollo nazionale replicabile in tutti gli atenei.

di Redazione
Università e accessibilità. Presentata a Roma l’Accademia delle Libere Abilità

Definire un nuovo standard per il diritto allo studio, aprendo la formazione superiore a chi finora era escluso dal sistema universitario italiano: le persone con disabilità cognitiva. È questo l’obiettivo dell’Accademia delle Libere Abilità (ALA), il progetto pilota dell’Università di Udine presentato oggi a Roma. Unico nel panorama nazionale, il progetto trasforma l’istruzione superiore in un diritto accessibile e offre un percorso di formazione d’eccellenza finalizzato all’inserimento lavorativo.

In Italia sono 359.000 gli studenti con disabilità (4,5% della popolazione scolastica), con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni. Mentre il numero di studenti con disabilità nelle scuole cresce, il percorso formativo per molti di loro si interrompe bruscamente dopo il diploma. ALA inverte questa rotta, offrendo a 30 giovani un percorso accademico strutturato in 7 discipline, con un metodo scientifico basato sull’accomodamento ragionevole dei contenuti.

Un modello per l’Italia

L’obiettivo dell’Università di Udine è rendere ALA un modello replicabile e scalabile. Grazie al monitoraggio dei ricercatori e al coinvolgimento degli studenti di Educazione Professionale, l’Università di Udine sta creando un “manuale d’uso” delle best practices (dall’uso della Comunicazione Aumentativa Alternativa ai testi easy-to-read) da mettere a disposizione del sistema universitario nazionale.

L’alleanza tra Istituzioni e Terzo Settore

Il progetto, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia (con un fondo straordinario di 250.000 euro) e dalla Fondazione Radio Magica, dimostra come la sinergia tra ricerca accademica e politiche sociali possa generare innovazione reale e inclusione lavorativa nei settori della cultura e del turismo. L’obiettivo è trasformare l’eccezione di oggi nella norma di domani. Il progetto sfida il pregiudizio che vede la disabilità cognitiva legata solo a lavori manuali ripetitivi. Formando operatori culturali, ALA dimostra che questi giovani possono contribuire attivamente, ad esempio, al settore turistico e museale (come già avviene nei siti Unesco di Aquileia), trasformando il sostegno sociale in valore economico e civile”.

“L’Università di Udine, con il lancio dell’Accademia delle Libere Abilità, riafferma la funzione sociale della ricerca e dell’alta formazione – sottolinea il rettore Angelo Montanari -. Non ci siamo limitati ad aprire le nostre aule, ma abbiamo messo a disposizione il nostro sapere scientifico per costruire un metodo rigoroso che renda la cultura realmente accessibile. L’inclusione degli studenti con disabilità cognitive non è più un obiettivo utopico, ma una realtà accademica codificata. Siamo orgogliosi di essere pionieri di un cambiamento culturale che valorizza il talento in ogni sua forma, trasformando l’Ateneo in un ecosistema capace di generare innovazione sociale e nuove opportunità professionali per tutti”.

“Ringrazio la Regione Friuli-Venezia Giulia, che sostiene il progetto ALA, l’Accademia delle Libere Abilità, l’Università degli Studi di Udine e la Fondazione Radio Magica ETS che stanno mettendo a frutto dei percorsi straordinari in favore delle persone con disabilità – ha spiegato nel suo videomessaggio il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli -. Il nostro Paese vive un momento di grande cambiamento con la riforma della disabilità, che pone al centro la persona con le sue capacità, i suoi talenti, le sue competenze, i suoi bisogni, e percorsi come il progetto ALA dimostrano che la sfida che abbiamo davanti a noi è esattamente questa. Dobbiamo lavorare insieme e offrire occasioni per dare ad ogni persona la possibilità di partecipare pienamente alla vita delle nostre comunità”.

“Con il progetto ALA, il Friuli Venezia Giulia riafferma la sua vocazione di laboratorio nazionale per le politiche dell’inclusione – afferma l’Assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi -. Abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa con un investimento di 250 mila euro perché crediamo fermamente che il diritto alla conoscenza non debba avere barriere. Non stiamo parlando di assistenza, ma di un investimento sul capitale umano: colmiamo quel ‘vuoto’ che per troppi anni ha isolato i giovani con disabilità dopo il diploma, offrendo loro non solo una formazione accademica di qualità, ma una reale prospettiva di cittadinanza attiva e dignità lavorativa. Questo modello, nato a Udine, è oggi una realtà che mettiamo a disposizione del Paese come protocollo d’eccellenza, dimostrando che l’inclusione è il motore più potente per l’innovazione della nostra società.”

“In Italia, il sistema di supporto scolastico è solido fino alla maturità, ma dopo il diploma migliaia di giovani con disabilità cognitiva cadono in un vuoto formativo e sociale – spiega Antonina Dattolo, delegata del Rettore al Public Engagement – ALA colma il “blackout” post-diploma attraverso la prima risposta accademica strutturata che impedisce la dispersione di talenti e competenze. Il valore del progetto non è solo l’accoglienza, ma il metodo. Per la prima volta, i contenuti universitari (Archeologia, Informatica, LIS) vengono tradotti attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e il linguaggio Easy-to-Read. Non si tratta di “abbassare il livello”, ma di applicare l’accomodamento ragionevole previsto dalla Convenzione Onu”.

“Giovani adulti con disabilità cognitiva varcano per la prima volta la soglia dell’università, portando con sé la forza di un cambiamento che abbatte muri e dà forma concreta ai diritti sanciti dalla Convenzione Onu – spiega Elena Rocco, Segretario generale della Fondazione Radio Magica ETS-. Il motto di ALA è learning by doing’: uno degli obiettivi che stiamo perseguendo è permettere ad allieve e allievi di iniziare a muovere i primi passi come operatori culturali partecipando ad attività del territorio. È così che l’inclusione smette di essere un’idea e diventa realtà”.

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