Dalla Redazione 21 Maggio 2020 13:57

Collina (Comm. Sanità): «Usare soldi del MES per accelerare convergenza dei Sistemi sanitari regionali»

Il sistema sanitario è stato messo davanti ad una prova molto impegnativa, inedita. Fino a qualche mese fa, la gestione della sanità era misurata essenzialmente sulla risposta in termini di prevenzione, diagnosi e cura, di patologie conosciute e che aveva portato alla programmazione di investimenti secondo un dimensionamento delle strutture e della spesa che seguiva […]

di Sen. Stefano Collina, Presidente 12ª Commissione Igiene e Sanità

Il sistema sanitario è stato messo davanti ad una prova molto impegnativa, inedita. Fino a qualche mese fa, la gestione della sanità era misurata essenzialmente sulla risposta in termini di prevenzione, diagnosi e cura, di patologie conosciute e che aveva portato alla programmazione di investimenti secondo un dimensionamento delle strutture e della spesa che seguiva l’impatto di queste patologie conosciute sulla popolazione. Ogni regione ha sviluppato in tutti questi anni, legittimamente, modelli organizzativi e di servizio molto diversi, i quali, messi davanti alla prova grave e senza precedenti, hanno risposto in modo differente, anche per il diverso impatto della diffusione del virus che i territori hanno subito. Quindi l’impatto della pandemia va visto in due direzioni. La prima riguarda i modelli regionali che con evidenza hanno risposto in modo differente. La seconda è relativa al difficile coordinamento nazionale nel momento in cui l’emergenza è virale, cioè indifferente ai confini regionali, che ha mostrato i molti limiti dell’attuale ripartizione dei poteri.

Ora c’è la necessità di affrontare ancora l’emergenza, ma come sempre le risorse vanno impiegate anche con progettualità e rispetto alle prospettive di riorganizzazione del servizio, che è giusto progettare affinché altri eventi analoghi ci trovino pronti a gestirli in modo adeguato. Gli orientamenti sono essenzialmente due.

Innanzitutto la costruzione di un modello sanitario sul territorio al fine di garantire prossimità e domiciliarità: nel decreto-legge “Rilancio” c’è un corposo investimento sull’assistenza territoriale, perché questo è il modello che ha risposto meglio. Ovviamente far convergere modelli regionali così differenti, non sarà una azione di breve periodo, ma occorre iniziare da subito. Poi la seconda direzione va nel senso del potenziamento dei Covid hospital intendendo parti dedicate in connessione con strutture esistenti per rispondere allo spettro sempre più largo di organi che il virus sta colpendo.

Infine sulle risorse necessarie a sviluppare questa riorganizzazione del SSN, ritengo si possa fare un passo in avanti.

Io credo che stiamo ormai parlando solo dei soldi del Meccanismo Europeo di Stabilità, ma lo strumento non è più il MES. È già diventato un’altra cosa, perché ha tassi bassi, periodi di restituzione lunghi, nessun nesso con i Bilanci nazionali e quindi nessuna condizione sul sistema Paese, ed è vincolato ai soli investimenti nel campo sanitario. Basti pensare che i 37 Mld di € che spetterebbero all’Italia in un anno, nel caso ne facesse richiesta, sono una cifra superiore a quanto ha investito il nostro Paese in strutture sanitarie in 16 anni, ovviamente andando a debito attraverso i buoni postali cioè i titoli che Cassa Depositi e Prestiti ha utilizzato per finanziare questi investimenti i quali sono stati distribuiti con programmi regionali su tutto il territorio nazionale. Non accedere a questa opportunità credo sarebbe perdere una occasione storica per accelerare la convergenza dei Sistemi sanitari regionali nel senso delle correzioni che questa emergenza ci ha evidenziato.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

 

 

Articoli correlati
Il PD compatto chiede di salvare le USCA: «Prorogare personale sanitario almeno per tutto il 2022»
«Introdotte per fronteggiare l’emergenza le Unità speciali di continuità assistenziali (Usca) si sono non solo rivelate utilissime per garantire assistenza e vicinanza alle persone costrette al proprio domicilio, ma hanno anche colmato un vuoto nel sistema sanitario. Per questa ragione è auspicabile che vengano rinnovate e ne sia garantita la continuità di intervento. Il Dipartimento […]
Manovra, Parlamentari Pd: «Valorizzeremo tutte le professioni e gli operatori del SSN, ora mantenere unità»
«Con la legge di Bilancio 2021 il Governo riconosce anche economicamente la specificità di medici e infermieri. È uno sforzo mai visto per offrire la migliore risposta possibile alle giuste attese delle centinaia di migliaia di donne e uomini, professionisti ed operatori del SSN, che da mesi sono impegnati per tutelare la nostra salute anche […]
Formazione, PD: «Saremo in piazza con gli specializzandi. Urgente riforma del settore»
Tra le priorità del Partito democratico quella di colmare l'imbuto formativo e rivedere la modalità di selezione dei medici del futuro: «Il test deve diventare una metodica utilizzata per smistare i professionisti nei differenti percorsi di specializzazione, in base al punteggio conseguito e alle loro preferenze, non deve rimanere un metodo di selezione esclusivo»
Boldrini (Pd): «Occorre revisione del Titolo V per maggior controllo dello Stato sulle regioni»
La sanità deve inevitabilmente ripartire dal territorio. È quello che comunque il Dl Rilancio sta cercando di mettere in pratica con l’assunzione di infermieri e medici. Per affrontare il Covid è necessario avere una mappatura delle esigenze del territorio, della presa in carico dei pazienti fin dall’esordio della malattia, che è essenziale. Ma senza dimenticare […]
di Paola Boldrini, Capogruppo Pd Commissione Sanità
Intramoenia e sviluppo di carriera per professioni sanitarie, Boldrini (Pd): «È il momento giusto»
Coinvolti in primis gli infermieri ma anche ostetriche e professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione. «La proposta va in sinergia quella sull’infermiere di comunità che è tornata di grande attualità con l’emergenza Covid» spiega la capogruppo Pd in Commissione Sanità. «Non ci deve essere più conflittualità tra le professioni ma una collaborazione messa in pratica da tanti anni negli altri Paesi»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 27 gennaio 2023, sono 669.913.624 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.821.347 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Come distinguere la tosse da Covid da quella da influenza?

La tosse da Covid è secca e irritante, quella da influenza tende invece a essere grassa. In ogni caso non esistono rimedi se non palliativi, come gli sciroppi lenitivi. No agli antibiotici: non...
Salute

Kraken, la nuova variante di Omicron dietro il boom di contagi negli Usa

Secondo il Cdc, Kraken ha più che raddoppiato il numero di contagi ogni settimana, passando dal 4% al 41% delle nuove infezioni