Salute 17 Giugno 2024 14:33

Un bambino su 4 fa fatica a dormire a causa dell’ansia. Utile impostare una routine

Un genitore su 4 segnala che il proprio figlio ha difficoltà a dormire a causa di ansia e preoccupazioni. Questi sono i risultati di una ricerca condotta dall’Università del Michigan, che hanno anche evidenziato le strategie migliori che i genitori possono adottare per tranquillizzare i propri figli
Un bambino su 4 fa fatica a dormire a causa dell’ansia. Utile impostare una routine

Un genitore su quattro segnala che il proprio figlio ha difficoltà a dormire a causa di ansia e preoccupazioni. Questi sono i risultati di una ricerca condotta dall’Università del Michigan Health CS Mott Children’s Hospital, che hanno anche evidenziato le strategie migliori che i genitori possono adottare per tranquillizzare i propri figli. Il gruppo di ricerca ha valutato le informazioni riportate da 781 genitori, che hanno risposto a un sondaggio relativo alle abitudini di addormentamento dei propri figli.

Una routine serale può favorire il sonno

Molte famiglie, spiegano gli esperti, tendono ad attuare comportamenti che, sebbene efficaci nell’immediato, possono contribuire a esacerbare le difficoltà del sonno. Una routine serale, invece, potrebbe essere utile per superare le problematiche notturne dei più piccini. “In alcuni casi – osserva Sarah Clark, scienziata che ha coordinato lo studio – potrebbero svilupparsi abitudini errate, che sembrano funzionare sul momento, ma potrebbero generare difficoltà all’addormentamento in futuro. Tra queste, l’uso di dispositivi elettronici, smartphone, televisione o tablet. La carenza di sonno può avere un impatto sullo sviluppo fisico, sulla regolazione emotiva e sul comportamento dei bambini, per cui è fondamentale riuscire a intervenire in tempo per aiutare i nostri piccoli a dormire bene”.

Bene rassicurare il bambini, ma è fondamentale mantenere dei limiti

Nel questionario, circa un genitore su cinque riporta di aver somministrato melatonina ai propri figli per aiutarli a dormire, mentre uno su tre tende a restare con il bimbo in camera fino al momento dell’addormentamento. “La maggior parte dei bambini – continua Clark – attraversa una fase dell’infanzia caratterizzata dalla paura del buio, associata ad ansia e preoccupazione. Anche i brutti sogni o il risveglio nel cuore della notte possono disturbare il sonno. Sebbene questa sia una parte normale dello sviluppo di un bambino, può essere frustrante per i genitori, che devono però trovare un equilibrio tra il fornire rassicurazione e conforto e il mantenere dei limiti”.

I bambini dovrebbero dormire nel proprio letto

Secondo gli studiosi, una routine serale regolare può essere d’aiuto per i più piccoli. Tra le attività più comuni, gli intervistati riportano il lavaggio dei denti, la lettura di una favola, un bagnetto o l’uso di un peluche. Una serie di abitudini cadenzate, sottolineano gli esperti, contribuisce a rendere agevole la transizione notturna e fornisce momenti individuali consentendo al bambino di ottenere la piena attenzione dei genitori. “Anche l’ambiente della stanza è importante – sottolinea Clark – quando possibile, i bambini dovrebbero avere il proprio letto in una zona silenziosa. Suoni, canzoni e rumore bianco possono essere d’aiuto, ma il volume non dovrebbe mai superare i 50 decibel e non dovrebbero mai essere posizionate a meno di due metri dal letto”. L’uso di prodotti a base di melatonina dovrebbe avvenire sempre e solo su consiglio del pediatra.

I rituali potrebbero aiutare a trasformare le paure in esperienze calmanti

“Inoltre, è importante tenere dispositivi elettronici come tablet o televisori fuori dalla cameretta – sostengono gli studiosi – perché la luce blu degli schermi può interferire con la produzione naturale di melatonina. Le famiglie possono incorporare rituali confortanti per aiutare a trasformare le paure notturne in un’esperienza calmante, come il racconto reciproco delle proprie esperienze e sensazioni. In caso di risveglio dovuto a incubi e brutti sogni, è importante adottare un approccio coerente, che sia far dormire il bimbo nella cameretta o permettergli di unirsi ai genitori. Questo approccio aiuterà il bambino ad adattarsi e ad avere maggiori probabilità di tornare a dormire. In generale, i bimbi di età compresa tra uno e due anni dovrebbero dormire tra le 11 e le 14 ore al giorno, distribuite anche tra riposini e pisolini diurni”. Conclude Clark: “Infine è importante ricordare che ogni bimbo è a sé. Potrebbe essere necessario adattare le routine dell’addormentamento per adeguarle ai modelli di sonno del bambino”.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano