Salute 24 Settembre 2025 17:10

Tumori: un algoritmo ‘scova’ le piccole popolazioni di cellule, come le staminali o quelle ‘dormienti’

La ricerca è stata condotta grazie ai finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e del Ministero della Salute (PNRR Missione 6),
Tumori: un algoritmo ‘scova’ le piccole popolazioni di cellule, come le staminali o quelle ‘dormienti’
Attraverso un algoritmo è possibile individuare nelle analisi i segnali prodotti da piccole popolazioni di cellule, come le cellule staminali tumorali o le cellule tumorali dormienti, che normalmente vengono invece scartati perché si confondono con il cosiddetto rumore statistico. Lo afferma uno studio dei ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato dalla rivista Algorithms.

La ricerca, condotta grazie ai finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e del Ministero della Salute (progetto PNRR Missione 6 finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU), descrive un nuovo metodo statistico che può essere utilizzato in generale per individuare i segnali prodotti da piccole popolazioni di cellule all’interno di grandi insiemi di dati. L’algoritmo è stato testato su diversi dataset, e si è mostrato in grado di identificare le piccole popolazioni cellulari responsabili della risposta immunitaria nei confronti dei tessuti tumorali.

“Questo metodo riesce a superare l’effetto confondente della mole di segnali irrilevanti (il cosiddetto rumore statistico) riuscendo ad estrarre segnali deboli ma reali e significativi” spiega Alessandro Vici, ricercatore Under 40 del Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Iss e primo autore dello studio.

“L’importanza di questo metodo – spiega Ann Zeuner, coautrice dello studio e responsabile scientifico dei progetti – consiste nella possibilità di ottenere informazioni preziose riguardanti piccole popolazioni cellulari, come le cellule staminali tumorali e le cellule tumorali dormienti. Queste ultime, che sono il target principale dei nostri studi, spesso rimangono nel corpo del paziente dopo le terapie oncologiche e possono dare luogo a recidive tumorali anche a distanza di decenni. Per questo è particolarmente importante capire a fondo la loro biologia e trovare delle strategie per eliminarle, o quanto meno mantenerle nello stato dormiente per tutta la vita del paziente.

“Il metodo di analisi da noi sviluppato, al di là dell’individuazione di piccole sottopopolazioni di cellule, ha anche una valenza generale nel riconoscimento di segnali deboli ma potenzialmente informativi in qualsiasi insieme di dati ad alta dimensionalità” sottolinea Alessandro Giuliani del Dipartimento Ambiente e Salute, anche lui coautore dello studio.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

SLA: “La fragilità non può essere lasciata ai margini”. Le priorità di AISLA per una cura equa e continua

Assistenza domiciliare qualificata, sostegno ai caregiver, cure palliative precoci ed equità tra territori: Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA, traccia la rotta per Advocacy 2030
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti