Prevenzione 8 Ottobre 2026 11:10

Tumore della prostata, 485mila uomini convivono con la malattia: arriva la Carta delle Domande

Per sostenere le persone nel confronto con gli specialisti nasce la "Carta delle Domande", uno strumento con 30 quesiti dedicati a diagnosi, trattamenti, effetti sulla sessualità, continenza e vita di coppia

di Redazione
Tumore della prostata, 485mila uomini convivono con la malattia: arriva la Carta delle Domande

Il tumore della prostata rappresenta la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione maschile. In Italia sono circa 485mila gli uomini che vivono con una diagnosi di tumore della prostata, mentre nel 2024 le nuove diagnosi sono state stimate in circa 40mila casi. Numeri che raccontano non solo la diffusione della malattia, ma anche la necessità di accompagnare le persone lungo un percorso di cura che può essere complesso e caratterizzato da scelte differenti. È da questa esigenza che nasce la “Carta delle Domande”, iniziativa promossa dalla Società Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) insieme all’associazione di pazienti Europa Uomo Italia e presentata al Ministero della Salute. L’obiettivo è semplice ma concreto: aiutare la persona ad arrivare alla visita con le domande che ritiene più importanti, facilitando il dialogo con gli specialisti e una partecipazione più consapevole alle decisioni.

Trenta domande per affrontare il percorso di cura

La Carta raccoglie 30 quesiti che accompagnano i diversi momenti del percorso uro-oncologico. Non si concentra esclusivamente sugli aspetti diagnostici e terapeutici, ma prende in considerazione anche dimensioni che possono avere un impatto significativo sulla qualità di vita. Tra gli argomenti affrontati ci sono infatti le possibilità di trattamento, gli effetti delle diverse strategie terapeutiche, ma anche sessualità, continenza e relazione di coppia. Lo strumento può essere consultato prima dell’appuntamento. La persona può individuare le domande più vicine alla propria situazione e portarle con sé durante il colloquio con il medico. Un modo per ridurre il rischio che dubbi o preoccupazioni restino inespressi e per rendere la visita uno spazio di confronto più efficace. La Carta sarà utilizzata nei centri uro-oncologici coinvolti nella prima fase pilota ed è disponibile anche in formato digitale.

Una malattia, percorsi di cura diversi

Uno degli elementi che rendono importante il confronto tra persona e specialista è l’eterogeneità del tumore della prostata. Non esiste infatti un unico percorso valido per tutti: caratteristiche della malattia, rischio, condizioni individuali e preferenze della persona possono orientare verso strategie differenti. “Il cancro alla prostata è una malattia eterogenea, che richiede percorsi differenti per ogni paziente. I progressi diagnostici e terapeutici consentono infatti trattamenti sempre più personalizzati e, nelle forme avanzate, hanno ampliato le possibilità di controllo della malattia”, spiega Rolando Maria D’Angelillo, presidente SIUrO. Tra le possibilità vi è anche la sorveglianza attiva, che può essere proposta nelle forme a basso rischio. In questi casi l’obiettivo è monitorare nel tempo la malattia attraverso controlli programmati, evitando o rimandando trattamenti che potrebbero non essere immediatamente necessari e mantenendo la possibilità di intervenire qualora emergano elementi clinici che lo rendano opportuno. La disponibilità di più opzioni rende quindi ancora più importante comprendere che cosa comportino le diverse strategie, quali benefici possano offrire e quali conseguenze possano avere sulla vita quotidiana.

Quando l’emozione rende difficile fare domande

Il momento della visita può essere caratterizzato da preoccupazione, paura e difficoltà nel mettere ordine tra le numerose informazioni ricevute. Anche per questo può accadere che alcune domande rimangano fuori dal colloquio. “Durante una visita il paziente può avere molte domande e non riuscire a farne nessuna: per l’emozione, per la difficoltà di orientarsi tra le informazioni o di trovare le parole giuste”, sottolinea Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo Italia. La Carta nasce proprio per aiutare a superare questa difficoltà: mettere per iscritto i dubbi prima dell’appuntamento può facilitare il confronto e permettere di affrontare anche aspetti della malattia che spesso sono più difficili da portare spontaneamente all’attenzione del medico. Non solo, dunque, domande sulla diagnosi o sulle terapie. Sessualità, continenza e vita di coppia fanno parte a pieno titolo del percorso di cura e possono incidere profondamente sulla qualità della vita.

Il dialogo come parte della cura

La possibilità di porre domande e ricevere risposte comprensibili rappresenta un elemento centrale della relazione tra persona e professionisti sanitari. Nel caso del tumore della prostata, dove le alternative terapeutiche possono essere numerose e le conseguenze delle scelte possono riguardare anche aspetti intimi della vita, la comunicazione assume un ruolo ancora più importante. La “Carta delle Domande” punta quindi a trasformare la visita in un momento di confronto più strutturato, nel quale la persona possa esprimere dubbi, priorità e aspettative e comprendere meglio le possibilità disponibili. L’obiettivo non è sostituire il dialogo con lo specialista, ma facilitarlo, dando alla persona uno strumento concreto per arrivare preparata al colloquio e partecipare in modo più consapevole alle decisioni che riguardano il proprio percorso di cura.

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