Nutri e Previeni 6 Novembre 2026 11:20

Tre porzioni di latticini interi al giorno: nessun aumento di peso o colesterolo

Uno studio pubblicato sul The Journal of Nutrition ridimensiona i timori sui grassi saturi dei prodotti lattiero-caseari, evidenziando possibili benefici metabolici e nutrizionali.

di Arnaldo Iodice
Tre porzioni di latticini interi al giorno: nessun aumento di peso o colesterolo

Consumare tre porzioni quotidiane di latticini interi per 12 settimane non determina aumenti significativi del peso corporeo, alterazioni della composizione corporea o peggioramenti dei livelli di colesterolo nel sangue. A evidenziarlo è uno studio canadese coordinato da Harvey Anderson, professore di Scienze nutrizionali all’Università di Toronto, pubblicato sul The Journal of Nutrition.

La ricerca, condotta su 74 adulti in sovrappeso o con obesità, ha confrontato gli effetti di differenti regimi alimentari, mettendo in discussione alcune convinzioni consolidate sul consumo di latte e derivati ad alto contenuto di grassi. I partecipanti che hanno introdotto tre porzioni giornaliere di latticini interi non hanno mostrato conseguenze metaboliche sfavorevoli rispetto a chi seguiva un’alimentazione con pochi latticini.

Al contrario, nei gruppi che consumavano più prodotti lattiero-caseari sono stati osservati miglioramenti della pressione arteriosa e un maggiore apporto di alcuni nutrienti essenziali. I risultati suggeriscono che gli effetti dei latticini sulla salute potrebbero essere più complessi di quanto ipotizzato finora, soprattutto se valutati considerando esclusivamente il loro contenuto di grassi saturi.

Perché i latticini interi sono stati a lungo sconsigliati

Per decenni, le linee guida nutrizionali in numerosi altri Paesi hanno raccomandato di preferire latte, yogurt e altri prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi o privi di grassi. La principale preoccupazione riguarda la presenza di grassi saturi, associati a un aumento dei livelli di colesterolo LDL nel sangue. Quest’ultimo, comunemente definito colesterolo cattivo, può contribuire alla formazione di depositi lipidici nelle pareti delle arterie. L’accumulo progressivo di queste sostanze favorisce l’aterosclerosi e può aumentare il rischio di infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari. Poiché i latticini interi contengono generalmente quantità maggiori di grassi saturi rispetto alle alternative scremate, il loro consumo è stato tradizionalmente limitato nelle raccomandazioni alimentari.

Tuttavia, le evidenze scientifiche raccolte negli ultimi anni restituiscono un quadro meno lineare. Secondo Anderson, numerosi studi condotti sull’uomo non hanno individuato un’associazione chiara tra il consumo di latticini interi e un peggioramento degli indicatori di salute. Alcune ricerche hanno persino suggerito possibili effetti protettivi. Tra queste, uno studio coordinato da Kozeta Milliku, docente della Temerty Faculty of Medicine dell’Università di Toronto, ha riscontrato un’associazione tra il consumo di latte intero e un rischio inferiore di obesità infantile. Queste osservazioni hanno spinto i ricercatori a interrogarsi sulla possibilità che gli alimenti lattiero-caseari producano nell’organismo effetti differenti da quelli prevedibili considerando isolatamente i singoli nutrienti che li compongono.

Lo studio su 74 adulti: nessun peggioramento dei parametri metabolici

Per approfondire la questione, Anderson e il suo gruppo hanno coinvolto 74 adulti in sovrappeso o con obesità, assegnandoli casualmente a tre differenti regimi alimentari per una durata di 12 settimane. Il primo prevedeva una dieta ipocalorica con un apporto ridotto di latticini. Il secondo comprendeva tre porzioni quotidiane di prodotti lattiero-caseari, mantenendo un apporto energetico equivalente al consumo calorico individuale. Il terzo prevedeva sempre tre porzioni giornaliere di latticini, ma senza particolari restrizioni sulle calorie introdotte. Tutti i partecipanti hanno ricevuto indicazioni nutrizionali basate sulla guida alimentare canadese e i prodotti lattiero-caseari interi sono stati forniti direttamente dai ricercatori.

Al termine dell’esperimento, il gruppo di ricerca ha confrontato diversi indicatori di salute metabolica, tra cui peso corporeo, composizione corporea e livelli di colesterolo. Non sono emerse differenze significative in termini di aumento ponderale, modificazioni della composizione corporea o peggioramento del profilo lipidico tra chi consumava tre porzioni di latticini al giorno e chi ne assumeva quantità limitate. Nei gruppi con un maggiore apporto di questi alimenti sono stati inoltre rilevati miglioramenti della pressione arteriosa e un’assunzione superiore di calcio, proteine e vitamina D, nutrienti importanti per la salute delle ossa, il mantenimento della funzionalità muscolare e numerosi processi fisiologici.

“Coloro che hanno consumato tre porzioni di latticini non hanno presentato livelli sfavorevoli di colesterolo o lipidi nel sangue, né evidenze di insulino-resistenza”, ha spiegato Anderson. Quest’ultima condizione si verifica quando le cellule rispondono meno efficacemente all’insulina, rendendo più difficile la regolazione della glicemia e aumentando il rischio di diabete di tipo 2. I risultati devono comunque essere interpretati con cautela: il numero contenuto di partecipanti e la durata limitata dello studio non consentono di stabilire se gli effetti osservati si mantengano nel lungo periodo o si traducano in una riduzione del rischio cardiovascolare.

La matrice alimentare e l’importanza della nutrizione negli anziani

Una possibile spiegazione dei risultati riguarda la cosiddetta ipotesi della matrice alimentare dei latticini, secondo cui gli effetti di un alimento sull’organismo dipendono anche dalla sua struttura fisica e dalle interazioni tra i diversi nutrienti. Latte, formaggi e yogurt non sono semplici combinazioni di grassi, proteine, vitamine e minerali: questi componenti interagiscono tra loro e possono influenzare i processi digestivi e metabolici. Come ha spiegato Anderson, nel latte sono presenti due principali proteine, caseina e sieroproteine, legate ai grassi e agli altri nutrienti. La loro organizzazione può contribuire a regolare la velocità con cui le sostanze vengono rilasciate durante la digestione. Di conseguenza, la risposta dell’organismo al consumo di un alimento lattiero-caseario completo potrebbe essere diversa da quella determinata dall’assunzione della stessa quantità di grassi saturi isolati.

I risultati potrebbero avere particolare rilevanza anche per le persone anziane, che spesso devono soddisfare il fabbisogno di proteine e micronutrienti pur avendo un fabbisogno energetico complessivo inferiore. Con l’avanzare dell’età, infatti, il dispendio calorico tende a diminuire, mentre rimane fondamentale garantire un apporto nutrizionale adeguato per preservare massa muscolare, salute delle ossa e funzionalità dell’organismo. In questo contesto, i latticini interi potrebbero rappresentare una fonte concentrata di nutrienti, soprattutto per chi ha un appetito ridotto e fatica a soddisfare le proprie necessità alimentari.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato