Salute 28 Agosto 2026 12:17

Studio MILOS: l’acido bempedoico riduce il rischio cardiovascolare

I nuovi dati dello studio osservazionale MILOS, presentati al Congresso ESC 2026 da Daiichi Sankyo, confermano nella pratica clinica reale l’efficacia dell’acido bempedoico, anche in associazione con ezetimibe, con una riduzione del C-LDL e del rischio cardiovascolare stimato a 10 anni

di Marco Landucci
Studio MILOS: l’acido bempedoico riduce il rischio cardiovascolare

In occasione del Congresso ESC 2026, che si tiene dal 28 al 31 agosto a Monaco di Baviera, Daiichi Sankyo ha annunciato i nuovi risultati dello studio MILOS, che confermano l’impatto dell’acido bempedoico nella gestione della dislipidemia nella pratica clinica reale, sia in monoterapia che in associazione a dose fissa con ezetimibe.

I risultati mostrano che la riduzione del C-LDL ottenuta nel primo anno di trattamento potrebbe associarsi a una significativa riduzione del rischio cardiovascolare stimato a 10 anni.

I dati, inoltre, rafforzano ulteriormente il valore clinico dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe in un’ampia varietà di sottogruppi di pazienti, indipendentemente dal sesso e dal profilo glicemico (inclusi diabete, prediabete e normoglicemia).

MILOS è uno studio osservazionale europeo, multinazionale, attualmente in corso, condotto su pazienti adulti con diagnosi di ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista. L’obiettivo dello studio è valutare l’utilizzo dell’acido bempedoico e dell’associazione a dose fissa di acido bempedoico ed ezetimibe nella pratica clinica reale.

Le principali evidenze emerse

Riduzione della stima del rischio cardiovascolare a 10 anni. Un’analisi condotta su 960 pazienti a rischio ha stimato che un anno di terapia aggiuntiva con acido bempedoico potrebbe essere associato a una riduzione relativa del rischio del 17,1% e a una riduzione assoluta del rischio del 4,8% rispetto al rischio stimato di eventi cardiovascolari maggiori a 10 anni.

Efficacia costante in entrambi i sessi. L’acido bempedoico, somministrato in monoterapia oppure in associazione a dose fissa con ezetimibe, ha mostrato un’elevata efficacia sia nelle donne sia negli uomini, determinando una riduzione relativa del C-LDL rispettivamente del 31% e del 25%.

Risultati confermati indipendentemente dallo stato glicemico. Il trattamento a base di acido bempedoico, con o senza altre terapie ipolipemizzanti, ha determinato una riduzione relativa media del C-LDL pari ad almeno il 24,9% e ha aumentato la percentuale di pazienti che hanno raggiunto i propri obiettivi terapeutici di C-LDL entro un anno, indipendentemente dalla presenza o meno di diabete.

“La rilevanza clinica di questi nuovi dati è evidente. Questi risultati rafforzano la fiducia dei medici nell’impiego dell’acido bempedoico e della sua associazione a dose fissa con ezetimibe nella pratica clinica reale, in diversi sottogruppi di pazienti, comprese le persone con diabete”, osserva Klaus G. Parhofer, Professore di Endocrinologia e Metabolismo presso l’Università di Monaco di Baviera, ”La conferma proveniente dai dati di real-world ci dà maggiore fiducia nell’utilizzo dell’acido bempedoico, consentendoci di gestire al meglio i nostri pazienti a rischio”.

“In Daiichi Sankyo, il nostro continuo investimento nella ricerca cardiovascolare è guidato dal desiderio di prenderci cura di ogni battito”, conclude Stefan Seyfried, Vice President e Head of Medical Affairs, Specialty Medicines, Daiichi Sankyo, “Siamo impegnati a contribuire al miglioramento degli esiti clinici nelle malattie cardiovascolari e i nostri più recenti dati di real-world continuano a dimostrare il valore dell’acido bempedoico, in monoterapia o sotto forma di compressa a dose fissa con ezetimibe, nella gestione delle patologie cardiovascolari in differenti sottogruppi di pazienti, affinché nessun paziente venga lasciato indietro”.