Pandemie 25 Giugno 2020 09:00

La pandemia in un’emozione. Lo psicoterapeuta Nardone spiega il “virus della paura”

Protagonista, insieme ad altri grandi ospiti, del docufilm "Covid-19 Il virus della paura", l’esperto illustra i quattro tipi di angoscia degli italiani in lockdown

La pandemia che ha costretto il mondo in casa non ha colpito solo fisicamente. Il lockdown e l’ansia legata a questo nemico invisibile hanno messo a dura prova anche le nostre menti. Non a caso è “Covid-19, Il virus della paura” il titolo scelto per il docufilm realizzato da Consulcesi, di cui Sanità Informazione è media partner. Con lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, co-fondatore del Centro terapia strategica di Arezzo e uno dei protagonisti della pellicola, abbiamo parlato proprio di questo.

Nel film, realizzato con un misto di testimonianze e fiction, l’aspetto psicologico ha fondamentale importanza. Quattro archetipi personificati da attori raccontano le paure della pandemia: l’ipocondriaca, il complottista, l’irresponsabile e una donna di origini cinesi, simbolo della diffusa sinofobia dovuta al virus. Paure da analizzare e allontanare con un’informazione corretta e completa. Che si può ottenere solo formando medici e operatori sanitari.

LEGGI ANCHE: «COSI’ COMBATTIAMO IL VIRUS DELLA PAURA». LO PSICOTERAPEUTA GIORGIO NARDONE RACCONTA IL SUO EBOOK

«La paura è, tra tutte le emozioni, la più potente – racconta Nardone -. È la prima e l’ultima di quelle che dominano le nostre reazioni. Quando arriva uno stimolo minaccioso, il nostro organismo entra in un allarme immediato e tutto si attiva». Una malattia che non ha cura si traduce, per la psiche, in una battaglia persa. «Un nemico che non hai nessuna possibilità di combattere – chiarisce lo psicologo – lo puoi solo evitare. L’evitamento è una delle strategie fondamentali di chi ha paura, che la incrementa. Molti hanno parlato di ansia, ma si sono sbagliati. Abbiamo sperimentato l’angoscia, l’emozione di chi si arrende in quanto disarmato».

Comunicare si è rivelato essenziale, specialmente per i medici che si trovavano ad avere a che fare con queste reazioni incontrollate. «Il docufilm è stato costruito per creare vere e proprie esperienze emozionali», assicura Nardone. Quindi: «Il medico o l’operatore si trova a vedere dei profili di risposta psicologica alla pandemia che sono reali e che, proprio per come sono comunicati, ti fanno avere quella sensazione avversiva verso le risposte disadattive e invece enfatizzata verso quelle più adattive».

LEGGI ANCHE: COVID-19 – IL VIRUS DELLA PAURA: IN UN DOCUFILM LA LEZIONE DA IMPARARE DALLA PANDEMIA

È la «forza della comunicazione quando è utilizzata bene», che invece di dare semplicemente informazioni «crea esperienza, costruendo un livello di insegnamento superiore, antico ma sempre più moderno».

Secondo lo psicoterapeuta la più grande prova cui siamo stati sottoposti è la nostra stessa fallibilità. L’illusione del controllo «che l’uomo si è creato con la scienza, la medicina e la psicologia». «Mi auguro che gli esseri umani imparino questa lezione, l’umiltà nei confronti della natura e dell’esistenza», l’augurio di Nardone.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Ecdc e Oms Europa, un’alleanza che si rinnova: cosa cambia per la sicurezza sanitaria e i diritti dei cittadini

Sorveglianza integrata, digital health, gestione dell’infodemia e supporto ai Paesi nelle emergenze, con ricadute dirette sulla tutela dei pazienti e sulla trasparenza delle decisioni.
di Corrado De Rossi Re
Sanità

Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione

Nel 2024 quasi 5,8 milioni di persone senza accesso alle cure a causa di attese, costi o difficoltà logistiche. Big Data e IA possono fare la differenza, a patto che il cambiamento sia struttur...
di Lucia Conti
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione