Inaugurata a Savona la prima struttura in Italia pensata per accogliere gratuitamente le persone con SLA insieme ai loro familiari durante periodi di vacanza, visite o terapie
Una casa dove trascorrere qualche giorno di vacanza, affrontare una visita specialistica o semplicemente concedersi un momento di sollievo senza doversi preoccupare delle barriere architettoniche. Per le persone che convivono con la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) può sembrare un traguardo difficile da raggiungere, ma da oggi è una possibilità concreta. A Savona AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – ha inaugurato la Casa di Silvia, il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile dedicato alle persone con SLA, ai loro familiari e ai caregiver. Con l’ingresso della prima famiglia ospite, il progetto entra ufficialmente nella sua fase operativa, trasformando quella che fino a pochi mesi fa era un’idea in una realtà al servizio delle famiglie.
Un appartamento pensato per chi convive con la SLA
Situata in via Milano, la Casa di Silvia è un appartamento completamente accessibile, progettato per garantire sicurezza, autonomia e comfort alle persone con SLA. La struttura dispone di due camere da letto, una cucina attrezzata, un bagno accessibile e di tutti gli ausili indispensabili per affrontare il soggiorno in serenità, tra cui letto articolato, sollevatore, comoda, rampe mobili e posto auto riservato alle persone con disabilità. L‘appartamento può ospitare la persona con SLA insieme ai propri familiari e ai caregiver conviventi, offrendo uno spazio in cui trascorrere alcuni giorni di riposo, affrontare visite e terapie oppure vivere semplicemente un periodo lontano dalle difficoltà organizzative che la malattia comporta. Il servizio è gratuito ed è riservato ai soci AISLA.
“Possiamo tornare a dire: andiamo in vacanza”
A inaugurare simbolicamente la struttura è stata la famiglia Maggiani, prima a varcare la soglia della Casa di Silvia. “Quando si convive con la SLA, organizzare anche un breve soggiorno può diventare un’impresa – raccontano -. Ogni spostamento richiede mesi di preparazione, verifiche, rinunce. Sapere di arrivare in un luogo già accessibile e attrezzato cambia completamente la prospettiva. Per noi significa poter tornare a pronunciare una frase che sembrava impossibile: ‘Andiamo in vacanza’. È molto più di un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito.”
Un progetto nato da una promessa
La Casa di Silvia nasce dalla volontà della famiglia Codispoti di trasformare un’esperienza personale in un’opportunità per tante altre persone. L’immobile, acquistato da AISLA il 20 marzo 2026, è stato ristrutturato e reso completamente accessibile in poco più di tre mesi grazie al contributo delle sezioni territoriali dell’associazione, di fondazioni, imprese e numerosi benefattori. A consegnare simbolicamente le chiavi ai primi ospiti è stato Pino Codispoti, padre di Silvia, che ha scelto di donare la casa affinché continuasse a essere un luogo di vita. “Se questa casa oggi esiste è perché Silvia mi ha insegnato a guardare sempre avanti. Abbiamo deciso di trasformare ciò che abbiamo vissuto in un’opportunità per altre famiglie. Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, di speranza, di giorni condivisi e di nuovi ricordi ci rende profondamente felici. È il modo più bello per continuare a sentire Silvia accanto a noi.”
Un modello di inclusione
La posizione della struttura, a pochi chilometri dal mare, permette inoltre di raggiungere facilmente lo Scaletto Senza Scalini, la spiaggia accessibile di Savona. “Accessibilità significa poter scegliere, muoversi, condividere esperienze senza che la disabilità diventi un limite – sottolinea Ugo Cappello, fondatore dello Scaletto Senza Scalini – La Casa di Silvia completa questa visione, offrendo alle famiglie un luogo da cui partire per vivere il territorio con serenità”. Anche per il Comune di Savona il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e Terzo settore. “La Casa di Silvia dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa trasformarsi in un’opportunità reale per le persone e le loro famiglie – afferma l’assessore alle Politiche sociali Riccardo Viaggi -. È un progetto che rende Savona ancora più accogliente e accessibile.”
AISLA: “Un investimento nella qualità della vita”
Per AISLA si tratta di un’iniziativa destinata ad aprire una nuova strada nell’assistenza alle persone con SLA. “Per la prima volta nella nostra storia realizziamo una struttura destinata esclusivamente all’accoglienza delle persone con SLA e delle loro famiglie – sottolinea Vincenzo Soverino, consigliere nazionale AISLA -. La Casa di Silvia rappresenta un investimento concreto nella qualità della vita delle persone che affrontano la malattia. È un progetto che nasce dalla collaborazione di tante realtà e che mette al centro il diritto di vivere esperienze di vacanza, relazione e partecipazione”. E aggiunge: “Abbiamo capito che una casa non si costruisce soltanto con muri, porte e finestre, ma prende vita quando tante persone decidono di credere nello stesso sogno”. Un sogno che da oggi ha un indirizzo preciso e che, nelle intenzioni di AISLA, potrà diventare un modello replicabile anche in altre realtà del Paese. Ad accogliere ogni famiglia, all’ingresso della struttura, una targa con la frase che Silvia Codispoti ripeteva spesso e che oggi rappresenta il cuore del progetto: “La vita è bellissima”.
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