Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Prevenzione 30 Gennaio 2018

Tutto quello che c’è da sapere sul deficit di attenzione e l’iperattività

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd, dall’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività. Come specificato dal Ministero della Salute, impedisce ai bambini di concentrarsi e focalizzarsi su un’attività, con possibili pesanti ricadute sul rendimento scolastico e sul loro […]

Immagine articolo

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd, dall’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività.

Come specificato dal Ministero della Salute, impedisce ai bambini di concentrarsi e focalizzarsi su un’attività, con possibili pesanti ricadute sul rendimento scolastico e sul loro funzionamento sociale.

Non dipende da un deficit cognitivo (ritardo mentale) ed è uno dei più comuni disturbi dell’infanzia. Secondo le stime del National Institute of Mental Health americano, interessa il 3-5% dei bambini (ma secondo alcune stime colpirebbe il 10% dei bambini). In Italia il più recente studio, durato quattro anni  rileva una prevalenza dell’1,2% di questa patologia nella popolazione di età compresa tra 6 e 18 anni.

I bambini affetti da Adhd hanno difficoltà a concentrarsi, a prestare attenzione, a seguire una conversazione, a controllare il proprio comportamento, ad aspettare il loro turno per parlare o per un gioco, a pianificare un compito o a portare a termine un progetto. Sono iperattivi, si muovono in continuazione, toccano tutto quello che trovano, interrompono la conversazione, non riflettono sulle conseguenze di un loro gesto o delle loro parole.

Tutti i bambini possono presentare questi comportamenti in qualche occasione, ma quelli affetti da Adhd con maggiore frequenza e gravità.  Per poter parlare di Adhd i sintomi devono avere una durata di almeno 6 mesi e insorgere prima dell’età di 7 anni.

Non ci sono indicazioni certe su come prevenire l’Adhd. Un sano stile di vita in gravidanza riduce il rischio di insorgenza di molte malattie tra cui anche la possibilità di avere un figlio affetto da Adhd: in particolare è importante evitare di fumare (i figli di madri fumatrici in gravidanza hanno il doppio del rischio di sviluppare Adhd), di bere alcolici e di assumere droghe. È anche molto importante prevenire la prematurità che rappresenta un fattore di rischio importante per l’Adhd.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Nuovi LEA in vigore dal 30 ottobre: screening neonatali, esenzioni e prestazioni aggiornate

Entrano in vigore i provvedimenti che aggiornano i Livelli essenziali di assistenza del 2017. Tra le novità, lo screening per la SMA e altre malattie rare, nuove esenzioni e prestazioni diagnos...
di Redazione
One Health

“Dovere di Parola”: dalla collaborazione tra professionisti sanitari può nascere una nuova strategia di prevenzione

La salute degli animali da compagnia, quella delle persone e la tutela dell’ambiente sono strettamente interconnesse. Al centro del nuovo appuntamento di "Dovere di parola", promosso da Boehring...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Legge 104, dal 2027 cambia la procedura per il riconoscimento della disabilità

Dal 1° gennaio il nuovo sistema di accertamento sarà esteso a tutto il Paese. Il certificato medico introduttivo sostituirà la successiva domanda amministrativa, mentre l'INPS assume...
di Redazione
Salute

Obesità, digiuno intermittente ed esercizio fisico favoriscono la perdita di grasso

Uno studio su 187 adulti dimostra che combinare digiuno intermittente e allenamento supervisionato migliora peso, massa grassa e forma cardiorespiratoria in 12 settimane. I benefici, però, non ...
di Arnaldo Iodice
Nutri e Previeni

Sei dolcificanti artificiali associati a un declino cognitivo più rapido: lo studio

Analizzati quasi 13mila adulti per otto anni: chi consumava più dolcificanti ha mostrato un declino della memoria e delle capacità cognitive del 62% più rapido. L'associazione &eg...
di Arnaldo Iodice