Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Prevenzione 30 Ottobre 2018

Helicobacter pylori, come prevenire e curare l’infezione

L’infezione da helicobacter pylori è un’infezione della mucosa dello stomaco causata da un batterio, l’helicobacter pylori (Hp). L’helicobacter pylori vive nello stomaco dove riesce a sopravvivere abbassando l’acidità gastrica con la produzione dell’enzima ureasi e penetrando nello strato più interno e meno acido della mucosa gastrica. Generalmente, non provoca problemi alla salute. A volte, però, in alcune persone […]

L’infezione da helicobacter pylori è un’infezione della mucosa dello stomaco causata da un batterio, l’helicobacter pylori (Hp).

L’helicobacter pylori vive nello stomaco dove riesce a sopravvivere abbassando l’acidità gastrica con la produzione dell’enzima ureasi e penetrando nello strato più interno e meno acido della mucosa gastrica.

Generalmente, non provoca problemi alla salute. A volte, però, in alcune persone può provocare la gastrite.

Ecco, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le più indicate misure di prevenzione da seguire per evitare di contrarre l’infezione:

  • lavarsi bene le mani, più volte al giorno, prima e dopo la preparazione degli alimenti, sempre prima dei pasti, prima e dopo l’uso dei bagni
  • mangiare alimenti igienicamente sicuri e adeguatamente lavati o cucinati
  • bere acqua potabile, o se non si è sicuri della potabilità, o si viaggia in paesi non industrializzati, acqua in bottiglia

La cura per l’eliminazione dell’helicobacter pylori è indispensabile in tutti i casi di ulcera gastrica o duodenale, di lesioni precancerose dello stomaco, di linfoma MALT e per coloro che devono prendere costantemente farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

La terapia consiste nel prendere farmaci che inibiscono la secrezione acida dello stomaco (i cosiddetti inibitori di pompa protonica) e gli antibiotici per una durata di due settimane.

Al termine della cura, ma non prima di 4 settimane dal termine, deve sempre essere sempre effettuato un test non invasivo (urea breath test) per la conferma dell’avvenuta eliminazione dell’infezione.

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dal “formale” al “reale”: quando l’accesso si misura nei percorsi e nella continuità di cura

Patient advisory board, dati qualitativi e rigore metodologico: così Boehringer Ingelheim, nelle parole di Valentina Calderazzo per “Advocacy 2030”, trasforma la voce dei pazienti i...
di Corrado De Rossi Re
Lavoro e Professioni

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

In pensione con oltre 100 giorni di ferie non godute e ottiene un indennizzo complessivo stimato in 60mila euro. È uno dei casi chiusi nei primi mesi del 2026 da Consulcesi & Partners (C&am...
di Redazione
Contributi e Opinioni

Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Il D-Day del 31 marzo: cosa cambia da oggi per i cittadini

Non nasce oggi, perché il Fascicolo Sanitario Elettronico esiste da anni. Ma segna una tappa decisiva del suo percorso: quella in cui il FSE 2.0 dovrebbe diventare più completo, pi&ugrav...
di Corrado De Rossi Re
Prevenzione

Napoli, aumento dei casi di epatite A: vietato il pesce crudo

L’aumento dei contagi in città spinge il sindaco a firmare un’ordinanza urgente: vietati i frutti di mare crudi nei locali per contenere il contagio, mentre la filiera dei molluschi...
di Viviana Franzellitti