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Nutrizione 2 Maggio 2019

Vigoressia: quando l’ossessione per la perfezione diventa una malattia

Che cos’è la vigoressia? Conosciuta anche come bigoressia e anoressia riversa, la vigoressia è una patologia caratterizzata da un’ossessione, talvolta ingiustificata, verso alcune parti del proprio corpo, che non si accettano per come sono. È una patologia mentale tipicamente maschile, che si manifesta soprattutto tra l’adolescenza e l’età adulta. «La vigoressia – spiega Antonino Zaffiro, […]

di Isabella Faggiano
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Che cos’è la vigoressia?

Conosciuta anche come bigoressia e anoressia riversa, la vigoressia è una patologia caratterizzata da un’ossessione, talvolta ingiustificata, verso alcune parti del proprio corpo, che non si accettano per come sono. È una patologia mentale tipicamente maschile, che si manifesta soprattutto tra l’adolescenza e l’età adulta. «La vigoressia – spiega Antonino Zaffiro, psicologo e psicoterapeuta, responsabile del Centro Ananke di Latina, specializzato in disturbi del comportamento alimentare – è quel modo di trattare la propria immagine attraverso il cibo, e non solo, che però vincola il soggetto ad un regime assolutamente rigido».

I campanelli di allarme

«Una persona con vigoressia – aggiunge Zaffiro – può avere all’inizio un quadro biologico assolutamente nella norma, ma essere vincolato ad un regime di vita talmente rigido da trasformarsi in una vera e propria prigione, con effetti nefasti per la propria salute mentale prima, e fisica poi». Chi soffre di vigoressia può trascorrere molte ore ad osservarsi e se l’immagine che vede di sé non è mai abbastanza soddisfacente è disposto a fare qualunque cosa pur di migliorarla, anche costo di mettere a rischio la propria salute. «Fa attenzione a tutto – sottolinea lo psicoterapeuta – non c’è spazio per l’imperfezione».

Il disinteresse per il mondo

Tutto il resto viene messo in secondo piano, famiglia e rapporti sociali compresi: «La vigoressia rientra tra quei disturbi che si consumano in solitudine tra il soggetto e la sua immagine percepita bella o brutta che sia – continua l’esperto – e lo specchio. Fate caso a quanti specchi ci sono nelle palestre. La situazione diventa preoccupante quando questa immagine polarizza il soggetto e lo stacca dal rapporto con l’altro: non freme più, non si preoccupa più, le sue questioni amorose crollano».

Quando il disturbo si trasforma in patologia

«Se la perfezione dell’immagine ideale diventa la condizione della vita di un soggetto allora siamo nella patologia – commenta Antonino Zaffiro -. Accade quando un individuo rinuncia a quell’imperfezione, quella mancanza, che invece lo renderebbe unico».

Le cure

«Trattare la vigoressia non è semplice – dice Zaffiro – molte persone non ammettono il proprio disturbo e, di conseguenza, non accettano di avere un problema di salute. Di solito la psicoterapia è il trattamento di elezione per questo tipo di patologia, ma alle volte è richiesto un supporto farmacologico. Il tipo di farmaco – conclude lo psicoterapeuta – è in funzione della singola storia clinica ed è di stretta competenza del medico».

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