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Nutrizione 9 Aprile 2019

Diabete di tipo 1 e alimentazione, via libera ai carboidrati. L’esperta: «Devono essere il 50% dell’introito totale delle calorie giornaliere»

Diabete di tipo 1 e sana alimentazione: un binomio inscindibile, soprattutto per prevenire le complicanze della malattia. Ma mangiar sano non vuol dire rinunciare: sì ai carboidrati, soprattutto a quelli complessi, accompagnati da proteine animali e derivanti dai formaggi con una buona dose di fibre, utili a ridurre il rialzo glicemico. È questa, in sintesi, […]

di Isabella Faggiano

Diabete di tipo 1 e sana alimentazione: un binomio inscindibile, soprattutto per prevenire le complicanze della malattia. Ma mangiar sano non vuol dire rinunciare: sì ai carboidrati, soprattutto a quelli complessi, accompagnati da proteine animali e derivanti dai formaggi con una buona dose di fibre, utili a ridurre il rialzo glicemico. È questa, in sintesi, la ricetta di Chiara Moretti, diabetologa ed endocrinologa del Policlinico Umberto I di Roma che, ai microfoni di Sanità Informazione, suggerisce i cibi più adeguati ai pazienti affetti da diabete di tipo 1e insegna come suddividere i pasti durante la giornata.

Questa una forma di diabete si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza e rientra nella categoria delle malattie autoimmuni, perché causata dalla produzione di autoanticorpi che attaccano le cellule Beta che, all’interno del pancreas, sono deputate alla produzione di insulina.

E come per molti regimi alimentari, anche per i diabetici l’ispirazione arriva dalle nostre tavole: «L’alimentazione di un paziente diabetico deve comprendere tutti i nutrienti della dieta mediterranea, carboidrati compresi – ha detto l’endocrinologa -. Non è assolutamente vero che i diabetici non possono mangiare carboidrati, l’importante è dosare la quantità giusta, che deve corrispondere a circa il 50% dell’introito totale delle calorie giornaliere. Non devono mai mancare le proteine animali, quindi di carne e pesce, ma anche derivanti dai formaggi. È consigliato un elevato contenuto di fibre, poiché aiuta a rallentare l’assorbimento dei carboidrati e quindi a ridurre il rialzo glicemico».

Ma come vanno suddivisi i pasti durante la giornata e, soprattutto, quante volte al giorno è consentito mangiare? «Consigliamo ai pazienti un’alimentazione costituita da 5 pasti, 3 principali – colazione, pranzo e cena – e due spuntini, uno a metà mattina ed uno a metà pomeriggio. Durante questi 5 pasti i diabetici devono introdurre un alto contenuto di carboidrati complessi ed un basso contenuto di carboidrati semplici per riuscire ad avere un’alimentazione che sia completa, ma che nello stesso tempo possa aiutarli nel controllo glicemico».

Via libera alle trasgressioni. «I pazienti diabetici sanno bene come gestire eventuali strappi alla regola – ha detto la diabetologa -. Oggi grazie anche all’ausilio del conteggio de carboidrati (CHO counting), nato per pianificare il pasto del paziente diabetico e determinare la dose d’insulina necessaria, chi soffre di diabete sa come moderarsi. Le trasgressioni fanno bene. E, pertanto, in una quotidianità di sana alimentazione – ha concluso Chiata Moretti – sono ammesse».

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