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infanzia 21 Agosto 2018

Che cos’è l’impetigine?

L’impetigine è un‘infezione batterica, frequente nei bambini al di sotto di 10 anni, che compare più comunemente in estate. Come specificato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, è causata da streptococchi, stafilococchi o da ambedue gli organismi. Ma quali sono i fattori che predispongono a questo tipo di infezione? Gli esperti del Bambino Gesù spiegano che possono essere molteplici: macerazione […]

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L’impetigine è un‘infezione batterica, frequente nei bambini al di sotto di 10 anni, che compare più comunemente in estate. Come specificato dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù, è causata da streptococchi, stafilococchi o da ambedue gli organismi.

Ma quali sono i fattori che predispongono a questo tipo di infezione? Gli esperti del Bambino Gesù spiegano che possono essere molteplici: macerazione della cute (umidità); lesioni di continuo, infiammazione; alterazioni della normale flora cutanea; alterazioni dello stato generale (atopia, immunocompromissione, etc.).

Le lesioni possono colpire tutta la superficie corporea, ma interessano generalmente le zone scoperte, specialmente il viso, il collo, le mani e le estremità.  Si tratta di elementi vescicolosi o bollosi, a contenuto sieroso circondati da un alone eritematoso (rosso).  La vescicola si rompe con facilità eliminando un liquido giallognolo che porta alla formazione di una crosta dello stesso colore.  Alcuni elementi presentano una guarigione centrale e una diffusione eccentrica assumendo un aspetto anulare, circinato.  A volte il bambino lamenta prurito e raramente si osserva una compromissione delle condizioni generali, febbre, malessere o altro.

In base all’aspetto clinico, si distinguono due forme: una bollosa e una crostosa. Invece, in considerazione della modalità di esordio, si riconoscono altre due forme: la prima ex  novo su cute sana, mentre la seconda consiste in una sovrainfezione (impetiginizzazione) di una lesione preesistente tipo puntura di insetto o altro.

L’impetigine è una manifestazione contagiosa. Il contagio è favorito dalla promiscuità. L’infezione si diffonde rapidamente mediante l’autoinoculazione con le dita o gli asciugamani causando un’estensione delle lesioni in sedi adiacenti o a distanza.

L’evoluzione è benigna se viene trattata immediatamente e adeguatamente lasciando delle macchie generalmente reversibili. Le recidive sono frequenti e non sono indice di basse difese immunitarie. Si possono tuttavia osservare complicanze locali o sistemiche solo se non viene adeguatamente trattata e specialmente nei bambini immunocompromessi. In caso di complicanze locali, si può assistere ad un ispessimento delle croste, ad una diffusione delle lesioni sulla cute e ad una loro estensione in profondità causando infezioni più profonde tipo fascite, gangrena o altre. Le complicanze sistemiche sono invece più rare e consistono nella possibile comparsa di glomerulonefrite, shock tossico o di epidermolisi stafilococcica tossica.

Il trattamento dell’impetigine deve essere quindi immediato, adeguato e protratto per contenere la diffusione della patologia nella comunità (fratelli, coetanei…) e per prevenire le possibili complicanze. Consiste principalmente nell’uso di una terapia topica a base di disinfettante ed antibiotico e nel bendaggio delle lesioni. È inoltre basilare escludere la presenza di una patologia preesistente che va trattata successivamente.

Nelle forme estese e nei bambini immunocompromessi o che vivono in comunità è necessario associare al trattamento locale un antibiotico per via sistemica.

Ecco alcuni consigli pratici:
– bisogna detergere accuratamente la cute del bambino prima di effettuare la medicazione;
 tagliare regolarmente le unghie del bambino;
– educare il piccolo a non rimuovere le croste;
– effettuare il trattamento in maniera costante come indicato dal medico;
– non eccedere nella quantità di pomata o crema da applicare;
– rimuovere delicatamente e gradualmente le croste;
– bendare laddove è possibile le lesioni onde evitare la diffusione dell’infezione e ridurre il contagio ad altri bambini;
– non pensare che la terapia sistemica sostituisca o sia più efficace di quella topica.

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