Salute, benessere e prevenzione i consigli quotidiani per vivere meglio.

Gravidanza e Maternità 30 Giugno 2020

Taglio del cordone ombelicale: ecco quando è il momento giusto per recidere il legame tra madre e figlio

In psicologia è la metafora del distacco, in ginecologia e ostetricia una fase necessaria del parto. Si tratta del taglio del funicolo ombelicale, quel cordone che collega il feto alla placenta materna, consentendogli di ricevere il nutrimento necessario alla sua crescita durante tutta la gestazione. Questo taglio viene tecnicamente definito, da medici e ostetrici, “clampaggio”, dall’inglese […]

di Isabella Faggiano

In psicologia è la metafora del distacco, in ginecologia e ostetricia una fase necessaria del parto. Si tratta del taglio del funicolo ombelicale, quel cordone che collega il feto alla placenta materna, consentendogli di ricevere il nutrimento necessario alla sua crescita durante tutta la gestazione. Questo taglio viene tecnicamente definito, da medici e ostetrici, “clampaggio”, dall’inglese “clamp” che significa “morsetto”.

LEGGI ANCHE: COVID-19, L’ARMA TERAPEUTICA POTREBBE ARRIVARE DALLE CELLULE STAMINALI DEL CORDONE

«Può essere precoce – spiega Elsa Viora presidente AOGOI, l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani – quando avviene entro 15-20 secondi dalla nascita del bimbo o tardivo se effettuato dopo i 30 secondi».

Ma qual è il momento giusto per recidere questo legame fisico tra la mamma e il suo bambino? «Non esiste un attimo ideale in cui tagliare il cordone ombelicale – risponde Viora -, per stabilirne le tempistiche è sempre necessario contestualizzare, prendendo in considerazione le condizioni sia materne che fetali. Se un neonato nasce a termine, in assenza di particolari problematiche che richiedano un intervento urgente sul bambino, si cerca di effettuare un clampaggio tardivo, anche oltre il minuto. Nel caso di parto pretermine in genere, invece, il cordone ombelicale viene reciso entro 30 secondi dalla nascita. Più in generale è opportuno clampare quando il neonato ha cominciato a respirare in modo autonomo».

LEGGI ANCHE: SOLE E GRAVIDANZA: I CONSIGLI PER VIVERE AL MEGLIO L’ESTATE

I PRO E I CONTRO DEL TAGLIO RITARDATO

«Rischi in un clampaggio tardivo non ce ne sono. Il vantaggio, invece – sottolinea la presidente AOGOI – è quello di lasciare il neonato in comunicazione con la propria madre ancora per un po’: fin quando la placenta continua a funzionare è in grado di fornire ossigeno al nascituro. Nel tempo che intercorre tra la nascita e il taglio del cordone il bambino, dunque, può adattarsi alla vita extrauterina. Il rapporto con la madre va spezzato solo quando il piccolo si sente effettivamente pronto, prontezza che dimostra compiendo il primo atto respiratorio e continuando a respirare in modo autonomo».

DIFFERENZE TRA IL PARTO NATURALE E IL CESAREO

«Il travaglio – spiega la ginecologa – permette al feto di adattarsi pian piano alla vita extrauterina. Nel taglio cesareo, invece, questo passaggio avviene improvvisamente. Ne consegue che il neonato nato da parto spontaneo ha tempo di prepararsi a vivere in autonomia e, quindi, generalmente respira meglio. Ovviamente anche i bambini nati da parto cesareo godono di ottima salute, ma nei tagli cesarei elettivi, quelli effettuati senza che prima ci siano state delle contrazioni, si tende a fare una profilassi cortisonica, cioè a somministrare alla madre dei farmaci a base di cortisone, che stimoli polmoni del feto. In altre parole – conclude la presidente AOGOI – si ricrea artificialmente quella preparazione del feto a diventare neonato che nel parto spontaneo avviene naturalmente al momento del travaglio».

 

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti