Salute 11 febbraio 2019

Ospedali dipinti, il progetto si allarga grazie alla partnership con Italo. L’artista Irilli: «Bambini devono continuare a sognare anche dentro le strutture»

Sono già sei gli ospedali italiani coinvolti, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso il suo plauso. La compagnia ferroviaria finanzierà gli ospedali delle città dove fa tappa

di Federica Bosco

Ospedali dipinti, il progetto firmato dal Silvio Irilli che dal 2012 colora e rallegra gli ospedali italiani, da oggi avrà un nuovo partner, Italo. La compagnia competitor delle Frecce di Trenitalia ha infatti siglato l’accordo con l’artista torinese per trasformare anonimi reparti e corridoi degli ospedali italiani dislocati nelle città dove Italo è presente.

«È un partner che ci rende fieri ed orgogliosi – commenta Irilli – Italo si occuperà della campagna raccolta fondi e finanzierà le opere per i reparti degli ospedali che si trovano nelle città dove fa tappa».

A convincere la società controllata dal fondo d’investimenti americano Gip, un progetto, Ospedali Dipinti, (www.ospedalidipinti.it) che vanta al suo attivo già sei ospedali italiani per un totale di oltre 1900 metri quadri di vere e proprie opere firmate da Irilli che è uno degli artisti più apprezzati e stimati nel panorama internazionale dell’Arte contemporanea. Capace di trasformare in poche ore un ambiente anonimo in un grande affresco emozionale, l’artista, 48 anni di Chieri, ha al suo attivo anche la realizzazione dei murales del Georgia aquarium di Atlanta, datato 2008, per dedicarsi poi a restituire il sorriso ai piccoli pazienti degli ospedali italiani. «Grazie all’associazione “Io sto col Regina Margherita” – racconta – ho realizzato nel corridoio di accettazione dell’Ospedale infantile torinese un bosco incantato, mentre al Gemelli di Roma, nei bunker della radioterapia, ho dipinto il Gemelli A.R.T. (acronimo di Advance Radioterapy Tecnology), oltre 1300 metri quadri con la riproduzione dei fondali marini e della storia antica della città eterna con la fedele riproduzione di Villa Adriana e del laghetto del campo. Tutta una serie di elementi per rasserenare i piccoli pazienti».

Irilli, come nasce l’idea di regalare un sorriso ai bambini che devono fare un percorso di guarigione?

«Essenzialmente dal desiderio di voler regalare loro un momento di serenità e soprattutto far continuare il sogno che quando un bambino entra in ospedale si interrompe. Quindi ricreare intorno quell’ambiente dove loro si sentirebbero a loro agio».

Oggi su cosa state lavorando?

«Siamo in partenza per Napoli dove venerdì, grazie all’associazione Donare è vita, inizieremo a trasformare un corridoio del reparto trapianti dell’ospedale Monaldi in un acquario e domenica consegneremo alla città questa piccola grande opera».

Chi vi aiuta in questo?

«Oltre a donazioni volontarie, oggi abbiamo un grande partner che è Italo, mentre le Istituzioni non hanno fatto mancare la loro attenzione. In particolare, il Presidente Sergio Mattarella cui ho scritto una lettera per presentare il mio progetto. Dopo una settimana, è arrivata la risposta che ho pubblicato sul calendario 2019 di Ospedali dipinti. Un attestato di stima che mi ha riempito di orgoglio».

Dopo ospedali dipinti cosa uscirà dalla fantasia della tua testa e dalla bravura delle tue mani?

«Le idee sono tante, dopo la sorpresa di Italo credo che cresceremo molto e puntiamo ad andare anche all’estero».

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