Salute 20 Giugno 2023 11:11

Le dieci lezioni di Fauci sulla pandemia Covid-19: “Aspettarsi l’inaspettato e contrastare disinformazione”

Imparare ad aspettarsi l’inatteso, saper organizzare una risposta rapida, costruire sulla base delle conoscenze accumulate e, soprattutto, capire che “non e’ finita finche’ non e’ finita”: per l’immunologo Anthony Fauci sono alcune delle dieci lezioni della pandemia di Covid-19 , una pandemia “che non e’ finita” e dalla quale e’ importante continuare a difendersi facendo […]

Le dieci lezioni di Fauci sulla pandemia Covid-19: “Aspettarsi l’inaspettato e contrastare disinformazione”

Imparare ad aspettarsi l’inatteso, saper organizzare una risposta rapida, costruire sulla base delle conoscenze accumulate e, soprattutto, capire che “non e’ finita finche’ non e’ finita”: per l’immunologo Anthony Fauci sono alcune delle dieci lezioni della pandemia di Covid-19 , una pandemia “che non e’ finita” e dalla quale e’ importante continuare a difendersi facendo il richiamo del vaccino.

In Italia per una serie di conferenze, Fauci e’ a Roma, all’Accademia dei Lincei, accolto dal presidente Roberto Antonelli e dal vicepresidente Giorgio Parisi. “Oggi la situazione e’ molto molto migliore di quanto non lo fosse due anni fa”, ma la pandemia “non e’ scomparsa, non l’abbiamo eradicata e non l’abbiamo eliminata”, ha detto Fauci a margine della conferenza. “Il virus SarsCov2 e’ ancora qui e la gente continua a contagiarsi, alcuni sono molto vulnerabili, ma abbiamo un controllo notevolmente migliore”. Avere una vita normale e’ senz’altro una cosa positiva e l’importante, ha aggiunto, ed e’ importante “non dimenticare di fare il richiamo del vaccino a settembre-ottobre”, anche nella formula combinata contro Covid-19 e influenza. E’ opportuno in modo da essere protetti contro le varianti piu’ recenti in circolazione”, ha detto ancora.

“A essere onesti non sappiamo se sia sufficiente un solo richiamo l’anno o piu’ di uno. Probabilmente per la maggior parte della popolazione un richiamo l’anno potrebbe bastare un richiamo, ma per le persone fragili, come coloro che hanno subito trapianti o che sono in chemioterapia, potrebbero essere necessari piu’ richiami. E’ una zona d’ombra perche’ finora non ci eravamo mai trovati in una situazione simile”. Accanto ai vaccini, e’ importante tenere alta la guardia sulla sorveglianza: “Non bisogna trascurare nessun aspetto, a partire dalle analisi tese a verificare la presenza del virus nelle acque reflue”. Nella conferenza Fauci ha poi elencato le dieci lezioni della pandemia di Covid-19, la prima delle quali e’ “imparare ad aspettarsi l’inatteso”: non vale solo per un virus mai visto, ma per la sua capacita’ di mutare e produrre nuove varianti, come continuando a fare il SarsCoV2.

La seconda lezione e’ la risposta rapida, che nel caso della pandemia gia’ nei primi 100 giorni ha permesso di avere test per la diagnosi, le prime terapie e i primi candidati vaccini. Coordinamento e trasparenza sono la lezione numero 3: “Sono stati e continuano a essere essenziali”, ha detto Fauci. La quarta e la quinta lezione rilevano l’importanza di utilizzare infrastrutture e piattaforme allestite per altri obiettivi: solo cosi’ si e’ potuto avere il vaccino anti Covid-19 in soli 11 mesi, contro gli oltre 80 anni necessari per avere il vaccino antipolio.

La sesta lezione riguarda l’importanza di individuare delle priorita’ fra le malattie su cui concentrare la ricerca e la settima lezioni il rapporto con il mondo animale e la natura: rispettare le foreste che sono l’habitat di molte specie e’ la prima regola per evitare la comparsa di virus potenzialmente pericolosi. Potenziali alleate delle pandemie sono le disparita’ sociali, che la lezione numero 8 invita a superare, mentre l’obiettivo della lezione 9 punta contrastare la disinformazione.

La lezione 10 infine, insegna che “non e’ finita finche’ non e’ finita”: per poter dire che una pandemia si e’ conclusa, “occorre che la sua causa sia eliminata ed eradicata”, vale a dire che il numero di casi sia ridotto a zero. Per altre malattie si e’ giunti a un punto in cui non c’erano piu’ serbatoi animali, l’agente infettivo non mutava il suo patrimonio genetico, c’e’ stata una campagna globale di vaccinazioni e il vaccino da’ un’immunita’ duratura. Non e’ questo – ha concluso – il caso della pandemia di Covid-19.

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