Salute 31 maggio 2018

Fisco, è il momento della dichiarazione dei redditi. De Pascale (FNOMCeO): «Stipendi e fatturazione elettronica, ecco cosa cambia»

Il 2 luglio è il momento del versamento del saldo 2017 e della prima rata acconto 2018. L’Irap si pagherà insieme al modello unico. Dal 1 luglio 2018 non potranno più essere pagate le retribuzioni con denaro contante, qualsiasi sia la tipologia di rapporto di lavoro

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IRPEF, IVA, IRAP, IRES, cedolare secca, ecc. Si avvicina il tempo delle più importanti scadenze fiscali e come sempre districarsi in questa giungla è difficile per tutti, anche per tanti medici e professionisti chiamati a far fronte alle novità fiscali contenute nella legge di Stabilità. Il 2 luglio, intanto, è il momento del versamento del saldo 2017 e della prima rata acconto 2018 in unica soluzione o dell’acconto derivante dalla dichiarazione dei redditi 2018 e dalla dichiarazione IRAP. Ma altre novità attendono i medici nei prossimi mesi. «Dal primo gennaio 2019 entra in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra privati, che per i medici è estremamente rilevante», spiega a Sanità Informazione Enrico De Pascale Direttore Generale della FNOMCeO.

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Dottor De Pascale, quali sono le principali novità fiscali contenute nella legge di Stabilità?

«Ci sono elementi di novità, alcuni assai significativi: dal primo luglio viene abolita la scheda carburante, cioè quel documento che abitualmente serviva per documentare il consumo di carburante per gli autoveicoli, perché tutti i pagamenti devono essere effettuati con moneta tracciabile con carta di credito o bancomat, non più contanti. Analogamente, dal 1 luglio 2018, non potranno più essere pagati gli stipendi con denaro contante, qualsiasi sia la tipologia di rapporto di lavoro, anche quando sia inferiore ai tremila euro. Noi sappiamo che il limite di tremila euro è quello che fa da spartiacque tra la possibilità di pagare in contante e utilizzare strumenti bancari. Dal 1 luglio 2018 sarà obbligatorio lo strumento di pagamento elettronico o i bonifici. È qualcosa che riguarderà anche tanti medici».

C’è poi il tema della fatturazione elettronica…

«Altra grande novità, dal primo gennaio 2019, entra in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra privati, che per i medici è estremamente rilevante. Oggi diciamo che alcuni medici, come quelli che fatturano alla pubblica amministrazione, già sono in qualche maniera almeno psicologicamente preparati, immagini cosa significa l’estensione anche ai privati della fatturazione elettronica».

Questo è un tema che in qualche modo si lega all’obbligo del POS…

«L’obbligo del Pos esiste ma non è mai stata introdotta la sanzione per il non utilizzo. Diciamo una storia un po’ all’italiana: quando non c’è la sanzione l’obbligo viene disatteso».

Ci sono novità per il pagamento dell’Irap da parte dei medici?

«Per quel che riguarda l’Irap siamo sostanzialmente fermi alla sentenza di Cassazione a sezioni unite, la famosa 7291, e soprattutto alla circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate del 2016 che commentava la legge di Stabilità 2016 e che sostanzialmente ha ribadito il concetto che non vi è autonoma organizzazione, che faccia soggiacere all’Irap, qualora i criteri organizzativi messi in piedi dal professionista risultino marginali rispetto all’attività svolta e comunque se i mezzi, i beni e le persone utilizzate non superano lo standard e i parametri previsti dalle singole convenzioni. Questo è soprattutto importante per i medici di medicina generali perché sono liberi professionisti convenzionati».

La scadenza per pagare l’Irap qual è?

«La scadenza è il 2 luglio perché è collegata alla dichiarazione. Adesso le dichiarazioni sono disgiunte. Prima si faceva dichiarazione unica: modello unico e Irap. Da un po’ di anni a questa parte le dichiarazioni sono disgiunte ma si presentano lo stesso giorno. Per la prima volta in maniera definitiva le dichiarazioni vanno presentate al 31 ottobre: sia il modello unico che modello Irap e 770, cioè la dichiarazione dei sostituti d’imposta. La scadenza è variata nel tempo: era giugno, poi ogni anno c’era la proroga, poi era diventata settembre. Quest’anno per legge è stato stabilito il 31 ottobre. Si può pagare o in un’unica soluzione, saldo e acconto, oppure in maniera rateale».

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