Salute 18 Febbraio 2025 11:13

Fibromialgia, una ‘neurotuta’ potrebbe ridurre il dolore fino al 25%

Il dispositivo, sviluppato in Germania, è composto da una giacca e dei pantaloni in cui sono distribuiti 58 elettrodi di stimolazione che agiscono specificamente sui gruppi muscolari di tutto il corpo
Fibromialgia, una ‘neurotuta’ potrebbe ridurre il dolore fino al 25%

Nuove speranze per chi soffre di fibromialgia: una ‘tuta’ dotata di elettrodi per la stimolazione di specifici gruppi nervosi e muscolari potrebbe ridurre il dolore e i disturbi associati alla malattia. La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una malattia cronica che si caratterizza proprio per la comparsa di dolori muscolari diffusi in assenza di segni di infiammazione e spesso in associazione ad altri sintomi, come affaticamento, disturbi del sonno, deficit di memoria e concentrazione.

I trattamenti attualmente disponibili

Pur senza giungere a una risoluzione, la ricerca negli ultimi anni ha compiuto importanti passi avanti: ha identificato terapie che possono aiutare a gestire i sintomi e chiarito alcuni possibili meccanismi alla base della patologia. In particolare, sembra che a causare il dolore cronico possa essere una compromissione del modo in cui il cervello processa lo stimolo doloroso. È a questo livello che agisce la ‘neurotuta’.

La ‘neurotuta’

Il dispositivo, sviluppato in Germania, è composto da una giacca e dei pantaloni in cui sono distribuiti 58 elettrodi di stimolazione che agiscono specificamente sui gruppi muscolari di tutto il corpo. Utilizzando impulsi elettrici a bassa frequenza, la tuta stimola nervi e muscoli allo scopo di  interrompere o modificare i segnali del dolore inviati dai nervi  al cervello e, in tal modo, riduce la percezione del dolore e  altri sintomi associata alla fibromialgia. I benefici della ‘neurotuta’ sono stati descritti in uno studio pubblicato sullo European  Journal of Pain.

Studio e risultati

La sperimentazione, condotta all’ospedale universitario Henri Mondor, a Créteil, alle porte di Parigi, ha coinvolto 33 persone. I pazienti hanno indossato la tuta un’ora al giorno per circa un mese. A partire dalla seconda settimana i ricercatori hanno riscontrato una riduzione del dolore del 14% che è arrivata fino al 25% dopo quattro settimane. Miglioramenti sono stati riscontrati anche nella capacità di svolgere le normali attività quotidiane: un indice finalizzato a misurare questo aspetto (il Fibromyalgia Impact Questionnaire) è migliorato del 21% al termine dello studio. È cresciuta, invece, del 54% la qualità di vita e si è ridotta del 12% la presenza di sintomi depressivi.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti