Salute 22 Gennaio 2025 10:22

Demenza: da antibiotici, antivirali, vaccini e farmaci antinfiammatori nuove speranze di cura

Il vantaggio è duplice: si somministrano farmaci i cui effetti collaterali sono già noti e un'eventuale sperimentazione clinica potrà essere avvita con maggiore velocità
Demenza: da antibiotici, antivirali, vaccini e farmaci antinfiammatori nuove speranze di cura

I trattamenti per malattie che ancora oggi non hanno una cura potrebbero essere tutt’altro che sconosciuti. È il caso della demenza: antibiotici, antivirali, vaccini e farmaci antinfiammatori, infatti, si sono rivelati in grado di ridurre la possibilità di sviluppare la malattia. Lo dimostra una nuova ricerca che ha esaminato i dati sanitari di oltre 130 milioni di persone. Lo studio, condotto dai ricercatori delle università di Cambridge ed Exeter, ha identificato diversi farmaci già autorizzati e in uso che hanno il potenziale per essere sfruttati anche per il trattamento della demenza. Il lavoro è pubblicato su Alzheimer’s and Dementia: Translational Research & Clinical Interventions.

Il vantaggio di sperimentare nuovi benefici di farmaci già noti

L’utilizzo di farmaci esistenti e già in uso per altre patologie è un opzione più volte considerata dagli scienziati impegnati nella ricerca di trattamento per la demenza. Il vantaggio non è unicamente la somministrazione di farmaci i cui eventuali effetti collaterali sono già noti, ma anche la maggiore velocità cona la quale si potrebbe avviare la sperimentazione clinica. Il team delle università di Cambridge ed Exeter ha condotto una revisione sistematica della letteratura scientifica esistente per cercare prove di farmaci che modificassero il rischio di demenza. In totale, il team ha riesaminato i dati di 14 studi, per un totale di oltre 130 milioni di individui e un milione di casi di demenza. Così ha identificato diverse classi di farmaci associate a un rischio alterato. Ad esempio è emersa l’associazione tra antibiotici, antivirali e vaccini e una riduzione del rischio di demenza.

La demenza ha un legame con le infezioni e le infiammazioni?

Questo risultato supporta l’ipotesi che le demenze comuni possano essere innescate da infezioni virali o batteriche e supporta il recente interesse per i vaccini, come il vaccino BCG per la tubercolosi, e la riduzione del rischio di demenza. Anche i farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene sono risultati associati a una riduzione del rischio. L’infiammazione è sempre più considerata un fattore significativo di un’ampia gamma di malattie e il suo ruolo nella demenza è supportato dal fatto che alcuni geni che aumentano il rischio di demenza sono anche collegati a fenomeni infiammatori.

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornati

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
One Health

One Health in oncologia: la nuova frontiera della prevenzione incontra la sfida dell’antimicrobico-resistenza

L’approccio One Health si propone come nuovo paradigma per affrontare le grandi sfide della sanità pubblica. Dalla seconda puntata di Health Serie di Homnya, un confronto tra esperti per ...
di Marzia Caposio
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione
Nutri e Previeni

Prevenzione cardiovascolare: il ruolo dei nutraceutici nella gestione della dislipidemia lieve e moderata

Dai limiti degli esami negli under 40, all’uso mirato dei nutraceutici, passando per il valore della prevenzione primaria e l’importanza delle nuove linee guida ESC 2025: un quadro aggiorn...
di Marzia Caposio
Advocacy e Associazioni

Terapie a rischio dopo i 12 anni? L’inchiesta di Sanità Informazione e il sondaggio Anffas

Dopo le segnalazioni di genitori riguardo all’interruzione delle terapie riabilitative per i figli con disabilità in adolescenza, raccolte da Sanità Informazione sui social media, ...
di Isabella Faggiano