Salute 8 Febbraio 2018 13:12

Curare anche chi non può guarire, la psico-oncologa spiega ai medici i bisogni (non solo fisiologici) dei malati terminali

Sicurezza, appartenenza e autostima. Queste, secondo la dottoressa Paola Argentino, le necessità del malato terminale spiegate in un corso ECM: «La centralità dell’arte medica è nella sacralità di prendersi cura dell’altro»

Con l’entrata in vigore della norma sul Biotestamento, d’ora in poi in Italia tutti i cittadini hanno il diritto di esprimere le loro decisioni future in materia sanitaria. Ma i medici, tutti i giorni, sono già a fianco di chi ha ricevuto una diagnosi drammatica, e devono affrontare la sfida della comprensione totale e piena della sofferenza dei propri pazienti nel fine vita. Una sofferenza che si accompagna a dei bisogni ben precisi, non solo fisiologici, e che reclamano la giusta attenzione perché si cura anche chi non può guarire: esistono, infatti, malati inguaribili, non malati incurabili. Proprio per porre attenzione ai bisogni dei malati terminali, guidando i medici in un percorso di sensibilizzazione verso i loro pazienti più vulnerabili, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro del 4 febbraio, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e la professoressa Paola Argentino, psichiatra e direttore del Master dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Psiconcologia, in collaborazione con Consulcesi Club, lanciano il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo “Lo scudo di Perseo: l’immaginario della morte e i diritti del morente”.

Il MALATO TERMINALE HA BISOGNO DI SICUREZZA. La centralità dell’arte medica è nella sacralità di prendersi cura dell’altro. Questo principio relazionale deve tenere conto della necessità del malato terminale di non sentirsi abbandonato, e di cogliere nel medico attenzione e rispetto delle sue difficoltà.

IL MALATO TERMINALE HA BISOGNO DI APPARTENENZA. Il paziente deve percepirsi in rapporto con gli altri, esprimendo pensieri ed emozioni.

IL MALATO TERMINALE HA BISOGNO DI AUTOSTIMA. La condizione di paziente, soprattutto in fin di vita, è troppo spesso associata a una condizione di completa passività. Al contrario, questi malati necessitano non solo di sentirsi apprezzati, ma anche di poter in qualche modo intervenire nei processi decisionali.

Il MALATO TERMINALE HA BISOGNO DI AUTOREALIZZAZIONE. Nel fine vita, i pazienti hanno bisogno di rivalutare il senso della loro esistenza, senza rinunciare ad esprimere le proprie progettualità, per quanto le aspettative di sopravvivenza siano limitate a livello temporale.

La professoressa Paola Argentino è responsabile scientifica del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Lo scudo di Perseo: l’immaginario della morte e i diritti del morente”, realizzato in partnership con Consulcesi Club.  “Lo scudo di Perseo: l’immaginario della morte e i diritti del morente” si aggiunge all’ampio catalogo di oltre 150 corsi FAD offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è sviluppato in due moduli didattici composti da video-lezioni e materiali di approfondimento. Un questionario finale accerta la comprensione dei contenuti e assegna 3 crediti ECM.

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