Salute 5 Giugno 2019

Circolazione extra-corporea, a Salerno il Congresso Europeo. La presidente Mascitelli: «Perfusionista lavoro bellissimo anche se ad alto rischio»

Dal 12 al 14 giugno il congresso che riunisce ricercatori, tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti per fare il punto sulle nuove tecnologie. La presidente Maria Erminia Macera Mascitelli: «Per noi aggiornamento professionale è obbligatorio, altrimenti è impossibile stare al passo con l’innovazione tecnologica»

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La circolazione extracorporea è una tecnica, usata negli interventi a cuore aperto, molto complessa ma attraverso al quale si riescono a svolgere dei delicatissimi interventi cardiaci e a salvare migliaia di vite umane. A questa tecnica è dedicato il 18esimo European Congress on Extracorporeal Circulation Technology organizzato dalla FECECT, Foundation European Congress on Extracorporeal Circulation Technology, che si svolgerà a Salerno dal 12 al 14 giugno. La Fondazione è nata nel 1989 che ha l’obiettivo di creare una piattaforma internazionale per lo scambio di conoscenze in materia di tecnologia di circolazione extracorporea e aree correlate per i ricercatori, tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti. Si tratta del secondo congresso in Italia, dopo quello del 2005 a Orosei, in Sardegna.

A presiedere il Congresso, a cui è stato concesso il Patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri AMNCO, la dottoressa Maria Erminia Macera Mascitelli, ex Presidente dell’Associazione Nazionale Perfusionisti in Cardioangiochirurgia e membro della Simedet, Società Italiana di Medicina Diagnostica e Terapeutica. «Gli argomenti che andiamo ad affrontare – spiega Mascitelli a Sanità Informazione– saranno quelli che riguardano la circolazione extracorporea ,la sicurezza dei pazienti, la preservazione d’organo, i cuori artificiali, l’assistenza circolatoria, la cardiochirurgia pediatrica e neonatale. Ma anche la coagulazione e il trattamento dei tumori. Poi naturalmente la formazione che è un altro argomento importante, cavallo di battaglia della Fondazione».

A Salerno arriveranno da tutto il mondo: Australia, Austria, Belgio, Bosnia, Canada, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Gemania, Grecia, Hong Kong, Irlanda, Libano, Olanda, Nuova Zelanda, Perù, Polonia, Portogallo, Qatar, Romania, Russia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Regno Unito, USA, Uzbekistan.

Ma che cos’è la circolazione extracorporea e a cosa serve? «Viene utilizzata negli interventi a cuore aperto perché ci consente di ossigenare cuore e polmone e pompare sangue in circolo – spiega Mascitelli – quindi consente al cardiochirurgo di operare direttamente sul cuore esangue. La circolazione extracorporea svolge le funzioni del cuore e del polmone. Il TFCPC , è il professionista sanitario laureato che è abilitato ad utilizzare la macchina cuore – polmone in quella fase dell’intervento, ha in mano la vita del paziente attraverso il controllo dei flussi , dei valori ematochimici del sangue, l’ossigeno, l’emoglobina, che vengono continuamente monitorati per poter fare le opportune correzioni a livello farmacologico. Si cerca di mantenere il paziente a uno stato normale per quello che è possibile».

Il Congresso è anche l’occasione per un focus su una figura chiave del processo della circolazione extracorporea, quella del Tecnico di Fisiopatologia Cardiocircolatoria e della Perfusione Cardiovascolare che è il responsabile dei processi diagnostici e terapeutici a lui affidati, attraverso l’applicazione di tecnologie e tecniche specifiche concernenti la diagnosi e la cura delle patologie cardiovascolari.

Il TFCPC  affronta e gestisce situazioni cliniche che pongono la persona in condizioni critiche, impiegando le proprie conoscenze per garantirne la sopravvivenza, stabilizzandone le funzioni vitali con tecnologie appropriate. È un tecnico laureato,  chiamato ad agire anche in autonomia: è in grado di eseguire autonomamente la prescrizione diagnostica e terapeutica a lui affidata, monitorizzando i parametri vitali, valutando i segni e i sintomi così da formularne una corretta interpretazione. Inoltre, grazie alla sua formazione, è in grado di effettuare scelte autonome per specifici ed appropriati presidi medico-chirurgici che possano contribuire al miglioramento dell’atto terapeutico e/o diagnostico.

«Il bello di questa professione – continua Mascitelli – è che bisogna rincorrere sempre le tecnologie. È un campo in continua evoluzione dal punto di vista tecnologico e questo rende questa professione accattivante. È tuttavia una delle professioni a più alto rischio perché un errore del TFCPC può portare dei danni al paziente se non addirittura alla morte. Abbiamo dei casi di colleghi che sono stati coinvolti in incidenti di circolazione extracorporea di varia natura: tecnici o dovuti a distrazione. È una professione ad alto rischio ma è uno dei lavori più belli che ci siano. Il cardiochirurgo opera a cuore , ma è il TFCPC  parte attiva di tutto questo processo. Infatti si dice sempre che i tre poli sono il Cardiochirurgo,  l’Anestesista e il TFCPC».

Fondamentale in questo ambito il ruolo dell’aggiornamento professionale: «È obbligatorio – conclude Mascitelli – non solo perché ce lo dice l’ECM o l’azienda per cui si lavora, ma è un dovere ed un obbligo deontologico e professionale, perché altrimenti è impossibile stare al passo con l’innovazione tecnologica». Per ultimo, ma non di meno importanza il TFCPC rappresenta una delle 19 professioni i sanitarie che grazie all’approvazione della Legge 3/2018 ha permesso l’istituzione degli Albi delle Professioni Sanitarie e  dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche , della Riabilitazione e della Prevenzione: la novità più grande nel panorama istituzionale del nostro paese e del nostro sistema sanitario che permetterà ai cittadini di difendersi dal fenomeno dell’esercizio abusivo della professione e nello stesso tempo rendere omogeneo ogni percorso di vigilanza e miglioramento della qualità delle prestazioni.

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