Salute 25 Giugno 2024 15:53

Droghe, nel 2023 il 23% degli studenti ha consumato almeno una sostanza illegale

Presentata la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024: la cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi. Schillaci: “Dobbiamo fare rete e informare”

Droghe, nel 2023 il 23% degli studenti ha consumato almeno una sostanza illegale

Lo scorso quasi uno studente minorenne su quattro (il 23%) ha consumato almeno una sostanza illegale. A confermare il trend crescente osservato nel post-pandemia è la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024 presentata oggi, presso la Sala stampa di Palazzo Chigi, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dai Ministri della Salute, Orazio Schillaci, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara; dal Viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, e dal Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro. La cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi. Nel 2023, almeno una volta nell’anno ne hanno fatto uso 550mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni, pari al 22% dell’intera popolazione studentesca, e 70mila giovanissimi (2,8%) hanno riferito di farne un uso pressoché quotidiano (20 o più volte nel mese).

La cocaina e le nuove sostanze psicoattive

Aumenta tra i giovani anche il consumo di cocaina: quasi 54mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni riferiscono di aver fatto uso di cocaina nel 2023, quota che, rispetto al totale della popolazione studentesca, sale in un anno dal 1,8% al 2,2%. In crescita anche il numero di studenti che hanno utilizzato la sostanza prima dei 15 anni. In particolare, tra gli studenti che hanno utilizzato cocaina, la metà circa riferisce un primo utilizzo tra i 15 e i 17 anni, mentre il 39% si è approcciato a questa sostanza prima dei 15 anni. A preoccupare anche la sempre maggiore diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS). Nel corso dell’ultimo anno, il Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP) ne ha identificate 70 circolanti sul territorio nazionale, appartenenti principalmente alle classi dei catinoni (20%), delle arilcicloesilammine (16%), dei cannabinoidi sintetici (13%) e delle benzodiazepine (11%). A preoccupare è anche il fatto che, essendo composti sintetici facilmente manipolabili, risultano particolarmente rischiosi e difficili da rilevare, e non essendo immediatamente classificati nelle liste delle sostanze vietate dalla legge sfuggono spesso ai controlli.

Cresce il consumo tra i giovani

Il consumo di NPS, in crescita da dopo la pandemia, interessa prevalentemente i giovani, più esposti a questo particolare mercato. Nel 2023 160mila studenti tra i 15 e i 19 anni riferiscono di aver consumato almeno una NPS nel corso dell’anno, pari al 6,4% della popolazione studentesca. Le NPS più consumate dai ragazzi nel corso dell’ultimo anno sono cannabinoidi sintetici (4,6%), ketamina (1,3%), oppioidi sintetici (1,3%), catinoni (0,8%) e Salvia Divinorum (0,5%). Tra i minorenni non cresce solo il consumo, ma anche il coinvolgimento nel fenomeno in generale. Nel 2023, infatti, i minorenni hanno rappresentato il 12% delle persone segnalate per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. La quasi totalità delle segnalazioni riferite a minori (97%) riguarda cannabis e derivati, a conferma dell’ampia diffusione dei cannabinoidi tra i più giovani. Il numero di minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per reati penali droga-correlati, rispetto al 2022, registra un +10%, raggiungendo quota 1.246 giovani under-18, pari al 4,5% delle persone denunciate a livello nazionale.

Gli accessi al Pronto Soccorso

Andando oltre i giovani, nel complesso nel 2023 gli accessi in Pronto Soccorso (PS) per patologie direttamente droga-correlate sono stati in totale 8.596 (+5% rispetto agli 8.152 accessi del 2022), pari allo 0,05% degli accessi avvenuti complessivamente a livello nazionale nel corso dell’anno16. Gli accessi hanno riguardato nella maggior parte uomini (67%) e persone di età compresa tra i 25 e i 44 anni (41%) e tra i 45 e i 64 anni (24%) e quasi il 10% minorenni. Il 12% degli accessi al PS per patologie droga-correlate si conclude con il ricovero ospedaliero (1.028), di cui circa 1/3 (34%) nel reparto di psichiatria, il 18% in terapia intensiva e il 15% nel reparto di medicina generale; per quasi il 4% e il 2% degli accessi droga-correlati in PS l’esito è stato il ricovero nel reparto rispettivamente di pediatria e di neuropsichiatria infantile.

I SerD

Nel 2023, i SerD hanno assistito in totale 132.200 persone tossicodipendenti, in gran parte (87%) già in carico ai servizi negli anni precedenti e di genere maschile (85%). Nel corso del 2023, sono stati rilevati 227 decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti (rilevati su base indiziaria da parte delle Forze di Polizia), valore inferiore a quello dell’anno precedente (298). Dal 1973, sono stati complessivamente registrati 26.976 decessi:
Gli oppiacei restano i principali responsabili dei decessi per intossicazione, seppure il dato analizzato sulla percentuale dei decessi di cui è nota la sostanza evidenzi nell’ultimo decennio un decremento dall’82 al 63%. Cresce invece la percentuale dei decessi attribuibili a metadone che passano in 10 anni dal 6,6% (n.13) al 18% (n.30) sul totale dei decessi con sostanza specificata, facendo registrare il valore percentuale massimo.

L’intervento del Ministro Schillaci

“Il consumo e la dipendenza da sostanze stupefacenti è un problema di salute pubblica cui poniamo la massima attenzione – ha spiegato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, presentando i dati più prettamente sanitari della Relazione -. Il 26 giugno –  ha aggiunto – si celebra La Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe e il tema di quest’anno centra un punto focale: ‘The evidence is clear: invest in prevention’. Investire in prevenzione è esattamente quello che questo governo sta facendo. E come ripeto sempre, lo facciamo affidandoci al rigore scientifico dei dati: perché senza dati che ci permettono di conoscere la dimensione e l’evoluzione di un fenomeno, si ha più difficoltà a intervenire”. Per il ministro i numeri “ci dicono che non dobbiamo abbassare la guardia e quanto sia rilevante l’impegno sia sul fronte della prevenzione sia sulla cura e la riabilitazione”. Schillaci ha quindi sottolineato come “i tempi di latenza tra i primi sintomi, lo sviluppo del problema e l’accesso ai sevizi di cura possono essere molto lunghi, anche di 10 anni. Per questo motivo abbiamo istituito un gruppo di lavoro per definire Linee di Indirizzo sull’Identificazione precoce delle Dipendenze patologiche – Early Detection.  È stato già redatto un testo, che si basa su un sistema integrato di presa in carico, su cui sono in corso audizioni di Società Scientifiche, Associazioni di Auto Mutuo Aiuto del settore, Esperti ed altri Stakeholder che possono apportare contributi significativi all’elaborazione della stesura finale”. Per Schillaci è necessario “agire con un’ottica di rete come abbiamo fatto, ad esempio, con il piano contro l’uso improprio del Fentanyl. Un piano che mette insieme tutte le istituzioni coinvolte e attraverso il quale siamo intervenuti in chiave preventiva: abbiamo definito le procedure, le azioni di contrasto da mettere in campo e le attività di informazione rivolte specialmente ai giovani affinché siano consapevoli dei rischi anche letali a cui si esporrebbero se cadessero nella trappola del Fentanyl. Per quanto ci riguarda, rinnoviamo l’impegno a rafforzare le attività di prevenzione ma anche quelle di presa in carico per aiutare aiutare quanti si rivolgono ai servizi pubblici per le dipendenze a riabilitarsi accompagnandoli insieme alle loro famiglie in un percorso di fuoriuscita dalla dipendenza”, ha concluso il ministro.

 

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