In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, la SINPIA richiama l’attenzione sull’importanza di intervenire già nei primi anni di vita: in Italia circa due milioni di bambini e ragazzi presentano un disturbo del neurosviluppo
La salute mentale si costruisce anche nei primi anni di vita. Promuovere un neurosviluppo armonico, riconoscere precocemente i segnali di rischio e garantire l’accesso tempestivo a percorsi appropriati sono interventi che possono incidere sulle traiettorie di crescita di bambini e ragazzi e, nel tempo, sulla loro salute anche in età adulta. È il messaggio lanciato dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre. In Italia, secondo i dati riportati dalla società scientifica, 1 minore su 5 presenta un disturbo del neurosviluppo, pari a circa 2 milioni di bambini e ragazzi. Un fenomeno che rende centrale il tema della prevenzione e della capacità dei servizi di intercettare precocemente eventuali situazioni di vulnerabilità.
Il neurosviluppo è il processo attraverso il quale, dal concepimento fino alla giovane età adulta, maturano le strutture cerebrali alla base delle capacità motorie, cognitive, comunicative, emotive e sociali. È un percorso complesso, nel quale interagiscono fattori genetici, epigenetici, neurobiologici e ambientali. Eventuali alterazioni possono manifestarsi già nei primi anni di vita e riguardare, tra gli altri, i disturbi motori, come le paralisi cerebrali infantili, i ritardi cognitivi, i disturbi dello spettro autistico, i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività e l’epilessia. Non tutti i disturbi, però, si manifestano necessariamente nell’infanzia. Alcune condizioni possono emergere più avanti, anche durante l’adolescenza, con la comparsa di disturbi psichiatrici, tra cui quelli dell’umore e la depressione. “Promuovere il neurosviluppo significa agire sulle basi della salute fisica e mentale, con una prospettiva che va dal concepimento alla vita adulta”, dichiara Elisa Fazzi, presidente SINPIA. La prevenzione, sottolinea, non può limitarsi alla ricerca di un singolo indicatore di rischio. È necessario considerare la presenza di segnali persistenti, congruenti e osservabili nei diversi contesti di vita del bambino, intervenendo anche sull’ambiente familiare e relazionale, scolastico e sociale. “Non si tratta soltanto di riconoscere tempestivamente un indicatore di rischio o piuttosto una costellazione di segnali che se persistenti, congruenti e presenti nei diversi contesti di vita del bambino possono segnalare la possibile evoluzione verso uno sviluppo disarmonico o patologico, ma di creare, attraverso le modifiche dell’ambiente, condizioni favorevoli a modificare le traiettorie evolutive e a far evolvere il neurosviluppo in senso positivo”, spiega Fazzi. L’obiettivo è sostenere le funzioni emotive, motorie, comunicative, cognitive e sociali in tutte le fasi della crescita, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità e ai contesti nei quali bambini e ragazzi vivono. “Questo richiede azioni a supporto delle situazioni di vulnerabilità e attenzione a tutti gli ambienti e i contesti in cui bambini e ragazzi vivono. La prevenzione, quindi, non riguarda soltanto il singolo bambino, ma anche le condizioni che possono favorirne lo sviluppo”, aggiunge la presidente SINPIA.
Il riconoscimento precoce dei segnali di rischio può rappresentare un passaggio importante per intervenire sulle traiettorie evolutive e ridurre il rischio di conseguenze più complesse nelle fasi successive della vita. “La nostra società scientifica ribadisce con forza che identificare precocemente i segnali di rischio, diagnosticare tempestivamente i disturbi del neurosviluppo e intervenire in modo appropriato può contribuire a modificare positivamente le traiettorie evolutive”, sottolinea Carmela Bravaccio, vicepresidente SINPIA. Secondo Bravaccio, è necessario superare anche l’idea che i disturbi mentali compaiano soltanto durante l’adolescenza. “Occorre sfatare l’idea che i disturbi insorgano in adolescenza, perché nella grande maggioranza dei casi segnali o avvisaglie iniziano ben prima, proprio nell’infanzia, quando intervenendo in modo appropriato i disturbi mentali si possono prevenire”, afferma. L’intervento precoce diventa quindi parte di una strategia più ampia, che punta non soltanto alla diagnosi, ma anche alla possibilità di modificare positivamente il percorso di sviluppo.
Promozione del neurosviluppo, riconoscimento dei segnali di rischio e accesso alle cure devono procedere insieme. Un obiettivo che chiama in causa anche l’organizzazione dei servizi dedicati all’età evolutiva. “Promozione del neurosviluppo, riconoscimento precoce dei segnali di rischio e accesso a cure appropriate devono procedere insieme”, afferma Stefania Millepiedi, vicepresidente SINPIA. “Servono interventi e vanno potenziati i servizi dedicati all’età evolutiva, come i servizi di neuropsichiatria infantile, capaci di rispondere ai bisogni delle diverse fasi della crescita e di garantire continuità verso l’età adulta”, aggiunge. La tutela della salute mentale, dunque, non riguarda soltanto la capacità di intervenire quando compare un disturbo, ma anche la possibilità di creare condizioni favorevoli allo sviluppo fin dai primi anni di vita.
La promozione del neurosviluppo passa anche attraverso le esperienze quotidiane e le relazioni che accompagnano la crescita. Nel Decalogo SINPIA vengono indicate alcune azioni concrete:
“Proteggere la salute mentale futura significa investire oggi sui bambini e sugli ambienti in cui vivono”, conclude Millepiedi.
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