Disuguaglianze, crisi climatica, conflitti e incertezza sul futuro possono mettere a dura prova il benessere psicologico. Medici Senza Frontiere lancia "Anche questa è cura", una campagna che invita a considerare la salute mentale anche come una questione collettiva.
La salute mentale non può essere ridotta alla capacità individuale di resistere alle difficoltà. In un periodo segnato da conflitti, crisi climatica, disuguaglianze e una crescente incertezza sul futuro, anche il contesto nel quale le persone vivono può incidere sul benessere psicologico. È da questa riflessione che nasce “Anche questa è cura”, la campagna lanciata da Medici Senza Frontiere (MSF) per accendere i riflettori sul benessere psicologico e sulla necessità di riconoscere e affrontare i momenti di difficoltà. “Abbiamo scelto di parlare di crisi e salute mentale perché attraversiamo una fase di disuguaglianze crescenti, crisi climatica e conflitti, in cui la percezione di poter prevedere il futuro sembra sempre più fragile”, spiega Federica Gianotti, psicologa e psicoterapeuta di MSF, esperta di salute mentale nei contesti umanitari.
Secondo MSF, di fronte a situazioni caratterizzate da forte incertezza esiste il rischio di considerare la salute mentale esclusivamente come una responsabilità individuale, chiedendo alle persone di adattarsi continuamente a condizioni che possono essere tutt’altro che normali. “Di fronte a questa incertezza, il rischio è pensare alla salute mentale come a una responsabilità esclusivamente individuale, chiedendo alle persone di adattarsi continuamente a condizioni che spesso normali non sono”, sottolinea Gianotti. Da qui un messaggio centrale della campagna: “Il benessere psicologico non coincide con la capacità di sopportare qualsiasi cosa”, aggiunge la psicologa.
Tra gli strumenti messi a disposizione da MSF c’è una brochure divulgativa gratuita, realizzata con il contributo delle psicologhe e psicoterapeute Flavia Calò e Federica Gianotti. Il materiale è pensato per aiutare a comprendere cosa può accadere quando una situazione impegnativa, stressante o percepita come minacciosa diventa, in un determinato momento, troppo difficile da gestire. La brochure propone alcuni semplici strumenti per riportare gradualmente l’attenzione al presente: osservare ciò che accade intorno a sé, concentrarsi sulle sensazioni del corpo, compiere piccoli movimenti oppure prestare attenzione al respiro. L’obiettivo, chiarisce MSF, non è eliminare l’ansia né sostituire un percorso di cura, ma offrire strumenti di comprensione e orientamento nei momenti di difficoltà.
La campagna proseguirà il 7 ottobre a Milano, alla vigilia della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre, con l’evento “Anche questa è cura”, ospitato nella cornice dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini. Prevista anche un’attività specificamente rivolta alle aziende: un laboratorio esperienziale sulla salute mentale, nel quale i partecipanti possono confrontarsi con situazioni di stress, comunicazione, lavoro di squadra e gestione delle proprie risorse attraverso un gioco di ruolo ispirato al lavoro di MSF sul campo. Il filo conduttore è quello di una salute mentale da considerare non soltanto quando compare un problema, ma anche attraverso la capacità di riconoscere le situazioni che possono mettere alla prova il benessere psicologico e costruire strumenti per affrontarle. Un approccio che parte dall’esperienza maturata nei contesti umanitari, ma che la campagna porta anche nella vita quotidiana: riconoscere la fatica psicologica non significa essere incapaci di affrontare le difficoltà, così come chiedere aiuto non dovrebbe essere considerato un fallimento personale.
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