In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, l’UNICEF Italia richiama l’attenzione sulla solitudine genitoriale
Diventare genitori può essere un’esperienza intensa, capace di mettere alla prova anche sul piano emotivo. Eppure, le difficoltà che accompagnano la crescita di un figlio non sempre trovano spazio per essere raccontate e condivise. A pesare sono la stanchezza, il senso di isolamento e il timore del giudizio, che possono rendere più difficile chiedere aiuto. In occasione della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre, l’UNICEF Italia accende i riflettori sulla solitudine genitoriale e sulla necessità di riconoscere il benessere psicologico di madri e padri come parte integrante della tutela della salute e dello sviluppo dei bambini. A fotografare il fenomeno è un sondaggio realizzato da UNICEF Italia in collaborazione con Youtrend. Secondo i risultati, quasi un genitore su due (47%) ha pensato di rivolgersi a uno psicologo, uno psicoterapeuta o un consultorio per affrontare le emozioni legate alla genitorialità, senza poi farlo. Tra coloro che hanno ricevuto un sostegno professionale, il 57% lo ha giudicato molto o abbastanza utile. Un altro dato riguarda la pressione sociale: l’85% dei genitori dichiara di essersi sentito giudicato almeno qualche volta nel proprio ruolo.
“La salute mentale dei genitori è una precondizione necessaria per lo sviluppo e il benessere psicosociale nell’infanzia”, sottolinea Nicola Graziano, presidente dell’UNICEF Italia. “Crescere una bambina o un bambino è una responsabilità collettiva che richiede sostegno, relazioni e politiche adeguate. Solo rendendo questi temi parte del dibattito pubblico è possibile creare le condizioni affinché ogni famiglia possa garantire ai propri figli e figlie un ambiente di crescita sicuro, affettuoso e responsivo, in cui sviluppare pienamente il proprio potenziale”, aggiunge. L’organizzazione ribadisce così l’importanza di sostenere la genitorialità non soltanto nei momenti di maggiore difficoltà, ma attraverso interventi e servizi capaci di accompagnare le famiglie nel tempo. I dati del sondaggio mostrano, inoltre, una differenza significativa tra madri e padri. Le donne riferiscono livelli più elevati di disagio emotivo e di pressione sociale. In particolare, il 33% delle madri si dichiara preoccupato per le conseguenze della genitorialità sulla propria carriera lavorativa, rispetto al 16% dei padri. Anche il timore del giudizio appare più marcato tra le donne: il 40% delle madri afferma di sentirsi spesso giudicato nel proprio ruolo genitoriale, contro il 17% dei padri.
Le sfide della genitorialità possono essere più impegnative di quanto immaginato prima della nascita o dell’adozione. Sebbene oltre il 60% dei genitori dichiari di essersi sentito abbastanza o molto preparato, il 72% racconta che diventare genitore è stato più difficile del previsto. Le difficoltà non riguardano soltanto i primi mesi di vita del bambino. Tre genitori su quattro (75%) riferiscono di aver attraversato periodi prolungati di stanchezza continua. Il 64% dichiara di aver sperimentato sentimenti di solitudine o isolamento, mentre il 60% ha vissuto episodi di irritabilità o rabbia insolite. Anche in questo caso, il divario tra madri e padri è evidente. Il senso di solitudine riguarda il 65% delle madri, contro il 40% dei padri. La tristezza persistente è riferita dal 57% delle donne e dal 20% degli uomini. Numeri che richiamano l’attenzione sulla necessità di intercettare il disagio senza ridurlo a una difficoltà individuale o a un’esperienza da affrontare in silenzio. La possibilità di condividere le proprie emozioni e di accedere a un sostegno adeguato può rappresentare una risorsa importante per il benessere dell’intero nucleo familiare.
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, UNICEF Italia promuove anche iniziative di sensibilizzazione rivolte a giovani, adolescenti e famiglie. Tra queste, una collaborazione con Guida Psicologi, realizzata attraverso Instagram, affronta il tema della salute mentale nelle diverse generazioni, con un approfondimento su come giovani e adolescenti vivono oggi il proprio benessere psicologico rispetto al passato. È prevista inoltre un’attivazione con il content creator Nik Contucci, dedicata alla difficoltà di parlare in famiglia della salute mentale e del proprio disagio. L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza e contribuire a superare le barriere che ancora ostacolano la richiesta di aiuto. Perché riconoscere la fatica emotiva, sia nei genitori sia nei figli, significa creare le condizioni per un dialogo più aperto e per un accesso tempestivo al sostegno necessario. La salute mentale dei genitori non è una questione privata da affrontare in solitudine: sostenere madri e padri significa anche investire nel benessere dei bambini, nella qualità delle relazioni familiari e nella possibilità di crescere in un ambiente sicuro e accogliente.
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