Prevenzione 16 Ottobre 2026 16:30

Salute delle ossa, le fibre prebiotiche aiutano le ragazze a costruire più massa ossea

Lo studio clinico MetA-Bone, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, rileva un incremento della densità ossea nelle ragazze tra i 9 e i 14 anni che hanno assunto fibre solubili di mais per un anno.

di Arnaldo Iodice
Salute delle ossa, le fibre prebiotiche aiutano le ragazze a costruire più massa ossea

Le fibre prebiotiche solubili potrebbero contribuire a rafforzare le ossa durante l’adolescenza, favorendo l’accumulo di massa ossea in una fase cruciale dello sviluppo. È quanto emerge dallo studio clinico MetA-Bone, condotto da Cristina Palacios, ricercatrice in nutrizione presso la Florida International University (FIU), e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca ha rilevato che, dopo 12 mesi di integrazione con fibre solubili di mais, le ragazze partecipanti hanno registrato un aumento del contenuto minerale osseo del 18,8%, rispetto al 12,9% osservato nel gruppo che ha assunto un placebo. Il beneficio non è stato riscontrato nei ragazzi. Lo studio ha coinvolto bambini e adolescenti tra i 9 e i 14 anni, con un apporto di calcio insufficiente. I risultati suggeriscono che un semplice intervento alimentare potrebbe contribuire alla salute scheletrica, con possibili effetti protettivi contro l’osteoporosi in età adulta.

Perché l’adolescenza è decisiva per la salute delle ossa

La prima adolescenza, in particolare il periodo che coincide con l’inizio della pubertà, rappresenta una fase determinante per la costruzione della massa ossea. In questi anni, infatti, l’organismo accumula una parte sostanziale del patrimonio minerale che contribuirà a mantenere solide le ossa nel corso della vita. Per questo motivo, un adeguato apporto di calcio durante la crescita può influenzare la salute scheletrica anche molti decenni più tardi, quando l’invecchiamento e i cambiamenti ormonali, soprattutto quelli associati alla menopausa, favoriscono la perdita di densità ossea.

Le attuali raccomandazioni indicano per gli adolescenti un’assunzione giornaliera di 1.300 milligrammi di calcio, quantità che corrisponde indicativamente a tre o quattro porzioni di latticini. Tuttavia, secondo le stime riportate dai ricercatori, circa il 90% delle ragazze e il 70% dei ragazzi non raggiungono questi livelli. Le abitudini alimentari possono contribuire al problema, anche quando bevande gassate e altri prodotti prendono il posto di alimenti ricchi di calcio.

Il ruolo delle fibre prebiotiche nell’assorbimento del calcio

Il possibile effetto delle fibre prebiotiche sulla densità ossea è legato al loro rapporto con il microbiota intestinale. Il calcio introdotto con gli alimenti viene assorbito principalmente attraverso le pareti dell’intestino tenue, ma l’efficienza di questo processo dipende anche dalle condizioni intestinali e dall’attività dei microrganismi che vi risiedono. Alcune fibre solubili, definite prebiotiche, vengono utilizzate dai batteri benefici come fonte di nutrimento e, durante la loro fermentazione, danno origine a composti che possono favorire l’assorbimento dei minerali.

Studi precedenti di breve durata avevano già suggerito che queste fibre potessero aumentare la quantità di calcio assorbita dall’organismo. Il trial MetA-Bone ha cercato di verificare se tale effetto si traducesse anche in un incremento misurabile della massa ossea nel corso del tempo, concentrandosi su bambini e adolescenti con un apporto di calcio inferiore a quello raccomandato.

L’ipotesi dei ricercatori è che migliorare l’assorbimento del calcio disponibile nella dieta possa aiutare l’organismo a sfruttare più efficacemente questo minerale durante la crescita. Il risultato osservato nelle ragazze, con un incremento del contenuto minerale osseo superiore a quello del gruppo placebo, è coerente con questa possibilità. Palacios ha definito clinicamente rilevante la differenza di circa sei punti percentuali tra i due gruppi, ipotizzando che un maggiore accumulo di massa ossea in giovane età possa contribuire a ridurre il rischio di fratture osteoporotiche molti anni dopo. Si tratta, tuttavia, di una prospettiva da verificare attraverso ulteriori studi, senza considerare l’integrazione come un sostituto di un’alimentazione adeguata.

Come si è svolto lo studio clinico MetA-Bone

Per valutare gli effetti delle fibre sulla salute scheletrica, Palacios e i suoi colleghi hanno condotto uno studio della durata di un anno su bambini di età compresa tra i 9 e i 14 anni che non assumevano quantità sufficienti di calcio. I partecipanti hanno mantenuto la propria alimentazione abituale, aggiungendo alla dieta una polvere da assumere due volte al giorno. Una parte ha ricevuto fibre solubili di mais, mentre il gruppo di controllo ha assunto un placebo dall’aspetto simile.

Il contenuto minerale osseo è stato misurato all’inizio della sperimentazione, dopo sei mesi e al termine dei 12 mesi, utilizzando la densitometria a raggi X a doppia energia (DEXA), una tecnica impiegata per valutare la composizione ossea. I risultati hanno evidenziato un incremento maggiore nelle ragazze che avevano ricevuto le fibre rispetto a quelle del gruppo placebo.

Nei ragazzi non è stato osservato un beneficio analogo. I ricercatori hanno ipotizzato che la differenza possa dipendere dalla fase della pubertà e dallo sviluppo scheletrico, ma hanno precisato che lo studio non era stato progettato per individuare differenze specifiche tra i sessi. Saranno quindi necessarie ricerche più ampie per confermare il risultato e chiarire quali fattori possano influenzare la risposta all’integrazione.

Fibre negli alimenti quotidiani, le prospettive per la prevenzione

Nonostante la necessità di ulteriori conferme, Palacios considera i risultati promettenti e individua una possibile applicazione nell’arricchimento degli alimenti destinati ai bambini con fibre solubili di mais. L’obiettivo sarebbe favorire l’assorbimento del calcio già presente nella dieta attraverso un intervento semplice, senza richiedere necessariamente modifiche radicali alle abitudini alimentari. Le fibre alimentari sono già associate a diversi benefici per la salute: un’alimentazione che ne apporta quantità adeguate può contribuire a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, diabete di tipo 2 e alcuni tumori. L’eventuale contributo alla salute delle ossa rappresenterebbe un ulteriore ambito di interesse, soprattutto per la prevenzione a lungo termine.

La ricercatrice sottolinea che aumentare l’assunzione di fibre solubili potrebbe essere utile sia durante la crescita, quando si costruisce la massa ossea, sia in età adulta, quando diventa importante preservarla. Prima di tradurre questi risultati in raccomandazioni specifiche, tuttavia, occorrerà chiarire l’entità del beneficio, la sua durata e le eventuali differenze legate all’età e allo sviluppo. L’integrazione, inoltre, non sostituisce la necessità di garantire un adeguato apporto di calcio attraverso una dieta equilibrata.

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