Professioni Sanitarie 27 Settembre 2019

Infermieri, FNOPI incontra ministro Speranza. Mangiacavalli: «Riconoscere competenze professione»

Il portavoce FNOPI Tonino Aceti: « Bene il finanziamento a 3,5 miliardi in più per il fondo sanitario e infermieri pronti a sostenere il ministero nell’iter della prossima legge di Bilancio»

I rappresentanti della FNOPI, la Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche italiane, hanno incontrato il Ministro della Salute Roberto Speranza.

Speranza – come riferisce una nota FNOPI – ha prestato la massima attenzione alle istanze degli infermieri e confermato la volontà di avere un filo diretto e una collaborazione attiva con la Federazione.

Tra gli argomenti trattati nel colloquio quelli dell’infermiere di famiglia, le carenze, specializzazioni infermieristiche e conferma dei contenuti del Patto per la Salute che prevede un forte rilancio dell’assistenza sul territorio.

All’incontro hanno partecipato per la FNOPI Barbara Mangiacavalli e il portavoce Tonino Aceti. «Dobbiamo guardare solo al futuro dell’organizzazione e dell’assistenza, senza fare alcun passo indietro, riconoscendo le competenze che la professione infermieristica ha ormai acquisito da oltre 20 anni», ha detto Mangiacavalli al ministro.

Mangiacavalli ha sottolineato a Speranza che la Federazione in quanto Ente sussidiario dello Stato è disponibile a supportare le Istituzioni nelle decisioni da prendere e nelle scelte da operare, mettendo a disposizione tutto il know-how della professione infermieristica.

Ampio spazio è stato dedicato al confronto sul rilancio delle cure territoriali, anche per quanto riguarda i servizi di emergenza-urgenza sui quali gli infermieri hanno le necessarie competenze e possono dare un contributo essenziale, garantendo anche una forte innovazione nel settore.

«Bene il finanziamento a 3,5 miliardi in più per il fondo sanitario e infermieri pronti a sostenere il ministero nell’iter della prossima legge di Bilancio – ha detto Aceti al ministro -: si tratta di risorse fondamentali per realizzare la riforma da anni in pista con i Livelli essenziali di assistenza, ma che finora è rimasta al palo per mancanza di copertura economica sul decreto che riguarda le nuove tariffe per le prestazioni. Molti pazienti lo aspettano. E bene – ha concluso Aceti – la volontà di abolizione del superticket: riporta il Servizio sanitario nazionale a essere la prima scelta di cura e assistenza per i cittadini ed è una misura che sostiene maggiore accesso alle prestazioni e più tutela dei redditi delle famiglie».

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