Diffusa la circolare del Ministero: più sorveglianza, quarantena fiduciaria per i contatti ad alto rischio e nuove indicazioni operative per laboratori e ospedali dopo il cluster registrato a bordo della nave. Il rischio per la popolazione italiana resta molto basso
Il Ministero della Salute alza il livello di attenzione sul focolaio internazionale di hantavirus tipo Andes (ANDV) emerso a bordo della nave da crociera MV Hondius e diffonde una lunga circolare indirizzata a Regioni, ASL, ospedali, ministeri, ordini professionali e organismi sanitari nazionali. Pur confermando che il rischio per la popolazione italiana ed europea rimane molto basso, il documento introduce misure di sorveglianza rafforzata, indicazioni operative per i servizi sanitari e disposizioni specifiche per il monitoraggio dei contatti considerati a maggior rischio. La circolare, firmata dal direttore generale della prevenzione Sergio Iavicoli e dal capo dipartimento Maria Rosaria Campitiello, aggiorna il quadro epidemiologico internazionale dopo il cluster registrato sulla nave e richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere elevata la sorveglianza, soprattutto in presenza di casi respiratori severi compatibili con infezione da hantavirus.
Cos’è il virus Andes e perché preoccupa
Gli hantavirus sono virus zoonotici trasmessi principalmente dai roditori attraverso urine, saliva e feci contaminate. L’infezione avviene soprattutto per inalazione di particelle presenti nell’ambiente, ma può verificarsi anche tramite contatto diretto con superfici contaminate. Il virus Andes, diffuso prevalentemente nelle regioni andino-patagoniche di Argentina e Cile, rappresenta però un caso particolare. È infatti una delle poche varianti di hantavirus per cui è stata documentata, seppur raramente, una possibile trasmissione interumana. Ed è proprio questo aspetto ad aver spinto le autorità sanitarie internazionali a mantenere alta l’attenzione sul focolaio emerso a bordo della MV Hondius. Dal punto di vista clinico, l’infezione può iniziare con sintomi aspecifici come febbre, cefalea, dolori muscolari, diarrea e disturbi gastrointestinali, ma nei casi più gravi evolve rapidamente verso insufficienza respiratoria acuta, distress respiratorio e shock.
Il cluster sulla MV Hondius
Secondo quanto riportato nella circolare, il 2 maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità è stata informata della presenza di un cluster di gravi malattie respiratorie a bordo della MV Hondius. Sulla nave erano presenti 147 persone tra passeggeri ed equipaggio provenienti da 23 Paesi, mentre altre 34 persone erano già sbarcate sull’isola di Sant’Elena. All’11 maggio risultavano nove casi complessivi, di cui tre decessi, con una letalità del 33%. Sette infezioni sono state confermate in laboratorio come virus Andes, mentre altri due casi sono stati classificati come probabili. Il caso indice aveva sviluppato i sintomi il 6 aprile. La prima diagnosi di hantavirus è stata effettuata il 26 aprile su un contatto stretto, mentre la conferma specifica di virus Andes è arrivata il 2 maggio. Nella circolare il Ministero sottolinea anche la particolare severità del quadro clinico osservato nei pazienti, con peggioramenti molto rapidi nell’arco di 24-48 ore. Diversi casi hanno sviluppato sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), insufficienza respiratoria fulminante e shock.
“Rischio molto basso” per Italia ed Europa
Nonostante la gravità dei casi registrati, sia l’OMS sia l’European Centre for Disease Prevention and Control continuano a considerare molto basso il rischio per la popolazione generale europea. Moderato, invece, il rischio per passeggeri ed equipaggio della nave. Il Ministero ricorda inoltre che il principale roditore serbatoio del virus Andes, l’Oligoryzomys longicaudatus, non è presente in Italia. Nel nostro Paese sono stati registrati soltanto sporadici casi di infezione da altri ceppi europei di hantavirus, spesso correlati a viaggi o esposizioni all’estero. Nonostante questo, la circolare invita alla massima prudenza alla luce delle ancora limitate evidenze scientifiche disponibili sulla possibile trasmissione interumana del virus Andes. Rafforzata la sorveglianza sanitaria Il Ministero della Salute ha attivato i meccanismi di coordinamento nazionale e internazionale partecipando ai tavoli OMS, ECDC ed EWRS e avviando il contact tracing dei passeggeri italiani coinvolti. L’8 maggio si è riunita anche la rete nazionale Dispatch, composta da esperti del Ministero, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’INMI Spallanzani e delle Regioni, che ha confermato la valutazione di rischio molto basso per la popolazione generale, pur evidenziando che non può essere completamente esclusa una trasmissione interumana in ambito comunitario. Nello stesso giorno si è riunito anche il gruppo di esperti sui laboratori zoonotici, che ha raccomandato l’individuazione di laboratori regionali di riferimento per garantire una capacità diagnostica uniforme sul territorio nazionale.
Quarantena fiduciaria per i contatti ad alto rischio
La circolare definisce in dettaglio i criteri per identificare casi sospetti, probabili e confermati e introduce precise indicazioni per la gestione dei contatti.Sono considerati contatti ad alto rischio tutte le persone presenti sulla nave, conviventi e partner dei casi confermati, soggetti esposti a fluidi corporei, operatori sanitari privi di adeguati dispositivi di protezione individuale e passeggeri seduti vicino ai casi sospetti o confermati durante voli aerei. Per questi soggetti è prevista una quarantena fiduciaria di 42 giorni con monitoraggio sanitario quotidiano. Viene inoltre raccomandato l’isolamento domiciliare, il mantenimento della distanza dagli altri conviventi, la ventilazione degli ambienti e l’utilizzo della mascherina chirurgica in caso di necessità di uscita. I contatti a basso rischio dovranno invece effettuare automonitoraggio dei sintomi per sei settimane.
Diagnosi, test e sicurezza nei laboratori
La strategia diagnostica indicata dal Ministero prevede l’utilizzo prioritario della PCR molecolare nei soggetti sintomatici, soprattutto in presenza di quadri clinici compatibili con la sindrome cardiopolmonare da hantavirus. I test sierologici diventano invece utili dopo la comparsa dei sintomi, mentre quelli eseguiti durante il periodo di incubazione potrebbero risultare falsamente negativi. Per eventuali casi sospetti le ASL dovranno fare riferimento all’INMI Spallanzani, individuato come centro nazionale operativo H24. Ampio spazio viene dedicato anche alla biosicurezza. Il virus Andes è classificato come agente biologico di gruppo 3 e i campioni dovranno essere gestiti con rigorose misure di contenimento, utilizzo di cappe biologiche e dispositivi di protezione adeguati.
Sorveglianza rafforzata anche nei porti e negli aeroporti
Gli USMAF, gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, sono stati invitati a rafforzare la sorveglianza su eventuali eventi sanitari sospetti a bordo di mezzi navali e aerei. Alle compagnie aeree viene inoltre richiesto di segnalare tempestivamente ogni sospetto caso infettivo e di collaborare alla raccolta dei Passenger Locator Form necessari per il tracciamento dei contatti. Nelle conclusioni della circolare il Ministero della Salute ribadisce che continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione dello scenario epidemiologico internazionale in raccordo con OMS, ECDC e organismi europei e internazionali, riservandosi l’adozione di eventuali ulteriori misure di sanità pubblica qualora emergessero nuove evidenze scientifiche o cambiamenti del quadro epidemiologico.
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