Un detergente naturale e biodegradabile a base di amido, ferro e acido tannico rimuove fino al 96% dei pesticidi da frutta e verdura e ne rallenta il deterioramento. Un recente studio, apre nuove prospettive per la sicurezza alimentare e la riduzione degli sprechi
Un lavaggio naturale, a base vegetale e completamente biodegradabile, potrebbe cambiare il modo in cui frutta e verdura arrivano sulle nostre tavole. È quanto emerge dallo studio della University of British Columbia pubblicato su ACS Nano, che ha testato una soluzione in grado di rimuovere fino al 96% dei residui di pesticidi e, allo stesso tempo, prolungare la conservazione degli alimenti. Il sistema si basa su minuscole particelle di amido, lo stesso carboidrato presente nel mais e nelle patate, rivestite con ferro e acido tannico, un composto di origine vegetale presente nel tè e nel vino. Quando queste sostanze interagiscono, formano aggregati spugnosi capaci di legare i residui di pesticidi e rimuoverli dalla superficie della frutta.
Efficacia superiore ai metodi tradizionali
Nei test condotti su mele trattate con pesticidi comunemente utilizzati, la soluzione ha mostrato un’efficacia compresa tra l’86% e il 96% nella rimozione dei residui chimici. Un risultato nettamente superiore rispetto al lavaggio con acqua corrente, bicarbonato o amido, che in genere elimina meno della metà dei residui. “Il nostro obiettivo era sviluppare un detergente semplice, sicuro ed economico, in grado di migliorare sia la sicurezza sia la qualità degli alimenti – spiega la coordinatrice dello studio, Tianxi Yang -. Le persone non dovrebbero essere costrette a scegliere tra mangiare frutta fresca e preoccuparsi di ciò che contiene”.
Un rivestimento che prolunga la freschezza
Oltre all’azione detergente, la soluzione forma un sottile rivestimento commestibile e biodegradabile che protegge la frutta. Il film naturale rallenta l’ossidazione e la perdita di acqua: le mele si imbruniscono più lentamente e l’uva mantiene consistenza e freschezza fino a 15 giorni a temperatura ambiente. Il rivestimento agisce come una “seconda pelle traspirante”, mantenendo più stabili zuccheri solubili e acidità. Lo studio segnala anche un possibile effetto antimicrobico e la presenza di micronutrienti come il ferro, entro limiti considerati sicuri per il consumo umano.
Dalla produzione industriale alla cucina domestica
Gli ingredienti economici e la facilità di miscelazione in acqua rendono il sistema potenzialmente scalabile per l’uso industriale nei processi di lavaggio della frutta prima della distribuzione. Le stime indicano un costo aggiuntivo di circa tre centesimi per mela. I ricercatori stanno inoltre valutando una versione domestica, sotto forma di spray o compressa da sciogliere in acqua. La ricerca si inserisce nel più ampio obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare e ridurre gli sprechi, in un contesto in cui una quota significativa della frutta e della verdura prodotta nel mondo viene persa lungo la filiera o dopo l’acquisto.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato