Lavoro e Professioni 2 Luglio 2026 10:06

Ostetrica di comunità, FNOPO: “L’emendamento è un passo importante, ora si arrivi all’istituzione del profilo”

Silvia Vaccari, presidente FNOPO: "Ora istituire il profilo dell’Ostetrica di Comunità che ad oggi ancora manca"

di Redazione
Ostetrica di comunità, FNOPO: “L’emendamento è un passo importante, ora si arrivi all’istituzione del profilo”

La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) accoglie con soddisfazione l’approvazione, in Commissione Affari Sociali della Camera, dell’emendamento che delega il Governo all’inserimento della professione sanitaria dell’ostetrica nell’ambito dei presidi territoriali di comunità. Per la Federazione si tratta di un risultato importante, che riconosce il contributo che le ostetriche già assicurano ogni giorno nell’assistenza territoriale e nella presa in carico della salute della donna, del neonato e della famiglia. “Accogliamo con grande soddisfazione l’approvazione di questo emendamento, perché rappresenta un importante riconoscimento del ruolo della professione ostetrica nei contesti di comunità e della funzione che le ostetriche svolgono, già oggi, nella tutela della salute della donna, del neonato e della famiglia all’interno della rete territoriale del Servizio sanitario nazionale. È un risultato che valorizza competenze consolidate e conferma quanto la professione sia centrale nei percorsi di prevenzione, promozione della salute e continuità assistenziale tra ospedale e territorio”, dichiara Silvia Vaccari, presidente della FNOPO.

Un lungo percorso di confronto istituzionale

L’inserimento della professione ostetrica nei presidi territoriali rappresenta infatti un ulteriore passo verso un modello di assistenza sempre più vicino ai bisogni delle persone, in linea con la riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77 e con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che da tempo evidenzia il ruolo strategico delle ostetriche nel migliorare gli esiti di salute materna e neonatale e nel rafforzare i servizi di prossimità. Per la Federazione questo risultato è anche il frutto di un lungo percorso di confronto istituzionale. “Questo traguardo, tuttavia, non rappresenta il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Negli ultimi anni la FNOPO ha lavorato con costanza al fianco delle istituzioni, mettendo a disposizione competenze tecnico-scientifiche e contribuendo in maniera significativa alla costruzione di un modello organizzativo che riconoscesse pienamente il valore dell’assistenza ostetrica territoriale. L’approvazione dell’emendamento è un segnale importante, che conferma la bontà del lavoro svolto e della visione condivisa con le istituzioni”.

Istituire il profilo dell’ostetrica di comunità

Nel corso degli anni la Federazione ha infatti promosso studi, elaborato proposte tecniche e partecipato ai tavoli di confronto istituzionali, sostenendo la necessità di rafforzare la presenza dell’ostetrica sul territorio quale professionista di riferimento per la salute sessuale e riproduttiva della donna lungo tutto l’arco della vita, dalla prevenzione alla gravidanza, dal puerperio al sostegno dell’allattamento e della genitorialità, fino all’accompagnamento nei percorsi di educazione alla salute. La FNOPO guarda ora avanti. “L’obiettivo che la comunità professionale continua a perseguire è quello di arrivare, attraverso i decreti attuativi e l’approvazione del disegno di legge sull’ostetrica di comunità e sul servizio di assistenza domiciliare postnatale, all’istituzione di uno specifico profilo dell’ostetrica di comunità, oggi ancora assente nel nostro ordinamento. È questo il passaggio necessario per dare piena attuazione al nuovo modello di assistenza territoriale, valorizzando in modo strutturato il contributo delle ostetriche e garantendo alle donne e alle famiglie servizi sempre più vicini, uniformi e di qualità su tutto il territorio nazionale”. La Federazione rinnova infine il proprio ringraziamento alle istituzioni che hanno sostenuto questo percorso e conferma la piena disponibilità a continuare a collaborare affinché il lavoro avviato trovi una rapida e concreta attuazione normativa, nell’interesse delle donne, dei bambini, delle famiglie e dell’intero Servizio sanitario nazionale.

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