Diciotto realtà sanitarie partecipano alla quinta Giornata promossa da ACOSI, tra visite guidate, mostre e iniziative culturali.
Ci sono luoghi nei quali la storia della medicina si intreccia con quella dell’arte, dell’architettura, della solidarietà e delle comunità che, nel corso dei secoli, hanno costruito attorno alla cura una parte importante della propria identità. Sono gli ospedali storici italiani, molti dei quali ancora oggi svolgono funzioni assistenziali e conservano al loro interno opere d’arte, biblioteche, antiche farmacie, strumenti scientifici e testimonianze di un passato che racconta anche l’evoluzione del diritto alla salute.
Domenica 18 ottobre questo patrimonio tornerà protagonista della quinta Giornata nazionale degli ospedali storici italiani, promossa dall’Associazione culturale ospedali storici italiani (ACOSI), con aperture straordinarie, visite guidate, concerti e iniziative culturali che coinvolgeranno 18 realtà ospedaliere da Nord a Sud del Paese. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Beni Culturali e Salute negli Ospedali Storici”, invita a riflettere sul rapporto tra bellezza, memoria e cura, ma anche sulla necessità di conservare e rendere accessibile un patrimonio che appartiene alla collettività.
La ricorrenza arriva in un momento particolare. Proprio il 15 ottobre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, promulgando la legge che istituisce la Giornata nazionale del riciclo della carta, ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere per richiamare l’attenzione sulla proliferazione delle Giornate nazionali istituite per legge.
Il Capo dello Stato ha osservato che il loro numero “sta vertiginosamente aumentando”, ricordando che sono ormai 51 e che 20 sono state istituite nell’attuale legislatura. Non tutte, ha sottolineato, presentano la stessa rilevanza, mentre il moltiplicarsi delle celebrazioni rischia di comprometterne l’efficacia e di gravare sulle istituzioni, a cominciare dalle scuole. Mattarella ha quindi esortato il Parlamento a contenere questa tendenza, richiamando la necessità di individuare strumenti diversi dalla legge per perseguire determinate finalità.
Il richiamo presidenziale offre uno spunto anche per riflettere sul significato dell’appuntamento dedicato agli ospedali storici che, è bene sottolinearlo, è un’iniziativa culturale promossa da ACOSI, non una delle Giornate istituite con legge dello Stato cui si riferisce il Presidente. A distinguerla è soprattutto la dimensione concreta delle attività proposte: non soltanto una celebrazione simbolica, ma la possibilità di restituire temporaneamente alla fruizione pubblica spazi e testimonianze spesso poco conosciuti, anche dagli stessi cittadini che frequentano gli ospedali per ragioni di salute. Insomma, una prospettiva che permette di guardare alla storia della sanità non come a un semplice esercizio di memoria, ma come a una parte dell’identità del Servizio sanitario e del rapporto di fiducia tra strutture di cura e comunità.
Tra le iniziative più significative figura quella della Ca’ Granda, il Policlinico di Milano, che aprirà straordinariamente il Museo “I Tesori della Ca’ Granda”, le sale capitolari e la Cripta. L’ingresso sarà libero, senza necessità di prenotazione, dalle 10 alle 18. Un percorso che consentirà ai visitatori di conoscere una parte della storia di una delle istituzioni sanitarie più importanti del Paese attraverso gli spazi e le testimonianze artistiche conservati nel complesso ospedaliero.
A Monza, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori dedicherà invece un approfondimento alle radici religiose e culturali dell’ospedale, con l’iniziativa “San Francesco e San Gerardo, radici e patrimonio di un ospedale”. Gli interventi ricostruiranno, tra l’altro, la storia dell’intitolazione dell’ospedale a San Francesco e il patrimonio iconografico e religioso conservato nella quadreria della struttura.
Ad Alessandria, l’Ospedale Civile aprirà le porte dalle 16, proponendo una visita al patrimonio storico-artistico e alla mostra “La cura tra le pagine. Libri antichi e storia della medicina nell’ospedale storico”, organizzata in collaborazione con la Biblioteca Civica. Saranno esposte cinquecentine e altri volumi antichi della biblioteca ospedaliera, mentre un breve concerto per flauto e chitarra completerà il programma.
Anche l’Ospedale Maggiore di Lodi parteciperà alla Giornata con un itinerario attraverso il complesso storico di Piazza Ospitale. Tra gli ambienti interessati figurano il Chiostro della Farmacia, la Sala Capitolare, l’Archivio storico, la Sala Serena e la Chiesa di Santo Spirito, che custodisce opere e strumenti musicali antichi. La visita, prevista dalle 10, sarà guidata dalla storica dell’arte Monja Faraoni.
Particolarmente articolato il programma toscano, coordinato dalla Fondazione Santa Maria Nuova. A Firenze, nell’omonimo ospedale, alle 10 si terrà l’incontro “L’Arte che cura: esperienze nel Museo di Santa Maria Nuova”, seguito alle 11 da un concerto del Conservatorio Luigi Cherubini nella Chiesa di Sant’Egidio. Sono previste anche visite guidate al percorso museale.
La Giornata coinvolgerà inoltre la Spezieria dell’Ospedale Serristori di Figline Valdarno, l’ex Ospedale Misericordia e Dolce di Prato, aperto eccezionalmente, e il Museo dello Spedale del Ceppo di Pistoia, dove sarà possibile visitare anche il Teatro anatomico.
A Bologna saranno protagonisti due luoghi di particolare interesse storico e artistico. L’AUSL organizzerà visite guidate al Santuario di Santa Maria della Vita, mentre l’Istituto Ortopedico Rizzoli aprirà il complesso monumentale di San Michele in Bosco e la Biblioteca Umberto I. Quest’ultima custodisce una rara collezione di testi ortopedici e strumenti chirurgici, oltre agli affreschi seicenteschi di Domenico Maria Canuti e a un grande mappamondo realizzato nel Settecento.
In Romagna l’iniziativa assumerà anche una dimensione tecnologica. All’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì sarà presentato il patrimonio storico sanitario attraverso il corridoio immersivo realizzato nell’ambito del progetto “La Cura attraverso l’Arte – Museo Diffuso dell’Arte Sanitaria Romagnola”, finanziato con risorse regionali del programma FESR 2021-2027. Nel pomeriggio sono previste visite al parco e ai padiglioni storici dell’ospedale, tra architettura, paesaggio e memoria sanitaria.
A Roma, il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia offrirà visite guidate alla Biblioteca Lancisiana (nella foto), alla Spezieria, al Cortile, alla Loggia e al Salone del Commendatore, dove nel tardo pomeriggio si terrà un concerto di musica antica dell’Ensemble “La Fontegara”.
L’ASL Roma 1 aprirà inoltre il Museo Laboratorio della Mente, nell’ex complesso psichiatrico di Santa Maria della Pietà, con un percorso dedicato alla storia e alle trasformazioni del manicomio provinciale di Roma. Un’occasione per ripercorrere anche l’evoluzione dell’assistenza psichiatrica e dei luoghi destinati alla salute mentale.
Sempre nella Capitale, l’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata proporrà sei turni di visite guidate attraverso le Antiche Corsie, con un itinerario che spazia dal XIV al XX secolo e comprende la Corsia Vecchia, la Corsia Nova, il Cortile monumentale e la Corsia delle Donne.
A Napoli, tra le iniziative già annunciate, l’IRCCS Santobono-Pausilipon aprirà il plesso Ravaschieri, dove sarà possibile conoscere la storia dell’Ospedale chirurgico Lina Ravaschieri, fondato nel 1880 e indicato dall’Azienda come il primo ospedale chirurgico pediatrico d’Italia, e dell’Istituto Ortopedico Teresa Ravaschieri, inaugurato nel 1900. Alle visite, previste dalle 16, seguirà il concerto “Note di Cura”.
Nel programma nazionale figurano inoltre l’Ospedale Cardarelli, l’Ospedale dei Colli e il complesso degli Incurabili con il Museo delle Arti Sanitarie, a testimonianza della ricchezza della storia ospedaliera partenopea.
Completano la rete nazionale delle strutture partecipanti gli Spedali Civili di Brescia, gli Ospedali Galliera di Genova e l’Ospedale Civile Santi Giovanni e Paolo di Venezia. A Genova è annunciata una visita guidata al patrimonio storico e culturale del Galliera, dalle 14.30 alle 16.30.
La Giornata del 18 ottobre coincide anche con un passaggio significativo sul piano istituzionale. Il 30 settembre scorso, durante una conferenza stampa al Senato, ACOSI ha presentato una proposta di modifica del decreto legislativo 502 del 1992, finalizzata al riconoscimento giuridico della qualifica di “Ospedale Storico”.
L’obiettivo è affrontare una questione che riguarda numerose strutture sanitarie italiane: la necessità di conciliare le attività cliniche e assistenziali con la conservazione di edifici monumentali, biblioteche, archivi e collezioni artistiche, spesso soggetti a vincoli di tutela e a costi di manutenzione particolarmente elevati. La proposta prevede, tra le altre misure, la possibilità per le Regioni di destinare risorse specifiche alla conservazione di questo patrimonio, l’impiego di professionalità specializzate nella gestione dei beni culturali e l’istituzione di un Comitato nazionale degli ospedali storici presso il Ministero della Salute. Si tratta, al momento, di un’iniziativa normativa presentata dall’associazione, non di disposizioni già in vigore.
È probabilmente questo l’aspetto che conferisce maggiore significato alla ricorrenza. La valorizzazione degli ospedali storici non riguarda soltanto la possibilità di ammirare edifici e opere d’arte, ma pone una questione concreta di gestione del patrimonio pubblico, di sostenibilità economica e di rapporto tra sanità e cultura. Un tema che va oltre la singola celebrazione e che, anche alla luce delle osservazioni di Mattarella, richiama il valore delle iniziative capaci di produrre effetti duraturi. Perché aprire le porte degli ospedali storici per un giorno significa riscoprire una parte importante della storia del Paese; riuscire a conservarli, valorizzarli e renderli stabilmente accessibili rappresenta una sfida ben più impegnativa.