One Health 17 Gennaio 2025 10:38

Virus Marburg, la Tanzania respinge l’alert dell’Oms: “Tutti i campioni dei casi sospetti analizzati sono negativi”

La Tanzania ha sperimentato il suo primo focolaio di Marburg a marzo 2023 nel distretto di Bukoba. La malattia, altamente contagiosa, è simile all'Ebola e i suoi sintomi sono febbre, dolori muscolari, diarrea, vomito e, in alcuni casi, morte per grave emorragia
di I.F.
Virus Marburg, la Tanzania respinge l’alert dell’Oms: “Tutti i campioni dei casi sospetti analizzati sono negativi”

La Tanzania respinge l’alert diffuso nei gironi scorsi dall’Organizzazione mondiale della sanità su un sospetto focolaio di malattia da virus Marburg intercettato a nord-ovest del Paese. L’Oms aveva diffuso la notizia di nove casi sospetti, di cui otto morti, nella regione di Kagera. Ma, come riporta la ‘Bbc online’, in una dichiarazione il ministro della Salute del Paese africano, Jenista Mhagama, ha affermato che dopo l’analisi dei campioni, tutti i casi sospetti sono risultati negativi al virus di Marburg. Il ministro ha aggiunto che sono stati rafforzati i sistemi di sorveglianza e monitoraggio delle malattie e ha assicurato “alle organizzazioni internazionali, tra cui l’Oms, che le terremo sempre aggiornate sugli sviluppi in corso”.

Il focolaio del 2023

La Tanzania ha sperimentato il suo primo focolaio di Marburg a marzo 2023 nel distretto di Bukoba. È durato due mesi e in quel contesto il virus ha ucciso sei persone. La malattia, altamente contagiosa, è simile all’Ebola e i suoi sintomi sono febbre, dolori muscolari, diarrea, vomito e, in alcuni casi, morte per grave emorragia. L’Oms ha avvertito che il rischio che il sospetto virus si diffonda nella regione resta “alto” perché Kagera è un nodo di transito con molti movimenti transfrontalieri verso la Repubblica democratica del Congo, l’Uganda, il Burundi e il Ruanda. Al momento però non sono state raccomandate restrizioni ai viaggi o al commercio, ha specificato di nuovo ieri il Dg dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Il rischio globale legato a questo sospetto focolaio, ha precisato l’agenzia Onu per la salute, è invece “basso”.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornati

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti