Voci della Sanità 23 Aprile 2019

Sri Lanka, Co-mai e Cili-Italia: «Condanna degli attentati e solidarietà ai cristiani nel mondo»

«Nessuno al mondo, di qualsiasi religione, ha il diritto né gli alibi per uccidere nel nome delle religioni» spiega Foad Aodi fondatore delle Co-mai e dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi)

«No alla guerra elle religioni e alle festività», così le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e la Confederazione Internazionale laica interreligiosa (Cili-italia) condannano senza ambiguità e con forza «gli attentati disumani e razzisti contro i cristiani in Sri Lanka, che hanno causato oltre 300 morti, 500 feriti e paura tra la popolazione dello Sri Lanka e i turisti stranieri».

«Proprio nel nostro augurio a tutti gli amici e fratelli cristiani abbiamo auspicato che questa Pasqua possa dare segnali di cambiamenti nel mondo a favore del dialogo e la proficua convivenza interculturale e interreligioso e dare fine ai vari conflitti nel mondo in Libia, Siria, Yemen, Iraq, Sudan, Somalia, Palestina, Africa e Asia», dichiara Foad Aodi, fondatore delle Co-mai e dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) che sta seguendo la situazione con angoscia esprimendo la vicinanza e solidarietà alla comunità dello Sri Lanka in Italia e ai cristiani nel mondo.

«Nessuno al mondo, di qualsiasi religione, ha il diritto né gli alibi per uccidere nel nome delle religioni» continua Foad Aodi che ringrazia Papa Francesco «unico nel mondo che non si stanca mai di fare i suoi appelli a favore del dialogo interreligioso, interculturale e la fine dei conflitti come ha fatto anche nella giornata di Pasqua. Spero che anche per il mondo musulmano arrivi una personalità come Papa Francesco che possa unire e far parlare tutti in una voce che unisce e non divide isolando il terrorismo che danneggia tutti compreso i veri musulmani».

«Ci auspichiamo che anche il mondo politico faccia altrettanto e combatta il terrorismo con leggi più severe, maggiore prevenzione e collaborazione internazionale tra tutte le forze di polizia e ministeri degli Affari Esteri e Interni», conclude Aodi ribadendo che «servono più politiche dei due binari: da una parte garantire la sicurezza a tutti e dall’altra parte promuovere politiche per l’integrazione e il dialogo interculturale per combattere il terrorismo e il razzismo religioso».

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