Voci della Sanità 13 Settembre 2016

OMCeO Bari: nuova campagna per raccontare le due facce della sanità

La nuova campagna promossa dall’Ordine dei Medici di Bari denuncia i tagli alla sanità attraverso i due volti della sanità: quello del paziente e del medico. Affissa sui muri di tutta la città, approderà presto sul grande schermo dei cinema. “Le politiche sanitarie degli ultimi anni – spiega in una nota l’ ordine –  hanno […]

La nuova campagna promossa dall’Ordine dei Medici di Bari denuncia i tagli alla sanità attraverso i due volti della sanità: quello del paziente e del medico. Affissa sui muri di tutta la città, approderà presto sul grande schermo dei cinema.

Le politiche sanitarie degli ultimi anni – spiega in una nota l’ ordine –  hanno inseguito la sostenibilità economica, attraverso tagli che hanno indebolito le strutture sanitarie e danneggiato i cittadini, ma anche leso profondamente l’autonomia e l’indipendenza della professione. In strutture spesso accorpate nonostante le funzioni differenti, prive di mezzi, ormai cronicamente sotto organico, i medici sono stati caricati di responsabilità e ruoli impropri. Si trovano quindi nella condizione di chi è costretto a negare servizi ai pazienti. Così il medico diventa agli occhi dei cittadini l’odioso antagonista e non l’alleato che opera in scienza e coscienza per il bene del paziente. E il rapporto di fiducia, su cui è costruita tutta l’impalcatura della professione sanitaria, si sgretola”.

La campagna multisoggetto presenta due volti divisi a metà in ogni cartellone, a comporre le due “facce” del disagio. C’è la giovane donna che deve sottoporsi ad un controllo: “La mammografia tra dieci mesi… e se è un tumore?!”. Accanto a lei una dottoressa: “Il personale medico non è sufficiente…”. C’è il paziente che si reca dalla guardia medica: “Era indecisa se farmi entrare… mica sono un delinquente! E la guardia medica donna: “Da sola. In guardia medica. Di notte… ho paura.”. C’è il paziente in sala d’attesa: “Aspetto di essere visitato da più di tre ore…” E il medico sottoposto a turni massacranti: “Non ho più un momento di pausa”.

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