Voci della Sanità 3 Dicembre 2019 16:53

L’Osservatorio Italiano per il Carcinoma della Tiroide (ITCO) apre la strada alla “digital pathology”

Si è tenuto a Roma lo scorso 22 novembre, il meeting nazionale dell’Osservatorio Italiano per il Carcinoma della Tiroide. L’incontro, che è stato promosso dal prof. Sebastiano Filetti, past-president dell’ITCO Foundation, ha posto le basi per creare una rete di collaborazione e condivisione tra gli anatomo-patologi che contribuiscono alla casistica dei Centri afferenti all’Osservatorio e tutti coloro che si confrontano con la diagnosi delle malattie nodulari della tiroide.

«L’Osservatorio intende farsi animatore, sia a livello nazionale che internazionale, di un approccio multidisciplinare, che promuova la sinergia delle varie discipline e conoscenze con l’obiettivo di favorire e sviluppare l’interazione scientifica, professionale e operativa tra professionisti di vari settori coinvolti nella gestione delle neoplasie tiroidee», afferma il Prof. Cosimo Durante, Presidente ITCO. Attualmente l’Osservatorio include 50 Centri provenienti da tutta Italia, con oltre 7mila casi registrati, il cui follow-up viene aggiornato continuamente, producendo un database di straordinario valore per analizzare, indicare e comunicare i dati epidemiologici e di sorveglianza relativi alla malattia nodulare e neoplastica tiroidea, individuare i fattori coinvolti nella aggressività tumorale e di conseguenza sviluppare strumenti di guida indirizzati alla valutazione di interventi mirati alla malattia tumorale tiroidea.

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Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento delle diagnosi di tumore tiroideo e, parallelamente, sono state introdotte nuove entità e ulteriori classificazioni per questa neoplasia. Affinché queste siano implementate ed utilizzate in modo uniforme, però, è opportuna una condivisione dei criteri diagnostici tra gli operatori del settore che concorrono alla gestione del paziente con tumore tiroideo.  «L’uniformità diagnostica oltre a consentire un omogeneo management del paziente, è fondamentale per le raccolte dati e le verifiche in follow-up della effettiva efficacia delle nuove classificazioni in termini di recidiva di malattia e di sopravvivenza malattia specifica dei pazienti», sostiene Anna Crescenzi, responsabile UOC anatomia patologica del Campus Bio-Medico, che con i Prof.ri Francesco Nardi, Guido Fadda e Cira Di Gioia ha curato l’organizzazione scientifica dell’evento.

Durante l’incontro, i maggiori esperti di patologia tiroidea si sono confrontati con il pubblico presente in sala sui moderni criteri diagnostici, per favorire la creazione di un comune linguaggio. L’uniformità diagnostica passa, tuttavia, attraverso la condivisione della casistica ed il confronto tra patologi che spesso è reso complesso dalle distanze. È necessario adesso un cambio radicale del modello lavorativo, che coinvolge tutte le figure professionali dal medico al tecnico di laboratorio, e che ci sposta nell’era digitale a cui già ci hanno abituato molti dispositivi che usiamo nella vita quotidiana. La medicina digitale si avvale oggi di “interconnessioni” tra i diversi operatori sanitari, per scambio di dati clinici e morfologici come strumento per la corretta interpretazione di aspetti complessi e per la riproducibilità diagnostica.

L’ITCO avvia un innovativo progetto di associazione del caso clinico con il rispettivo preparato istologico digitalizzato. Il vetrino digitale facilita il processo di condivisione attraverso la tele-consulenza, offre la possibilità di discussione con patologi dedicati per arrivare così alla concordanza e standardizzazione diagnostica, permette attività scientifiche come la valutazione retrospettiva di fattori morfologici prognostici. Il database ITCO integrato con le immagini microscopiche digitalizzate si pone come il primo registro dinamico con correlazione clinico-morfologica-molecolare al servizio della comunità medica e scientifica nazionale per offrire la migliore assistenza ai pazienti con carcinoma tiroideo.

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