Contributi e Opinioni 18 Febbraio 2022 16:08

L’Italia ha i suoi primi sedici Community Engagement Consultants (CEC)

Terminato il Corso di Alta Formazione di Hermes University e Università Europea di Roma, il CEC è il profilo professionale emergente nel settore dell'advocacy

L’Italia ha i suoi primi sedici Community Engagement Consultants.

Sedici CEC, infatti, hanno concluso a febbraio il corso di Alta Formazione organizzato dall’Hermes University, in collaborazione con l’Università Europea di Roma (UER), superando il relativo esame d’idoneità, grazie al quale hanno ricevuto l’attestato professionale e maturato sei CFU. I CEC hanno consolidato la loro esperienza nella pianificazione e nella realizzazione di un efficace coinvolgimento della comunità, in particolare nei confronti di persone con patologia cronica e rara. Attraverso singoli servizi o pianificazioni strategiche, ora i Community Engagement Consultants supporteranno aziende e associazioni pazienti nel coinvolgimento e nella consultazione della comunità di riferimento e dei loro stakeholders.

Il Community Engagement Consultant (CEC) è il profilo professionale emergente nel settore dell’advocacy, figura già consolidata all’estero, soprattutto nei Paesi anglosassoni. Se ne occupano da alcuni anni le più grandi società internazionali di consulting come Deloitte, Cigna, e Capire, che oggi ricercano questa figura a Boston e Denver, con un compenso previsto fra 60.000 e 100.00 sterline all’anno. Anche la World Health Organization ha recentemente assunto un CEC, descritto come il professionista che segue la comunità attraverso progetti di promozione della salute e prevenzione delle malattie.

I sedici Community Engagement Consultants hanno appreso conoscenze comunicative tout court, acquisendo consapevolezza nelle modalità di comunicare le informazioni scientifiche, nel fare rete ed engagement.

I nuovi Community Engagement Consultants (CEC) hanno capacità e competenze per soddisfare le esigenze di particolari comunità, come quelle di persone con malattie croniche e rare, esigenze particolari che possono essere affrontate solo da chi ha un background nel terzo settore ed ha acquisito specifiche conoscenze di engagement e negoziazione. Spesso le community nascono in modo spontaneo e non contengono, al loro interno, professionisti in grado di comunicare con un linguaggio tecnico e adottare strategie efficaci di engagement. In ambito sanitario questo si ripercuote tanto sull’identificazione degli obiettivi, quanto sui tempi per il raggiungimento dei risultati.

«C’è stato un grande coinvolgimento degli allievi durante questo corso – il commento della docente Silvia Battisti –L’attenzione e la curiosità sono state altissime. Abbiamo tenuto lezioni interattive che hanno visto il pieno coinvolgimento dei nuovi CEC, che adesso potranno spendersi questa nuova professionalità in un mercato tutto da costruire in Italia».

«Ho maturato l’idea di realizzare un corso per Community Engagement Consultant, coinvolgendo la Hermes University, a cui si è affiancata l’Università Europea di Roma, e gli altri miei due colleghi docenti, grazie alla mia esperienza professionale e nel mondo associativo», ha affermato la docente Carola Pulvirenti.

«Il settore della comunicazione, del quale mi sono occupato durante il corso formativo, è un aspetto indispensabile, oggigiorno, per i processi aziendali e associativi nel senso più ampio del termine e, con la pandemia, abbiamo toccato con mano quanto sia carente una buona attività comunicativa a vantaggio dei cittadini – le parole del docente Giuseppe Formato – Per comunicare nel settore sanitario e per saper comunicare con pazienti, utenti e cittadini è necessaria un’adeguata preparazione, grazie alla quale possiamo confrontarci, permettendo al nostro utente di diventare un cittadino consapevole, grazie a un linguaggio semplice e diretto».

 

 

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