In Italia il 10-17% dei bambini è obeso e fino al 39% è in sovrappeso, con oltre 100mila casi di obesità grave. La SIO rilancia l’allarme nel corso del Congresso di Istanbul e punta sulla prevenzione nelle scuole con il progetto SIO-STEP
Un nuovo e imponente studio condotto dall’Università di Lund (Svezia) su oltre 600mila persone accende i riflettori sugli effetti dell’obesità in età giovanile. I risultati, pubblicati su eClinicalMedicine (gruppo The Lancet), indicano che l’insorgenza dell’eccesso ponderale prima dei 30 anni può aumentare fino al 70% il rischio di morte prematura. Un dato che la Società Italiana dell’Obesità (SIO) ha rilanciato in occasione dell’European Congress on Obesity 2026 in corso a Istanbul, trasformandolo in un appello urgente alla prevenzione. Secondo gli esperti, il problema non riguarda solo il presente ma compromette in modo strutturale la salute futura, con effetti su metabolismo, sistema cardiovascolare e sviluppo di patologie croniche come diabete e ipertensione. In questo scenario nasce il progetto SIO-STEP, pensato per intervenire direttamente nei contesti educativi e familiari.
Lo studio svedese: il “punto di non ritorno” dei 30 anni
La ricerca coordinata dall’Università di Lund ha analizzato decenni di dati clinici, evidenziando un legame diretto tra obesità precoce e riduzione dell’aspettativa di vita. Secondo gli studiosi, il grasso viscerale accumulato in giovane età non è un semplice fattore estetico, ma un attivatore di processi metabolici e infiammatori che si consolidano nel tempo. Questo squilibrio precoce favorisce l’insorgenza di malattie croniche e rende più difficile qualsiasi inversione di rotta dopo i 30 anni, identificati dagli specialisti come una vera e propria soglia biologica critica.
L’allarme della SIO: bambini sempre più esposti al rischio. I dati italiani
In Italia la situazione appare particolarmente preoccupante. La Società Italiana dell’Obesità (SIO), infatti, segnala che nella fascia 7-9 anni tra il 10% e il 17% dei bambini è obeso, mentre fino al 39% risulta in sovrappeso. Numeri che collocano il Paese tra i più colpiti in Europa. Il fenomeno è ancora più evidente nel Mezzogiorno, dove si registra un forte squilibrio territoriale: in Campania, ad esempio, circa il 43,2% dei bambini tra 8 e 9 anni presenta eccesso ponderale. Un trend che, secondo gli specialisti, potrebbe portare a una generazione con un rischio sanitario significativamente più alto rispetto al passato.
SIO-STEP: la scuola come strumento di prevenzione
Per affrontare questa emergenza, la SIO ha avviato il progetto SIO-STEP (Sviluppo Territoriale Educativo per la Prevenzione), un intervento strutturato che coinvolge 40 scuole primarie italiane in un trial controllato randomizzato. L’iniziativa si basa su tre pilastri fondamentali: incremento dell’attività fisica e educazione alimentare tra gli studenti, formazione specifica per gli insegnanti e coinvolgimento diretto delle famiglie. L’obiettivo è interrompere il ciclo di sedentarietà e cattive abitudini che spesso si consolidano già nei primi anni di vita, trasformando la scuola in un presidio stabile di salute pubblica.
Un modello di prevenzione per il futuro
Il progetto sarà monitorato per due anni per valutarne l’efficacia nel modificare in modo duraturo gli stili di vita. L’ambizione della SIO è quella di creare un modello replicabile su scala nazionale, capace di integrare la prevenzione direttamente nel sistema educativo. L’orizzonte è anche europeo: l’iniziativa potrebbe concorrere a un bando Horizon Europe, con l’obiettivo di trasformare i risultati scientifici in politiche pubbliche concrete. In questa visione, la scuola diventa il principale punto di intervento per ridurre il pericoloso impatto dell’obesità sulle nuove generazioni.
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