
Uno studio su quasi un milione di persone collega il consumo di tè e caffè molto caldi a un rischio più elevato di carcinoma a cellule squamose dell’esofago. Il ruolo della temperatura.
Una revisione di 163 studi su oltre 15mila adulti analizza 137 interventi tra integratori e prodotti di origine vegetale. Omega-3, vitamina D e iperico mostrano segnali favorevoli, ma gli autori invitano alla cautela
Uno studio su oltre 112mila adulti statunitensi rileva un rischio 2,45 volte maggiore di cancro allo stomaco tra chi consuma almeno una bevanda zuccherata al giorno.
I disturbi alimentari non riguardano solo le famiglie più agiate: la revisione di decine di studi mostra una maggiore presenza di sintomi tra gli adolescenti che vivono in condizioni socioeconomiche più svantaggiate, con possibili implicazioni per diagnosi precoce, prevenzione e accesso alle cure
Uno studio della Queen Mary University di Londra individua nel lievito un meccanismo attraverso cui la caffeina attiva AMPK, sistema coinvolto nell’energia, nella risposta allo stress e nella riparazione del DNA.
Un ampio studio europeo su oltre 51mila persone mostra che il calo dell’appetito può anticipare debolezza muscolare, disabilità e riduzione della qualità di vita
Uno studio francese su oltre 100mila persone rileva un'associazione tra la variazione degli orari dei pasti tra settimana e weekend e un maggiore rischio di malattie cardiovascolari negli uomini.
Uno studio italiano su 938 gravidanze mostra un’associazione tra alimentazione materna nel primo trimestre e traiettoria di crescita fetale, soprattutto nei maschi
Niente demonizzazioni o messaggi semplicistici, ma concetti quali qualità complessiva della dieta, sulle porzioni e sull'educazione alimentare. Michele Carruba spiega come affrontare il tema nella pratica quotidiana
Una ricerca messicana ha analizzato i dati di 2.834 giovani tra 10 e 17 anni per stimare quanto cambierebbero peso e consumo calorico eliminando la pubblicità televisiva di alimenti e bevande non salutari
Seguendo quasi 10mila donne per 10 anni, i ricercatori hanno osservato che 2-3 tazze di caffè al giorno non erano associate a una minore densità ossea. Il quadro cambia con consumi molto elevati.
Dalla dieta senza glutine alla prevenzione delle contaminazioni, dalla mensa alle merende fino all’educazione alimentare: i consigli dell'AIC per famiglie, scuole e personale scolastico, in vista del ritorno in classe di oltre 34mila studenti celiaci
Uno studio dell’Università del Michigan, condotto su oltre 2mila adulti seguiti per più di vent’anni, rileva un’associazione tra difficoltà di accesso al cibo e demenza probabile
Un nuovo studio ribalta la prospettiva sull'alimentazione dei nostri antenati: non solo carne e proteine, ma anche frutta, miele e poi gli amidi avrebbero avuto un ruolo decisivo nello sviluppo del cervello
Informazione e sensibilizzazione nei mercati di Campagna Amica, negli agriturismi e sui social per promuovere un'alimentazione sana e contrastare il consumo di cibi ultraformulati.
Bere prima di avvertire la sete, puntare su frutta e verdura di stagione, limitare alcol e bibite zuccherate e prestare attenzione alla conservazione degli alimenti: la guida dell’Istituto superiore di sanità
Un'analisi con intelligenza artificiale identifica tre modelli alimentari associati a mortalità, rischio cardiovascolare e aspettativa di vita. A fare la differenza non sono solo i singoli alimenti, ma le loro combinazioni.
La morte di Mattia Maestri, il bambino trentino rimasto per anni in stato vegetativo dopo un'infezione da Escherichia coli contratta nel 2017, riporta l'attenzione sulla sicurezza del latte crudo e dei prodotti che lo contengono
Diminuire l'apporto di proteine nella dieta, o limitarne alcune in particolare, potrebbe aiutare l'organismo a invecchiare meglio. È l'ipotesi rilanciata da una review pubblicata su Cell Press Blue
Una ricerca sostiene che il rialzo del BMI nei bambini non indica un aumento del grasso, ma la normale crescita della massa muscolare.
Per gli autori di una revisione pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition, le strategie di salute pubblica dovrebbero affiancare alla riduzione del sodio un maggiore apporto di potassio
Uno studio sulla popolazione britannica esposta al razionamento dello zucchero negli anni ’50 rileva associazioni con un minore rischio di Alzheimer, demenza, ansia e depressione in età adulta.
Ricette casalinghe e prodotti industriali a confronto: la qualità dipende dalla formulazione complessiva, non dal numero degli ingredienti
Uno dei più ampi studi sulle preferenze gustative suggerisce che alcune varianti genetiche possono influenzare il desiderio di alimenti ricchi di zuccheri e grassi e aumentare il rischio di diabete e obesità
Fare colazione aiuta gli adolescenti ad assumere più nutrienti essenziali e a ridurre il consumo di dessert, caramelle e zuccheri aggiunti. I risultati arrivano da uno dei più ampi studi controllati mai condotti sul tema.
L'ex commissario della Food and Drug Administration Scott Gottlieb invita alla prudenza: "Non sappiamo se sia coinvolta un'unica area di produzione"
Uno studio pilota su donne anziane in sovrappeso mostra che limitare i pasti a una finestra di 8-9 ore migliora pianificazione e memoria, pur con una perdita di peso simile a quella ottenuta con la sola restrizione calorica.
Uno studio seguito per 25 anni collega il consumo abituale di bevande zuccherate e succhi di frutta durante l'infanzia a un maggiore rischio di pressione alta in età adulta. La frutta intera emerge come l'alternativa più protettiva.
Una ricerca pubblicata su Obesity spiega perché per alcune persone controllare la fame può essere più difficile: sotto osservazione i meccanismi cerebrali che regolano desiderio, ricompensa e sazietà
Processo tecnologico non coincide automaticamente con rischio per la salute. Evidenze disponibili suggeriscono che l'effetto degli alimenti dipende dall'interazione tra composizione nutrizionale, matrice alimentare e modalità di consumo