
In Italia mancano ancora stime nazionali affidabili sulla diffusione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Alla vigilia della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla del 15 marzo inaugurata la nuova iniziativa di monitoraggio
Il consumo regolare di mandorle può migliorare diversi parametri del metabolismo lipidico: dalla riduzione del colesterolo LDL e ApoB ad un equilibrio più sano tra i principali marcatori associati al rischio cardiovascolare
Consumare la giusta quantità di fibre ogni giorno può sostenere il microbiota, regolare glicemia e colesterolo e ridurre il rischio di obesità e diabete.
Un nuovo studio conferma l’importanza delle proteine vegetali minimamente processate nella prevenzione dell’ipertensione. Anche le proteine animali minimamente lavorate possono essere incluse senza aumentare significativamente il rischio
Uno studio EWG mostra che chi consuma più prodotti con residui elevati, come fragole e spinaci, presenta biomarcatori urinari di pesticidi significativamente più alti.
Nel mondo 188 milioni di bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni vivono con obesità, secondo l’ultimo rapporto UNICEF: per la prima volta il sovrappeso supera il sottopeso, svolta nella mappa globale della malnutrizione
Il peso corporeo incide in modo rilevante sulla fertilità. Sovrappeso e obesità aumentano insulino-resistenza, infiammazione sistemica e stress ossidativo, riducendo qualità ovocitaria, risposta ovarica alla stimolazione e probabilità di concepimento spontaneo o mediante fecondazione assistita. Ma ancora più rilevante è la composizione corporea.
SIE e ADI aggiornano il modello UNESCO: nella nuova piramide mediterranea il timing dei pasti diventa centrale per metabolismo e peso
Uno studio rivela che le aree cerebrali della ricompensa restano attive anche dopo la sazietà. Il desiderio di cibo può nascere da automatismi neurali, non dalla fame reale.
Un ampio studio internazionale ha analizzato l’associazione tra diete vegetariane, vegane e a base di pollame o pesce e il rischio di 17 tipi di tumore. I risultati mostrano vantaggi e criticità, con differenze importanti tra i vari modelli alimentari
Secondo Greenpeace, il calore del microonde o del forno può favorire il rilascio di centinaia di migliaia di particelle e sostanze chimiche tossiche dai contenitori in plastica ai cibi.
Secondo i dati della English Longitudinal Study of Ageing, la povertà energetica è collegata a un calo della qualità della dieta, soprattutto in termini di consumo di frutta e verdura.
Uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry analizza i potenziali rischi: le cellule coltivate contengono meno allergeni tradizionali ma possono provocare reazioni più forti in alcune persone sensibili all’alfa-gal, ovvero un zucchero presente nella carne rossa dei mammiferi
Uno studio della Northwestern Medicine mostra che anticipare l’ultimo pasto migliora pressione, battito e glicemia, senza ridurre le calorie.
I dati di 22 studi randomizzati indicano che il digiuno intermittente non offre vantaggi clinicamente rilevanti rispetto alle raccomandazioni dietetiche convenzionali.
Gli esperti della piattaforma Dottore ma è vero che...?, promossa dalla FNOMCeO, mettono sotto la lente i tradizionali cibi legati alla passione. Tra scienza e leggenda, cosa ha basi reali e cosa resta pura suggestione
Uno studio rivela che un’alimentazione vegetale a basso contenuto di grassi abbassa il fabbisogno di insulina, migliora peso e colesterolo e riduce i costi quotidiani.
Insetti allevati con scarti agroindustriali, microalghe ad alto contenuto proteico e recupero di Omega-3 dai residui ittici. Con il progetto europeo PROTEIN4IMPACT ENEA punta a sviluppare nuove fonti proteiche sostenibili
Un nuovo studio collega snack, bibite e cibi industriali a un forte aumento delle malattie cardiovascolari. Ridurne il consumo può diventare cruciale per la salute pubblica.
Al 3° Convegno SINU Giovani, gli esperti hanno sottolineato l’urgenza di contrastare miti alimentari e fornire informazioni corrette. Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, alla dieta dello sportivo e a strategie nutrizionali personalizzate
Fino a tre tazze di caffé con caffeina al giorno e due di tè riducono del 18% il rischio di demenza. Nessun beneficio dal decaffeinato. Cosa dice lo studio pubblicato su Jama?
Genitori e cittadini sollecitano investimenti sull’educazione al cibo fin dall’infanzia per contrastare sovrappeso e obesità. Al centro la Dieta Mediterranea, la riduzione dei cibi ultra-processati, lo stop al junk food nelle scuole, il rilancio delle mense sane e la promozione dell’attività fisica come alleata della salute
Oltre due decenni di monitoraggio mostrano un legame tra abitudini alimentari sane e minore rischio di ictus. Benefici confermati anche dopo aver corretto altri fattori di rischio.
Il 10 febbraio si celebra la Giornata mondiale dei legumi. A spiegare perché dovremmo portarli più spesso in tavola e come orientarsi tra le diverse varietà sono gli esperti dell’Istituto superiore di sanità
Uno studio su pazienti non responsivi agli antidepressivi mostra un lieve miglioramento dei sintomi dopo sei settimane di dieta povera di carboidrati.
Uno studio americano mostra che cene familiari regolari e di qualità riducono il consumo di alcol e droghe negli adolescenti, rafforzando dialogo, fiducia e presenza genitoriale.
Una nuova ricerca italiana evidenzia come la qualità della dieta post-cancro influisca sulla sopravvivenza. I Chi consuma molti alimenti ultraprocessati presenta un rischio maggiore di morte, mentre privilegiare cibi freschi e poco lavorati può fare la differenza
La malnutrizione colpisce fino all’80% dei pazienti oncologici e può compromettere l’efficacia delle terapie. In Senato, nella Giornata mondiale contro il cancro, esperti e istituzioni rilanciano il ruolo dei supplementi nutrizionali orali
L’analisi dei ricercatori del Dipartimento di Scienze e Bio-Tecnologie per alimenti, nutrizione e salute dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Cresce anche il consumo di acqua, si riduce la sedentarietà
La ricerca è frutto della collaborazione tra l’Università di Roma Tor Vergata, Sapienza Università di Roma e l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr