
Uno studio statunitense su oltre mille adulti esplora il rapporto tra alimentazione intuitiva, stili di vita e salute cardiometabolica, trovando associazioni interessanti con ipertensione, colesterolo alto e diabete
Il 10 ottobre torna l'Obesity Day, la campagna nazionale promossa dalla Fondazione ADI. Al centro della 26ª edizione ci sono le abitudini alimentari e gli stili di vita delle persone immigrate in Italia
L'analisi di oltre 9.000 pasti suggerisce che una dieta ricca di zuccheri durante gli antibiotici possa favorire l'alterazione del microbiota e la proliferazione di batteri opportunisti.
Una revisione di 22 studi suggerisce che i grassi trans naturalmente presenti in latte, burro, yogurt e formaggio non aumentino il rischio cardiovascolare o di diabete di tipo 2.
Osservato un legame tra infiammazione, attività della corteccia prefrontale e avversione allo sforzo. Un trattamento antinfiammatorio ha attenuato questi effetti in donne con obesità.
Ricercatori del Virginia Tech hanno osservato differenze nella risposta insulinica, nell’utilizzo dei carboidrati e nell’attività delle aree cerebrali legate a motivazione e ricompensa.
I dati dello studio ABCD mostrano una maggiore frequenza di abbuffate, preoccupazione per il peso e comportamenti compensatori tra gli adolescenti che possedevano uno smartphone già a 12 anni.
Uno studio pubblicato su Nature ha mostrati che durante la terapia con antibiotici ad ampio spettro, un maggiore consumo di zuccheri è risultato associato a una più marcata perdita di diversità del microbiota e all'espansione di Enterococcus
In 493 adulti con sovrappeso o obesità, il consumo di bevande dolcificate senza zucchero per due anni è stato associato a una perdita di peso simile a quella osservata con l’acqua.
Uno studio del King’s College London su oltre 228mila adulti della UK Biobank rileva un’associazione tra alimentazione di tipo mediterraneo e minore probabilità di acne, soprattutto nelle donne.
Al Congresso nazionale SIGENP di Genova il focus sulla nutrizione come strumento terapeutico. Un bambino su tre con sovrappeso o obesità presenta una steatosi epatica. Nel Crohn pediatrico la nutrizione enterale esclusiva resta una delle principali strategie per indurre la remissione. Gli esperti: "Serve un approccio sempre più personalizzato, soprattutto negli adolescenti"
"Da consumarsi entro" e "consumarsi preferibilmente entro" non hanno lo stesso significato: in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, l’Iss fa chiaarezza
Una ricerca pubblicata su Science Advances mostra che, dopo lo stesso pasto a base di carboidrati, la risposta glicemica è stata più contenuta e il recupero più rapido quando le persone mangiavano accanto al partner
Pane, pasta, riso e altri integrali sotto la lente di 87 trial: l’analisi individua effetti favorevoli su diversi fattori di rischio cardiovascolare
Uno studio su 46.448 persone trova un'associazione tra minore esposizione precoce allo zucchero e rischio più basso di ansia in età adulta
Uno studio della Sapienza identifica una fase precoce di vulnerabilità allo stress metabolico. Coinvolta la proteina BVRA, con effetti che possono persistere anche dopo il ritorno a una dieta equilibrata.
Dall’acqua alla frutta, fino alle bevande zuccherate e alcoliche: cosa succede ai consumi quando la temperatura sale. Lo studio francese su oltre 100mila persone
Studio PrEggNut su 2.137 donne: aumentare il consumo di uova e arachidi durante gravidanza e allattamento non riduce il rischio di allergia nei bambini a un anno.
Presentate all’Istituto superiore di sanità le nuove Linee guida per la gestione del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti tra 12 e 18 anni
Uno studio dell’Università di Louisville, pubblicato su Nature Communications, identifica un percorso attraverso cui il metabolita prodotto dal microbiota attiva AHR e inflammasoma NLRP6, favorendo la protezione della mucosa.
La relazione emerge in uno studio condotto su 185 anziani di Perth, ma solo tra i portatori dell’allele APOE ε4. Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche.
Uno studio dell’Università di Sydney su 104 persone tra 65 e 75 anni rileva una riduzione dei biomarcatori associati all’età biologica dopo quattro settimane di dieta. L’effetto più marcato con un regime ricco di carboidrati.
Una finestra alimentare di 10 ore non ha prodotto un dimagrimento superiore rispetto a un’alimentazione distribuita nell’arco di 16 ore. Dopo 12 settimane la perdita di peso è stata del 2,7% contro il 2,5%
Una nuova prospettiva del Pennington Biomedical Research Center collega restrizione proteica, cervello, ormoni e metabolismo: l'ipotesi è che questi meccanismi facciano parte di una risposta coordinata all'invecchiamento.
Uno studio su quasi un milione di persone collega il consumo di tè e caffè molto caldi a un rischio più elevato di carcinoma a cellule squamose dell’esofago. Il ruolo della temperatura.
Una revisione di 163 studi su oltre 15mila adulti analizza 137 interventi tra integratori e prodotti di origine vegetale. Omega-3, vitamina D e iperico mostrano segnali favorevoli, ma gli autori invitano alla cautela
Uno studio su oltre 112mila adulti statunitensi rileva un rischio 2,45 volte maggiore di cancro allo stomaco tra chi consuma almeno una bevanda zuccherata al giorno.
I disturbi alimentari non riguardano solo le famiglie più agiate: la revisione di decine di studi mostra una maggiore presenza di sintomi tra gli adolescenti che vivono in condizioni socioeconomiche più svantaggiate, con possibili implicazioni per diagnosi precoce, prevenzione e accesso alle cure
Uno studio della Queen Mary University di Londra individua nel lievito un meccanismo attraverso cui la caffeina attiva AMPK, sistema coinvolto nell’energia, nella risposta allo stress e nella riparazione del DNA.
Un ampio studio europeo su oltre 51mila persone mostra che il calo dell’appetito può anticipare debolezza muscolare, disabilità e riduzione della qualità di vita