
Le linee guida dell’American Heart Association indicano un modello alimentare basato su equilibrio energetico, qualità degli alimenti e riduzione di sale, zuccheri e grassi saturi per diminuire il rischio cardiovascolare
Un eccesso di cioccolato e pasti esagerati durante le festività pasquali possono provocare nei bambini disturbi come mal di pancia, nausea, diarrea e nervosismo: ecco come prevenirli e cosa fare se si manifestano
Uno studio del Karolinska Institutet suggerisce che negli anziani portatori del gene APOE4 un maggiore consumo di carne è associato a declino cognitivo più lento e minor rischio di demenza.
Il legame tra consumo di vino e salute rimane complesso e controverso. Recenti studi scientifici e dati epidemiologici suggeriscono che gli effetti del vino dipendono da quantità, modalità di consumo, abitudini alimentari e stile di vita
Il consumo eccessivo episodico di alcol può triplicare il rischio di fibrosi epatica avanzata, soprattutto nei pazienti con MASLD. La modalità di consumo conta quanto la quantità totale di alcol
Uno studio pubblicato su Nature Medicine stima che un’alimentazione non ottimale sia responsabile di milioni di decessi per cardiopatia ischemica ogni anno. A incidere sono soprattutto carenze di alimenti protettivi e consumo eccessivo di sale
Uno studio svedese su oltre duemila anziani analizza il rapporto tra consumo di carne, genetica ApoE e rischio di compromissione cognitiva suggerendo possibili differenze in base al profilo genetico
Chi la segue ha più humanin e SHMOOSE, molecole che proteggono cuore e cervello. Un possibile meccanismo biologico che spiega i benefici su salute e invecchiamento.
Un’analisi prospettica su oltre 800 coppie mostra che un’elevata assunzione di cibi ultraprocessati negli uomini riduce la probabilità di concepimento, mentre nelle donne è associata a un rallentamento dello sviluppo embrionale nelle primissime settimane di gravidanza
Uno studio svedese mostra che gli anziani con genotipi APOE a rischio Alzheimer possono ridurre declino cognitivo e demenza consumando carne non processata, aprendo la strada a consigli nutrizionali personalizzati
Uno studio pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry mostra che una maggiore aderenza alla dieta MIND, evoluzione della dieta mediterranea, è associata a un rallentamento dell’atrofia cerebrale
Coldiretti, insieme a Filiera Italia e Fimp, presenta a Roma il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare la salute dei bambini
Con l’arrivo della bella stagione molte persone accusano stanchezza, bassa concentrazione e cali di energia. Silvia Migliaccio e Silvio Garattini offrono punti di vista diversi sull’utilità degli integratori e sul ruolo della dieta nel contrastare questo disturbo stagionale
Uno studio condotto da ricercatori turchi su adolescenti con sovrappeso o obesità mostra come le diete generate dai chatbot spesso sottovalutino calorie e nutrienti essenziali rispetto ai piani dei dietisti
In Italia oltre 3 milioni di persone soffrono di disturbi alimentari e il 30% sono minori. I pediatri invitano le famiglie a riconoscere i primi segnali nei bambini e a rivolgersi al pediatra di famiglia per una presa in carico precoce.
Una dieta vegetariana può ridurre fino al 30% il rischio di cinque tumori principali (pancreas, mammella, prostata, rene e mieloma multiplo). Ma tra i vegani può aumentare il rischio di cancro all’esofago
I Dca colpiscono sempre più precocemente e non riguardano solo le ragazze. Nei ragazzi i segnali possono essere diversi, come l’ossessione per la massa muscolare o l’eccesso di attività fisica
In Italia mancano ancora stime nazionali affidabili sulla diffusione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Alla vigilia della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla del 15 marzo inaugurata la nuova iniziativa di monitoraggio
Il consumo regolare di mandorle può migliorare diversi parametri del metabolismo lipidico: dalla riduzione del colesterolo LDL e ApoB ad un equilibrio più sano tra i principali marcatori associati al rischio cardiovascolare
Consumare la giusta quantità di fibre ogni giorno può sostenere il microbiota, regolare glicemia e colesterolo e ridurre il rischio di obesità e diabete.
Un nuovo studio conferma l’importanza delle proteine vegetali minimamente processate nella prevenzione dell’ipertensione. Anche le proteine animali minimamente lavorate possono essere incluse senza aumentare significativamente il rischio
Uno studio EWG mostra che chi consuma più prodotti con residui elevati, come fragole e spinaci, presenta biomarcatori urinari di pesticidi significativamente più alti.
Nel mondo 188 milioni di bambini e adolescenti tra 5 e 19 anni vivono con obesità, secondo l’ultimo rapporto UNICEF: per la prima volta il sovrappeso supera il sottopeso, svolta nella mappa globale della malnutrizione
Il peso corporeo incide in modo rilevante sulla fertilità. Sovrappeso e obesità aumentano insulino-resistenza, infiammazione sistemica e stress ossidativo, riducendo qualità ovocitaria, risposta ovarica alla stimolazione e probabilità di concepimento spontaneo o mediante fecondazione assistita. Ma ancora più rilevante è la composizione corporea.
SIE e ADI aggiornano il modello UNESCO: nella nuova piramide mediterranea il timing dei pasti diventa centrale per metabolismo e peso
Uno studio rivela che le aree cerebrali della ricompensa restano attive anche dopo la sazietà. Il desiderio di cibo può nascere da automatismi neurali, non dalla fame reale.
Un ampio studio internazionale ha analizzato l’associazione tra diete vegetariane, vegane e a base di pollame o pesce e il rischio di 17 tipi di tumore. I risultati mostrano vantaggi e criticità, con differenze importanti tra i vari modelli alimentari
Secondo Greenpeace, il calore del microonde o del forno può favorire il rilascio di centinaia di migliaia di particelle e sostanze chimiche tossiche dai contenitori in plastica ai cibi.
Secondo i dati della English Longitudinal Study of Ageing, la povertà energetica è collegata a un calo della qualità della dieta, soprattutto in termini di consumo di frutta e verdura.
Uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry analizza i potenziali rischi: le cellule coltivate contengono meno allergeni tradizionali ma possono provocare reazioni più forti in alcune persone sensibili all’alfa-gal, ovvero un zucchero presente nella carne rossa dei mammiferi