Promosso da FANEP, il laboratorio affianca ai percorsi di cura strumenti tecnologici, attività terapeutiche e sostegno psicologico. Coinvolti università e istituti di ricerca.
Realtà virtuale, biofeedback, pet therapy e orticoltura terapeutica per sostenere bambini e adolescenti con disturbi neuropsichiatrici. È quanto prevede NEULab, il nuovo laboratorio promosso a Bologna da FANEP ODV (Famiglie Neurologia Pediatrica), con l’obiettivo di affiancare alle cure specialistiche attività complementari e servizi di supporto rivolti anche ai genitori. Un modello che punta a collegare l’assistenza sanitaria con le risorse del territorio, offrendo ai più giovani ulteriori occasioni di relazione e partecipazione.
L’iniziativa nasce in risposta a un bisogno assistenziale crescente. Secondo i dati riportati da FANEP, in Italia circa un minore su cinque presenta un disturbo neuropsichiatrico, per un totale di quasi due milioni di bambini e adolescenti. Nell’ultimo decennio, inoltre, il numero di utenti seguiti dai servizi territoriali sarebbe raddoppiato. Un aumento della domanda di assistenza che si confronta con la carenza di posti letto dedicati alle urgenze psichiatriche in età evolutiva.
NEULab punta a costruire una rete di interventi che unisca tecnologie digitali ed esperienze pratiche. La realtà virtuale e il biofeedback saranno affiancati da laboratori multisensoriali, attività assistite con animali e percorsi di orticoltura terapeutica. L’intento è proporre esperienze diversificate, adattabili alle esigenze dei partecipanti, mantenendo il collegamento con i professionisti che seguono i percorsi clinici.
Una parte delle attività sarà dedicata all’ascolto e all’accompagnamento dei nuclei familiari. È previsto un canale di contatto tramite WhatsApp, insieme al coinvolgimento di volontari, pedagogisti e psicologi. I genitori saranno chiamati a partecipare attivamente, anziché limitarsi ad accompagnare i figli durante gli interventi.
Presentata alla Regione Emilia-Romagna e all’ASL Bologna Città Metropolitana, l’iniziativa vede la collaborazione dell’Università di Bologna, dell’IRCCS Sant’Orsola e dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. La rete coinvolge così associazionismo, strutture sanitarie e ricerca universitaria, con l’obiettivo di favorire il raccordo tra le diverse attività e i servizi di cura.
Al finanziamento contribuiscono anche soggetti privati, tra cui Olidata, coinvolta inoltre nell’organizzazione di momenti ricreativi per i bambini come, per esempio. la partecipazione a una partita di basket della Virtus Bologna.
(Foto tratta da https://fanep.org/)