Salute 15 Aprile 2026 16:06

Nel 2023 il 4,5% dei nati da Pma. E nasce Infoinfertilita.it

La medicina della riproduzione avanza mentre cresce il peso dell’infertilità: Siru e Cecos lanciano Infoinfertilita.it, portale che raccoglie informazioni su cause, prevenzione, diagnosi, trattamenti e accesso ai percorsi di cura

di Viviana Franzellitti
Nel 2023 il 4,5% dei nati da Pma. E nasce Infoinfertilita.it

L’infertilità si conferma una questione sempre più rilevante per la salute pubblica, con numeri in aumento e un impatto che va ben oltre la dimensione clinica. In Italia riguarda circa il 17,5% delle coppie e si intreccia con fattori demografici, stili di vita e ritardi nelle scelte riproduttive. Parallelamente, la procreazione medicalmente assistita (Pma) continua a crescere: nel 2023 ha contribuito alla nascita di oltre 17 mila bambini, pari al 4,5% del totale nazionale. Un dato che racconta non solo l’efficacia delle tecniche, ma anche il bisogno crescente di supporto medico e informativo. In questo contesto si inseriscono nuove iniziative scientifiche e divulgative che mirano a orientare meglio le scelte delle coppie e a ridurre disinformazione e aspettative irrealistiche.

Un fenomeno in crescita: numeri e tendenze della Pma

Negli ultimi anni la procreazione medicalmente assistita ha assunto un ruolo sempre più centrale nel panorama della natalità italiana. I dati più recenti indicano un incremento sia delle coppie trattate, arrivate a quasi 90 mila, sia dei cicli effettuati, oltre 112 mila. Il dato più significativo resta però quello dei nati: 17.235 bambini in un solo anno, che corrispondono a circa un neonato ogni 22. Questo aumento riflette da un lato i progressi tecnologici e clinici, dall’altro un cambiamento sociale evidente: si arriva sempre più tardi alla ricerca di un figlio. L’età media delle donne che accedono alla Pma, infatti, sfiora i 37 anni, superiore alla media europea. Un fattore che incide direttamente sulle probabilità di successo e contribuisce a rendere i percorsi riproduttivi più complessi.

Infertilità: una sfida sanitaria, psicologica e sociale

Parlare di infertilità significa affrontare una condizione che coinvolge molteplici dimensioni. Non è solo una questione medica, ma un’esperienza che può avere ripercussioni emotive, relazionali e sociali profonde. Le cause sono eterogenee: fattori biologici, patologie, stili di vita, ma anche elementi ambientali e metabolici. Tra questi, sta emergendo con sempre maggiore evidenza il ruolo dell’obesità e delle alterazioni ormonali. Negli uomini, ad esempio, il sovrappeso può favorire condizioni come l’ipogonadismo metabolico, con riduzione del testosterone e impatto sulla fertilità. Nelle donne, invece, il peso corporeo incide su ovulazione e riserva ovarica. Questo quadro rende evidente quanto sia fondamentale un approccio integrato, che includa prevenzione, diagnosi precoce e interventi personalizzati.

Informazione e consapevolezza: nasce un nuovo punto di riferimento

Uno dei problemi più rilevanti emersi negli ultimi anni è la carenza di informazioni affidabili. L’infertilità è spesso circondata da falsi miti, aspettative irrealistiche e scarsa conoscenza delle opzioni disponibili. Per rispondere a questo bisogno nasce Infoinfertilita.it, la nuova piattaforma digitale promossa dalla Siru (Società Italiana della Riproduzione Umana) e dal Cecos (rete di centri specializzati nella procreazione medicalmente assistita), pensata come uno spazio accessibile e scientificamente validato.
Il portale offre contenuti su cause, prevenzione, diagnosi e trattamenti, ma anche approfondimenti sull’impatto psicologico e una sezione di domande frequenti. Un elemento distintivo è la possibilità di interagire con specialisti, creando un ponte diretto tra cittadini e comunità scientifica. Particolare attenzione è dedicata anche agli aspetti normativi, inclusi i diritti di accesso ai trattamenti e il ruolo del Servizio sanitario nazionale dopo l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza.

Nuove frontiere della medicina riproduttiva

La ricerca nel campo della riproduzione sta esplorando scenari innovativi. Tra questi, lo sviluppo di modelli in vitro tridimensionali per studiare l’interazione tra embrione e organismo materno e l’utilizzo delle cellule staminali germinali nella medicina rigenerativa. Si tratta di ambiti ancora in evoluzione, ma che potrebbero aprire nuove possibilità terapeutiche e migliorare le probabilità di successo dei trattamenti. Parallelamente, cresce l’attenzione verso temi etici e sociali, come la comunicazione ai figli nati da fecondazione eterologa e la necessità di garantire equità nell’accesso alle cure.

Stili di vita e fertilità: il ruolo della prevenzione

Accanto alle innovazioni tecnologiche, resta centrale il ruolo della prevenzione. Alimentazione, attività fisica e controllo del peso possono influenzare in modo significativo la fertilità sia maschile che femminile. La perdita di peso, ad esempio, è associata a miglioramenti della funzione ormonale negli uomini e a una maggiore regolarità ovulatoria nelle donne.
Questi elementi sottolineano come la fertilità non sia solo una questione clinica, ma anche un indicatore dello stato di salute generale. Intervenire precocemente sugli stili di vita può quindi ridurre il rischio di infertilità e migliorare gli esiti dei trattamenti.

Una questione di sanità pubblica

L’aumento dei casi di infertilità e il ricorso crescente alla Pma pongono interrogativi importanti per il sistema sanitario.
Garantire accesso equo, informazione corretta e percorsi assistenziali efficaci diventa una priorità, soprattutto in un Paese caratterizzato da un forte calo delle nascite.
La sfida è duplice: da un lato sostenere la ricerca e l’innovazione, dall’altro accompagnare le coppie con strumenti adeguati e una comunicazione chiara, basata su evidenze scientifiche.

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