Nutri e Previeni 16 Ottobre 2026 15:00

Natura e alimentazione, più contatto con il verde favorisce un rapporto positivo con il cibo

Uno studio su 500 adulti pubblicato su Body Image associa una maggiore connessione con la natura all’alimentazione intuitiva. Apprezzamento del corpo e autocompassione potrebbero contribuire a spiegare il legame.

di Arnaldo Iodice
Natura e alimentazione, più contatto con il verde favorisce un rapporto positivo con il cibo

Trascorrere più tempo nella natura potrebbe aiutare le persone a sviluppare un rapporto più positivo con il cibo e con il proprio corpo. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Anglia Ruskin University (ARU) e pubblicato sulla rivista Body Image, che ha esaminato il legame tra il contatto con gli ambienti naturali e l’alimentazione intuitiva, un approccio che invita ad ascoltare i segnali di fame e sazietà senza affidarsi a regole dietetiche rigide.

La ricerca ha coinvolto 500 adulti del Regno Unito, valutando la loro esposizione alla natura, l’immagine corporea, l’autocompassione e le abitudini alimentari. I risultati hanno evidenziato un’associazione positiva diretta tra il contatto con il mondo naturale e l’alimentazione intuitiva, ma anche il ruolo di alcuni fattori psicologici intermedi. In particolare, l’apprezzamento del proprio corpo e l’autocompassione sembrano contribuire a spiegare questa relazione. Secondo gli autori, i risultati suggeriscono nuove possibilità per promuovere comportamenti alimentari più sani attraverso interventi che favoriscano il contatto con la natura.

Lo studio su 500 adulti e il ruolo dell’alimentazione intuitiva

Per analizzare il rapporto tra natura e comportamento alimentare, i ricercatori hanno coinvolto 500 adulti residenti nel Regno Unito, sottoponendoli a questionari sul loro rapporto con l’ambiente naturale e su diversi aspetti del benessere psicologico. Il contatto con la natura è stato valutato considerando non soltanto la frequenza e la durata del tempo trascorso in ambienti naturali, ma anche l’attenzione rivolta alla natura nella vita quotidiana e il senso di connessione con essa. I partecipanti hanno inoltre compilato strumenti per misurare l’immagine corporea, l’autocompassione e l’alimentazione intuitiva. Quest’ultima si basa sulla capacità di riconoscere e rispettare i segnali fisiologici del corpo, come la fame e la sazietà, senza subordinare le proprie scelte alimentari a restrizioni rigide o a regole dietetiche esterne. A differenza degli approcci centrati esclusivamente sul controllo del peso, questo modello punta a costruire un rapporto più consapevole con il cibo, riconoscendo le necessità individuali.

L’analisi ha individuato una relazione positiva tra il coinvolgimento con la natura e questo stile alimentare. Gli autori precisano, tuttavia, che lo studio si basa su dati autoriferiti e non consente di dimostrare un rapporto di causa-effetto. Non è quindi possibile stabilire se sia il contatto con la natura a favorire abitudini alimentari più intuitive o se intervengano anche altre caratteristiche personali.

Apprezzamento del corpo e autocompassione: i possibili meccanismi

I ricercatori hanno individuato due percorsi psicologici che potrebbero contribuire a spiegare il legame tra il contatto con la natura e l’alimentazione intuitiva. Il primo riguarda l’apprezzamento del proprio corpo. Frequentare ambienti naturali potrebbe favorire una maggiore attenzione alle capacità e alle funzioni del corpo, riducendo l’importanza attribuita esclusivamente all’aspetto fisico. Una percezione più positiva di sé potrebbe quindi aiutare le persone a riconoscere e rispettare maggiormente i propri bisogni fisiologici, compresi quelli legati all’alimentazione.

Il secondo percorso coinvolge l’autocompassione, cioè la capacità di trattarsi con comprensione e senza giudizi eccessivamente severi nei momenti di difficoltà. Secondo gli autori, questa disposizione potrebbe aiutare a gestire pensieri ed emozioni spiacevoli senza ricorrere automaticamente al cibo come risposta emotiva. In questo modo, le persone potrebbero essere più inclini a distinguere la fame fisiologica dal desiderio di mangiare in risposta a stati emotivi difficili. Entrambi i meccanismi suggeriscono che il rapporto con il cibo non dipenda soltanto dalle conoscenze nutrizionali o dalle scelte individuali, ma possa essere influenzato anche dal benessere psicologico e dal modo in cui si percepisce il proprio corpo. Si tratta, tuttavia, di percorsi associativi che richiedono ulteriori verifiche sperimentali.

Natura e salute pubblica: prospettive e limiti della ricerca

I risultati ampliano le conoscenze sui possibili benefici del contatto con la natura, già associato in studi precedenti a una riduzione dell’ansia e dei sintomi depressivi e a diversi indicatori di benessere psicologico.

La nuova ricerca suggerisce che il rapporto con gli ambienti naturali potrebbe essere rilevante anche per il modo in cui le persone vivono l’alimentazione e percepiscono il proprio corpo. Secondo gli autori, favorire l’accesso agli spazi verdi e incoraggiare una maggiore frequentazione degli ambienti naturali potrebbero rappresentare strumenti complementari nelle strategie di promozione della salute pubblica.

Questi interventi potrebbero affiancare le iniziative di educazione alimentare e di sostegno al benessere psicologico, senza sostituire gli interventi clinici quando necessari. Gli stessi ricercatori sottolineano, però, alcuni limiti importanti: i dati sono stati raccolti attraverso questionari compilati dai partecipanti e lo studio ha coinvolto esclusivamente adulti del Regno Unito. Sarà quindi necessario replicare l’indagine in altri contesti geografici e culturali e ricorrere a studi longitudinali o sperimentali per chiarire la direzione del rapporto osservato. Resta inoltre da verificare se un aumento effettivo del tempo trascorso nella natura produca cambiamenti misurabili nelle abitudini alimentari.

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