Nato in Australia nel 2003 da una sfida tra amici, Movember è diventato un movimento internazionale dedicato alla salute maschile. In Italia, LILT, MO4MO, Fondazione Foresta e numerose associazioni territoriali promuovono campagne, visite e incontri
Visite urologiche, screening gratuiti, incontri informativi, attività sportive e raccolte fondi: anche in Italia novembre si tinge di blu con le iniziative promosse dalle associazioni per richiamare l’attenzione sulla salute maschile. Dalla campagna nazionale Nastro Blu di LILT agli appuntamenti di MO4MO e Fondazione Foresta, fino ai progetti territoriali di Torino, Forlì e Morbegno, il filo conduttore è superare imbarazzi e reticenze che ancora allontanano molti uomini dalla prevenzione.
Prima di arrivare in Italia, Movember ha fatto molta strada. La sua storia comincia nel 2003 a Melbourne, in Australia, quando due amici, Travis Garone e Luke Slattery, durante una serata trascorsa insieme, si interrogano sul ritorno delle mode del passato e, in particolare, sulla scomparsa dei baffi. Da una conversazione informale nasce una sfida: convincere un gruppo di amici a lasciarli crescere per tutto il mese di novembre. I primi partecipanti sono appena 30. L’iniziativa, inizialmente pensata come un gioco, si trasforma presto in un’occasione per parlare di un tema che all’epoca riceveva ancora poca attenzione: la salute maschile. Nel 2004 i promotori decidono di dare alla sfida una finalità benefica e di raccogliere fondi a favore della Prostate Cancer Foundation of Australia. Adam Garone, fratello di Travis, contribuisce a formalizzare il progetto e a svilupparne la presenza online. La raccolta raggiunge 54mila dollari australiani, una cifra significativa per la fondazione destinataria.
Nel 2005 la campagna cresce e la Prostate Cancer Foundation of Australia diventa il primo partner ufficiale di Movember. L’anno successivo il movimento ottiene il riconoscimento di organizzazione benefica in Australia e si estende alla Nuova Zelanda. Nel 2007 arriva negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in Spagna. Negli anni successivi coinvolge progressivamente altri Paesi europei e il Sudafrica, fino a diventare una mobilitazione internazionale. Anche gli obiettivi si ampliano. Accanto alla prevenzione del tumore della prostata, entrano progressivamente nella missione del movimento il tumore del testicolo, la salute mentale e la prevenzione del suicidio. Oggi Movember sostiene progetti di ricerca, programmi di sensibilizzazione e iniziative per migliorare il modo in cui i servizi sanitari raggiungono e accompagnano gli uomini. Il baffo rimane il simbolo della campagna: chi aderisce si rade il primo novembre e lascia crescere i baffi per tutto il mese. Un gesto semplice, pensato per suscitare curiosità e aprire conversazioni su argomenti che spesso restano ai margini, soprattutto quando riguardano la sfera urologica, sessuale e psicologica.
Nel nostro Paese Movember comincia a diffondersi nel 2012. Una delle prime esperienze organizzate è legata a Guido Ferrari, che conosce la campagna durante un periodo di lavoro nel Regno Unito e decide di portarla in Italia al suo ritorno. Nasce così il gruppo autorganizzato Movember Italy, che coinvolge volontari, aziende e sostenitori nella sensibilizzazione e nella raccolta fondi. Ferrari racconta di aver scelto di impegnarsi anche dopo aver perso il padre a causa di un tumore della prostata. A Brescia il movimento si sviluppa ulteriormente e nel 2020 assume una forma associativa. Lo statuto dell’organizzazione riporta la denominazione Movember Italia Organizzazione di Volontariato, abbreviata in Movember Italia ODV. Oggi il progetto è legato alla realtà MO4MO, che si propone di sostenere uomini e famiglie alle prese con problemi di salute spesso difficili da affrontare e da condividere. La storia italiana, dunque, non coincide con un ingresso ufficiale della Fondazione internazionale nel Paese: si sviluppa soprattutto attraverso gruppi di volontari, associazioni e iniziative locali che hanno adottato il messaggio di Movember, declinandolo in attività di prevenzione e sostegno.
LILT, con Nastro Blu la prevenzione arriva in tutta Italia
Tra le principali mobilitazioni associative c’è LILT for Men – Nastro Blu 2026, la campagna nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, accompagnata dal claim “Muoviti. Per te.”. L’obiettivo è invitare gli uomini a non rimandare i controlli e a prendersi cura della propria salute attraverso l’informazione, gli stili di vita e la valutazione medica. Ambassador nazionale è Beppe Convertini, mentre il presidente della LILT, Francesco Schittulli, richiama l’attenzione sulle resistenze culturali che ancora accompagnano la prevenzione maschile. Per tutto novembre le associazioni provinciali e metropolitane LILT organizzano iniziative di informazione e sensibilizzazione e, secondo la programmazione delle singole sedi, visite negli ambulatori e nei Punti Prevenzione. La campagna affronta tre ambiti: tumore della prostata, tumore del testicolo e carcinoma del pene. Secondo i dati riportati dalla LILT, in Italia si registrano circa 40mila nuove diagnosi di tumore della prostata ogni anno, circa 2mila di tumore del testicolo e 500 di carcinoma del pene. L’associazione mette inoltre a disposizione un opuscolo informativo gratuito sui fattori di rischio, i segnali da non sottovalutare e i percorsi diagnostici e terapeutici.
MO4MO, visite gratuite e attenzione alla salute mentale
Un ruolo specifico nella diffusione di Movember in Italia è svolto da MO4MO, realtà associativa che nello statuto si identifica come Movember Italia ODV. La sua attività si concentra sulla prevenzione dei tumori della prostata e del testicolo e sulla salute mentale maschile. Per tutto il mese di novembre l’associazione promuove visite urologiche gratuite presso gli ambulatori che aderiscono all’iniziativa, su appuntamento. I contributi raccolti vengono destinati ad associazioni ed enti impegnati nella lotta ai tumori maschili e nel sostegno alla salute psicologica degli uomini. Il progetto punta anche a contrastare l’isolamento e la difficoltà di chiedere aiuto, favorendo un dialogo più aperto sui problemi di salute e sulle situazioni di fragilità.
Fondazione Foresta, tumori, fertilità e benessere psicologico
La salute maschile è al centro anche della campagna Movember 2026 della Fondazione Foresta, che propone un approccio ampio, capace di tenere insieme prevenzione oncologica, fertilità e salute mentale. Per tutto novembre la Fondazione offre visite di screening gratuite per uomini di diverse fasce d’età, con valutazioni orientate in base all’età e alle esigenze individuali. Tra i temi affrontati figurano la salute testicolare e la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse per i più giovani, la fertilità e gli stili di vita, oltre all’attenzione alla prostata e all’osteoporosi nelle fasce d’età più avanzate. La campagna coinvolge testimonial del mondo sportivo, tra cui l’ex rugbista Mauro Bergamasco e i capitani Matteo Lovato, Amedeo Tessitori e Matteo Sperandio. L’intento è utilizzare la visibilità dello sport per avvicinare gli uomini ai controlli e contribuire a superare i tabù che circondano la prevenzione.
ANVOLT Trento, un mese per parlare di prostata e testicolo
Anche l’Associazione nazionale volontari lotta contro i tumori di Trento aderisce a Movember con una campagna dedicata alla sensibilizzazione sui tumori della prostata e del testicolo. L’iniziativa, presentata il 29 ottobre dalla presidente Elisa Zeni, coinvolge professionisti sanitari e rappresentanti delle istituzioni locali. Durante novembre l’associazione intensifica le giornate dedicate alla prevenzione attraverso i propri ambulatori, con l’obiettivo di raggiungere uomini di diverse età e promuovere controlli periodici e stili di vita salutari. La campagna punta inoltre a coinvolgere i giovani e a rendere più naturale il confronto sulla salute uro-genitale. Testimonial dell’iniziativa è il calciatore Nicola Dalmonte.
LILT Vicenza, con MoveMen la prevenzione entra nei luoghi di lavoro
A Vicenza la campagna MoveMen, promossa dalla sezione provinciale LILT, porta il messaggio di Movember nelle aziende, negli enti pubblici e nelle comunità. L’associazione organizza seminari gratuiti di prevenzione oncologica dedicati soprattutto al tumore della prostata e, nel mese di novembre, mette a disposizione visite urologiche attraverso i propri ambulatori. La scelta di raggiungere anche i luoghi di lavoro nasce dalla volontà di intercettare uomini che, per imbarazzo o mancanza di tempo, tendono a rimandare i controlli. L’iniziativa si inserisce nell’impegno continuativo della LILT vicentina per diffondere una cultura della prevenzione che non si esaurisca nel mese di novembre.
Morbegno, dal 2011 la comunità si mette i baffi
Tra le esperienze territoriali più consolidate c’è quella di MOvember in MOrbegno ODV, che dal 2011 organizza iniziative per sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione e sulla ricerca contro il tumore della prostata. Il calendario 2026 si è aperto il primo novembre con la Movember Run, la corsa solidale che ha coinvolto circa 300 partecipanti. La mobilitazione prosegue con giornate dedicate ai controlli gratuiti del PSA, in programma il 14, 21, 28 e 31 novembre, oltre ad altri appuntamenti di sensibilizzazione e aggregazione. I prelievi sono rivolti agli uomini tra 49 e 70 anni e vengono organizzati in collaborazione con LILT Sondrio presso la sede della Croce Rossa di Morbegno. L’associazione sostiene inoltre la ricerca attraverso le donazioni raccolte nel corso delle proprie attività, coinvolgendo la comunità in un percorso che unisce sport, prevenzione e solidarietà.
Forlì, il Movèmbar Festival mette al centro anche la salute mentale
A Forlì l’associazione di promozione sociale Movè propone per la prima volta il Movèmbar Festival, una rassegna che amplia il significato della prevenzione maschile e affronta il benessere fisico, psicologico e relazionale. Gli appuntamenti sono in programma l’8, il 15 e il 22 novembre negli spazi AVIS e alla Sala Campostrino. Il tema scelto è “Vir tu”, un invito a riflettere su cosa significhi oggi prendersi cura di sé e su quali comportamenti possano favorire il benessere. Il programma comprende attività motorie, incontri, momenti di confronto e iniziative rivolte anche alle famiglie. La giornata dell’8 novembre è dedicata alla salute fisica, mentre gli appuntamenti successivi affrontano la dimensione psicologica e relazionale. Il progetto nasce dal percorso di sensibilizzazione avviato sul territorio da Movè e sostiene la ricerca oncologica attraverso la collaborazione con l’Istituto Oncologico Romagnolo.
Torino, dieci anni di “Un Baffo per la Ricerca”
A Torino torna per la decima edizione “Un Baffo per la Ricerca”, la campagna ideata e promossa dalla Fondazione Ricerca Molinette per sensibilizzare sui tumori urologici e sostenere la ricerca scientifica. Per tutto novembre sono previste attività diffuse sul territorio e giornate della prevenzione nelle piazze torinesi, con consulti gratuiti attraverso un ambulatorio mobile. L’iniziativa comprende anche un appuntamento dedicato alle visite e una camminata benefica a Caselle Torinese. Il progetto punta a portare la prevenzione fuori dagli ambulatori, avvicinando la popolazione ai controlli e favorendo una maggiore conoscenza dei tumori della prostata e del testicolo. Il traguardo delle dieci edizioni rappresenta anche l’occasione per rilanciare il sostegno ai progetti scientifici della Clinica urologica delle Molinette.
Mensa Italia, a Torino un incontro sui tumori maschili
Sempre a Torino, Mensa Italia inserisce nel proprio calendario di novembre una conferenza dedicata alla prevenzione dei tumori maschili, in programma sabato 14 novembre alle 17 negli spazi del Barrito – Casa del Quartiere Nizza Millefonti. L’incontro sarà condotto da Asia Sabatino, della struttura di Urologia dell’Ospedale regionale Umberto Parini di Aosta, e affronterà i controlli utili, i segnali da riconoscere e il tema della diagnosi precoce, lasciando spazio alle domande del pubblico. L’associazione partecipa inoltre a Movember con un proprio team di raccolta fondi, collegando l’attività di sensibilizzazione all’impegno solidale.
Dalle campagne nazionali alle iniziative di quartiere, Movember mostra come un simbolo semplice possa diventare uno strumento per affrontare questioni sanitarie e culturali ancora poco discusse. La prevenzione dei tumori maschili resta centrale, ma il messaggio delle associazioni si allarga alla fertilità, alla sessualità, alla salute psicologica e alla qualità della vita. Il punto non è concentrare l’attenzione sui controlli soltanto per un mese, ma favorire un cambiamento più duraturo: imparare ad ascoltare il proprio corpo, rivolgersi ai professionisti quando necessario e superare l’idea che chiedere aiuto sia un segno di debolezza. In questo senso, il baffo di Movember continua a svolgere la sua funzione più importante: aprire una conversazione che non dovrebbe interrompersi il 30 novembre.
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