Sanità 15 Ottobre 2025 11:39

L’IRCCS di Negrar diffida Google per la falsa notizia sulla morte del primario Claudio Zorzi

L’IRCCS Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar (Verona) smentisce la falsa notizia della morte di Claudio Zorzi, primario di Ortopedia e Traumatologia, e diffida Google per ottenere la rimozione coattiva del contenuto lesivo
L’IRCCS di Negrar diffida Google per la falsa notizia sulla morte del primario Claudio Zorzi

Di recente si è diffusa sui media la falsa notizia della scomparsa di Claudio Zorzi, primario di Ortopedia e Traumatologia dell’ IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, tra i luminari più noti a livello nazionale e internazionale, scambiato per l’omonimo medico di famiglia deceduto in Trentino. Per questo motivo l’istituto smentisce e contesta la diffusione di questa fake “manifestamente erronea e gravemente lesiva dell’immagine e della reputazione dell’ospedale e del suo primario Claudio Zorzi”, si legge in una nota dell’istituto. L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar ha dunque notificato, attraverso i suoi legali, un atto di diffida e messa in mora formale nei confronti di Google, contestando la diffusione di un contenuto falso e drammatico, tramite la funzionalità dell’intelligenza artificiale di Google denominata “AI Overwiew”.

Un macroscopico errore causato da un caso di omonimia

Claudio Zorzi, Negrar

Interrogando il motore di ricerca il sistema ha infatti generato l’output secondo cui Zorzi sarebbe deceduto. L’istituto smentisce categoricamente questa erronea informazione. “Il professor Zorzi sta bene, continua a dirigere il reparto di Ortopedia – specifica l’istituto – e a praticare l’attività chirurgica. Il macroscopico errore, verosimilmente originato da un caso di omonimia è stato gestito in modo negligente dalla tecnologia di Google”. L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, pertanto, ha formalmente intimato e diffidato Google a provvedere all’immediata e definitiva rettifica e cancellazione della falsa notizia del decesso del professor Zorzi da ogni servizio Google, inclusi “AI Overwiew”, risultati di ricerca, pagine memorizzate e ogni altro indice.

Google intimato a rimuovere il contenuto lesivo

“In caso di mancato intervento immediato e risolutivo di Google, l’istituto – si legge nella nota – adirà le competenti sedi giudiziarie, anche in via d’urgenza, per ottenere la rimozione coattiva del contenuto lesivo. L’ospedale si riserva inoltre ogni possibilità di agire in separata sede per ottenere risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali , subiti a causa della condotta illecita”.

 

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