Sanità 16 Settembre 2026 10:51

LEA, le Regioni chiedono più risorse e regole stabili oltre il PNRR

Dalla Conferenza delle Regioni la richiesta di adeguare il Fondo sanitario al fabbisogno reale, rivedere il tetto di spesa per il personale e garantire continuità ai servizi territoriali.

di CDRR
LEA, le Regioni chiedono più risorse e regole stabili oltre il PNRR

Garantire davvero i Livelli essenziali di assistenza passa dalla disponibilità di risorse economiche, professionisti e servizi territoriali in grado di funzionare nel tempo. È il messaggio portato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome alla Commissione Affari sociali della Camera, nel corso dell’audizione del 15 settembre nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei LEA e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.

Più risorse per il Fondo sanitario

Al centro dell’intervento delle Regioni c’è innanzitutto il finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Secondo Massimo Fabi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna, è necessario incrementare le risorse del Fondo sanitario nazionale sulla base del reale fabbisogno sanitario, dal momento che la stima della spesa continua a risultare superiore alle risorse disponibili.

Le Regioni riconoscono l’incremento finanziario previsto per il 2026, ma segnalano la mancanza, negli anni successivi, di quella continuità ritenuta necessaria per assicurare sostenibilità al sistema. Chiedono inoltre maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse e una disciplina certa del payback farmaceutico e dei dispositivi medici.

Personale, chiesta la revisione del tetto di spesa

Uno dei passaggi centrali dell’audizione riguarda il personale sanitario. Per la Conferenza delle Regioni non basta finanziare strutture e prestazioni: occorre investire nelle risorse professionali e nella valorizzazione delle competenze.

Da qui la proposta di una revisione profonda dell’attuale tetto storico alla spesa per il personale, insieme a misure per rendere più attrattivo il Servizio sanitario, contrastare il ricorso alle cooperative e rafforzare il reclutamento nelle aree considerate maggiormente in difficoltà, tra cui emergenza e chirurgia.

Il tema delle risorse si intreccia direttamente con quello dell’effettiva capacità dei sistemi sanitari regionali di garantire i LEA. Anche per le Regioni sottoposte a Piano di rientro viene chiesto un quadro normativo più definito e un percorso di uscita legato sia all’equilibrio economico-finanziario sia al miglioramento nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza.

Il nodo del dopo PNRR

È soprattutto sul futuro dell’assistenza territoriale che si concentra uno dei nodi destinati a pesare maggiormente dopo la conclusione della stagione del PNRR. Case della Comunità e Ospedali di Comunità hanno ricevuto attraverso il Piano un impulso finanziario rilevante nella fase di realizzazione. Per le Regioni, tuttavia, costruire le strutture non è sufficiente: occorre assicurare finanziamenti stabili che ne consentano la piena funzionalità nel tempo.

È qui che la questione dei LEA diventa particolarmente concreta. La loro esigibilità non dipende soltanto dalla definizione formale delle prestazioni, ma dalla possibilità per i cittadini di trovare servizi, professionisti e strutture effettivamente disponibili nei territori. Se mancano personale, continuità finanziaria o capacità organizzativa, il rischio è che il diritto resti riconosciuto sulla carta ma più difficile da esercitare nella pratica.

Il filo conduttore dell’audizione è quindi la richiesta di superare una logica fatta di interventi temporanei e vincoli non più adeguati, costruendo condizioni finanziarie e organizzative più stabili per il Servizio sanitario.