Lavoro 21 Novembre 2019

Legge Gelli, Santaroni (S. Giovanni Battista): «Sta aiutando a prevenire eventi avversi. Lavoratori e pazienti ora più tutelati»

Formazione sui temi della responsabilità professionale al nosocomio dei Cavalieri di Malta a Roma. Capuano (Simedet): «Auspichiamo che nei dossier formativi individuali e di gruppo ci sia una percentuale adeguata di eventi formativi residenziali o su piattaforma fad dedicati alla sicurezza delle cure e alla gestione del Rischio Clinico»

Legge Gelli, gestione del rischio clinico, formazione continua in medicina. Sono alcuni degli argomenti al centro del convegno “Lo stato dell’arte a due anni dall’approvazione della legge” promosso dal Direttore dell’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, Anna Paola Santaroni, in collaborazione con la Simedet, Società italiana di medicina diagnostica e terapeutica, presieduta da Fernando Capuano e dalla UO di Formazione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze con la responsabile Simona Carli e Maria Erminia Macera Mascitelli. 

L’evento, che si è svolto nella splendida cornice del nosocomio di proprietà del Sovrano Militare Ordine dei Cavalieri di Malta, ha visto una numerosa partecipazione del personale sanitario. In apertura una vera e propria lectio magistralis di Federico Gelli, padre della legge 24 del 2017 sulla responsabilità professionale, che, nel ripercorre gli aspetti salienti della normativa, ha ricordato come l’applicazione della legge sia ancora a macchia di leopardo tra le regioni italiane.

Tra i relatori Riccardo Tartaglia, già Direttore del Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana, l’avvocato Marco Croce, referente Conaps, il presidente Cogeaps Sergio Bovenga, il professore di Medicina Legale Pasquale Giuseppe Macrì.

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«A due anni dall’attuazione della legge Gelli è molto importante fare il punto e formare gli operatori e gli esercenti le professioni sanitarie. In primis perché bisogna far sapere agli operatori sanitari che non sono soli, che l’azienda ma anche la legge li tutela e li aiuta nel loro lavoro. E questo ci fa lavorare tutti più sereni. Non siamo più abbandonati ma siamo tutti uniti nell’interesse di tutelare la sicurezza delle cure per i cittadini di cui anche noi facciamo parte» sottolinea il Direttore dell’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, Anna Paola Santaroni.

«La formazione dei professionisti sanitari sulla sicurezza delle cure è uno degli strumenti principali per garantire l’efficacia di ogni programma per la gestione del rischio sanitario – sottolinea Fernando Capuano, presidente Simedet -. La letteratura scientifica evidenzia infatti che proprio la modifica di conoscenze, attitudini e comportamenti dei professionisti sanitari può incidere in modo significativo sulle condizioni che determinano il verificarsi di incidenti. Simedet auspica che nei dossier formativi individuali e di gruppo ci sia una percentuale adeguata di eventi formativi residenziali o su piattaforma fad dedicati alla sicurezza delle cure e alla gestione del Rischio Clinico».

In apertura di convegno hanno effettuato un breve intervento anche il Direttore generale del Policlinico Umberto I Vincenzo Panella e il neo Direttore dell’ASL Roma 5 Giorgio Santonocito. «È importante osservare l’evoluzione della legge 24 nella giurisprudenza e nella realtà operativa degli ospedali. La medicina difensiva è un virus e questa legge era attesa da tempo» ha sottolineato Panella. «La legge ha quantomeno un enorme pregio che è l’articolo 1: accosta al diritto alla salute il diritto alla sicurezza delle cure che assurge a diritto costituzionale. La legge comincia a spostare l’asse verso un sistema in cui non si va a cercare la colpa dell’operatore ma si cerca il giusto risarcimento» ha specificato Santonocito.

L’evento si è svolto in uno dei primi ospedali ad applicare interamente la legge 24 del 2017, il San Giovanni Battista. «La norma sta aiutando tantissimo a prevenire gli eventi avversi – ha spiegato Santaroni -. Abbiamo iniziato con il professor Macrì, ho fatto una convenzione con la Asl dell’area sud est della regione Toscana dove già era iniziata la gestione del rischio clinico. Abbiamo dotato l’azienda di un regolamento per la gestione del rischio clinico già due anni fa. Abbiamo dato vita anche al Comitato valutazione sinistri e il nostro Risk manager è il professor Pasquale Giuseppe Macrì che è un medico legale molto esperto in questa materia. Ci sono una serie di percorsi che abbiamo intrapreso e che piano piano hanno portato a formare i nostri lavoratori permettendoci di crescere insieme. Posso dire che sulle valutazioni e sugli eventi avversi adesso c’è una attenzione molo molto maggiore»

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